prodotti dell'agroalimentare pugliese
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Territorio

Alimentazione: cresce l'allarme per qualità dei cibi importati

Ma per fortuna aumenta nei consumatori la consapevolezza per la ‘Puglia agroalimentare in etichetta’

Nei primi nove mesi del 2025 sono scoppiati nell'Unione Europea oltre duemila allarmi alimentari a causa di cibi importati da Paesi Extra Ue, contenenti residui di pesticidi oltre i limiti, sostanze cancerogene e batteri, mentre cresce la 'Puglia agroalimentare in etichetta' grazie a 788 prodotti venduti in iper e supermercati che hanno aumentato del +7,3% il valore delle vendite, raggiungendo i 190 milioni di euro, un successo del regionalismo a tavola, frutto anche delle battaglie di Coldiretti condotte sul fronte della garanzia della tracciabilità, dell'origine e della sicurezza alimentare. E' quanto emerge da una analisi effettuata da Coldiretti Puglia, sulla base dei dati dell'ultimo Rapporto Rassf, in occasione della Giornata mondiale dell'alimentazione che si è celebrata ieri, 16 ottobre.

Coldiretti è in campo contro il taglio dei fondi all'agricoltura italiana ed europea che la Commissione Von der Leyen vorrebbe imporre, con la riduzione degli investimenti in agricoltura che mette a rischio anche la salute dei cittadini, poiché il calo della produzione agricola Made in Europe costringerà ad aumentare le importazioni dagli altri Paesi, dove non vengono rispettate le stesse regole in fatto di sicurezza alimentare e sostenibilità, oltre che di rispetto dei diritti dei lavoratori.
Ciò avviene proprio quando si assiste alla svolta tricolore nei consumi alimentari dei cittadini, con le buone performance della Puglia dei vini Igp/ Igt, delle passate di pomodoro e delle mozzarelle, secondo gli ultimi dati Osservatorio Immagino. Con un totale di 60 Cibi e Vini certificati DOP e IGP, a cui si aggiungono le 4 STG nazionali e le 2 bevande spiritose IG regionali, per un totale di 66 Indicazioni Geografiche, la Puglia è la regione numero 8 in Italia per valore della Dop Economy. A livello economico, secondo le ultime stime dell'Osservatorio Ismea-Qualivita, il settore dei prodotti DOP e IGP in Puglia vale 678 milioni di euro, con il comparto dei prodotti agroalimentari che pesa per il 6,9% e quello vitivinicolo per il 93,1%. L'indicazione volontaria in etichetta della provenienza regionale evidenzia un profondo cambiamento nelle abitudini di consumo degli italiani – sottolinea la Coldiretti regionale – che stanno premiando negli acquisti le produzioni legate al territorio, anche per sostenere l'economia locale.

Ciò ha spinto anche la spesa diretta dall'agricoltore per la possibilità di trovare prodotti stagionali, a km zero e di qualità. Nei mercati dei contadini di Campagna Amica è possibile anche trovare specialità del passato a rischio di estinzione che sono state salvate grazie all'importante azione di recupero degli agricoltori e che non trovano spazi nei normali canali di vendita dove prevalgono rigidi criteri dettati dalla necessità di standardizzazione e di grandi quantità offerte. Ma le vendite dirette con gli acquisti a km zero tagliano anche del 60% lo spreco alimentare rispetto ai sistemi alimentari tradizionali secondo l'Ispra e garantiscono un contributo importante alla lotta contro l'inquinamento e i cambiamenti climatici che provocano danni e vittime in tutto il mondo.

La Puglia, regione che vanta numerosi primati produttivi nell'agroalimentare – conclude Coldiretti Puglia – ha dovuto imparare a difendersi dagli agropirati con l'indicazione obbligatoria dell'origine del prodotto in etichetta e il brand 'Puglia' ha acquistato spazio e autorevolezza negli anni, con i consumatori sempre più attenti all'etichetta e all'acquisto consapevole di cibo prodotto in Puglia.
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