Opposizioni a palazzo di città
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Politica

Bilancio, Pd e Progetto Andria: «Quasi dissesto, subito dimissioni»

I partiti di opposizione tornano sulla deliberazione della Corte dei Conti

E' una nota di Partito Democratico e Progetto Andria ad alzare il tiro sulla pronuncia della Corte dei Conti di Puglia che ha, difatto, bocciato il rendiconto 2012 del Comune di Andria. La richiesta delle opposizioni a Palazzo di Città è dimissioni subito dell'amministrazione. «Si temeva che sarebbe arrivata ed è arrivata! Già in ordine al 2011 - scrivono dalle opposizioni - la Corte dei Conti aveva mosso rilievi pesanti, archiviati dalla maggioranza di centro-destra come se nulla fosse accaduto. Ma questa volta l'organo di controllo è andato ancora oltre: reiterata violazione contabile, violazione nell'accertamento delle entrate, elusione ai fini del rispetto del patto di stabilità interno, mancato rispetto del patto di stabilità per l'anno 2013 (anno successivo alle irregolarità del 2012), potenziali responsabilità valutabili dalla Procura Regionale della Corte dei Conti, inattendibilità dei risultati della gestione di competenza e della gestione dei residui. Questo è solo l'antipasto: 48 pagine fitte di spiegazioni e motivazioni, che toccano l'annosa vicenda Italgas, l'errata imputazione di voci di spesa tra i servizi per conto terzi, la rateizzazione ingiustificata di debiti fuori bilancio, la difficoltà nel recupero dell'evasione tributaria (con particolare riferimento alle riscossioni ICI e TARSU), il ritardo nella riscossione degli accertamenti effettuati a titolo di permesso di costruire, la criticità nella gestione dei residui attivi rivenienti da sanzioni amministrative per violazione del Codice della Strada».

Diversi aspetti che le opposizioni rilanciano: «Insomma, non c'è un solo aspetto che la Corte dei Conti non abbia toccato, squalificando di fatto l'operato finanziario del Comune di Andria. Basterebbe andarsi a riprendere i verbali della delibera di Consiglio Comunale di approvazione del bilancio 2012 - proseguono Pd e Progetto Andria - per verificare che tutte le contestazioni oggi mosse dall'organo di controllo erano state già ampiamente esposte e paventate dalle opposizioni che presagivano il peggio, tanto che le stesse opposizioni si videro costrette ad inoltrare formale esposto alla Corte dei Conti, segnalando puntualmente ciò che poi l'organismo ha pesantemente rilevato. Mai la Città di Andria ha conosciuto una gestione finanziaria così scriteriata, che sta arrecando pregiudizi irreversibili per l'intera comunità: siamo alle soglie del dissesto. Si legge nella pronuncia che l'operazione di redazione del bilancio da parte del centro-destra è il frutto di una condotta contraria alla buona fede, posta in essere per camuffare la realtà negativa dei conti. Conseguenza immediata sono le "limitazioni amministrative", che incidono sull'ordinario governo dell'Ente (divieto di indebitamento, divieto di assunzione di personale, limitazione della spesa corrente entro specifici parametri)».

Ma quello che potrà accadere ora sarà, secondo le opposizioni, «che le opere pubbliche saranno bloccate, così come saranno sospesi i pagamenti dei fornitori (cioè coloro che, a qualunque titolo, hanno fornito prestazioni nei confronti del Comune e non si vedranno riconoscere il dovuto). Altro dato gravissimo, come era già successo per la pronuncia del 2011, è che la consapevole manipolazione del bilancio pregiudicherà gli equilibri degli esercizi successivi. Quindi, come detto più volte dalle opposizioni, la maggioranza di centro-destra non ha fatto altro che "costruire" a tavolino i bilanci di questi anni, fingendo che i conti fossero a posto quando così non è mai stato e lo ha fatto con la precisa consapevolezza di mentire». La richiesta è quella di dimettersi subito: «La conclusione politica non può essere che una sola - concludono - per decenza e rispetto nei confronti della Città l'assessore al bilancio e il dirigente del settore dovrebbero immediatamente e come minimo dimettersi anche se, siamo consapevoli, la responsabilità di quanto accaduto non può e non deve essere attribuita esclusivamente a loro ma a tutta la maggioranza e all'esecutivo di centro-destra che ha orchestrato questo madornale raggiro. Non riusciamo nemmeno ad immaginare quale scusa questa volta il centro- destra andriese si inventerà per giustificare l'ingiustificabile, dimissioni subito. Andria merita altro e deve cominciare a rialzarsi da questo disastro».
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