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Attualità

Aggressioni al personale sanitario e sociosanitario, arriva una proposta di legge

Scalera: “Una mia proposta di legge per contrastare questi episodi”

"In un contesto socio-sanitario segnato da profonde criticità strutturali - sottolinea in una nota il consigliere della Lega Antonio Paolo Scalera-, gli operatori sanitari rappresentano la risorsa principale per garantire il diritto alla salute dei cittadini. Oggi, però, medici, infermieri e operatori del comparto sanitario operano sempre più spesso in un clima di crescente ostilità che ne compromette l'incolumità e la serenità nello svolgimento delle proprie funzioni.

Ho depositato una proposta di legge regionale finalizzata a prevenire e contrastare ogni forma di violenza ai danni degli operatori sanitari e sociosanitari, rafforzando le misure di tutela, prevenzione e supporto.

A livello nazionale, i dati relativi al 2024 confermano una crescita esponenziale degli episodi di violenza con oltre 18.000 aggressioni e un incremento del 15% rispetto all'anno precedente. Il numero di operatori coinvolti è stimato in circa 22.000 unità, considerando che un singolo episodio può colpire più persone contemporaneamente.
Anche il Censis evidenzia un quadro allarmante, attestando 22.049 casi di aggressione in un solo anno nelle regioni italiane. Dalle indagini emerge che il 71,8% dei medici si sente un "capro espiatorio" delle inefficienze del Servizio Sanitario Nazionale, mentre il 41,2% dichiara di non sentirsi sicuro durante lo svolgimento della propria professione.

La situazione in Puglia appare particolarmente critica e in linea con il trend nazionale di peggioramento. Nel 2024 si sono registrati 325 casi di aggressione al personale sanitario, con un incremento del 180% rispetto ai 116 casi del 2023. Circa il 42% degli operatori riferisce di essere stato vittima di violenza fisica, verbale o sotto forma di minacce, con infermieri, medici e farmacisti ospedalieri tra le categorie maggiormente colpite. Le aggressioni si concentrano principalmente nei pronto soccorso e nelle aree critiche, spesso in presenza di lunghe attese, carenza di personale e tensioni con familiari o pazienti. A ciò si aggiunge il fenomeno della mancata denuncia: si stima che il 69% degli episodi non venga ufficialmente segnalato. Per contrastare tale deriva, resta fondamentale la piena attuazione della Raccomandazione ministeriale n. 8, volta a promuovere la cultura della segnalazione e l'implementazione di misure di prevenzione come posti fissi di Polizia e sistemi di videosorveglianza.

Negli ultimi anni il legislatore nazionale è intervenuto con un progressivo inasprimento delle pene, dimostrando attenzione verso la tutela del personale sanitario. Tuttavia, l'integrazione del quadro sanzionatorio penale, pur necessaria, non si è rivelata sufficiente ad arginare il fenomeno.

Per questo motivo la mia proposta di legge mira a un intervento organico della Regione attraverso l'adozione di indicazioni omogenee su tutto il territorio pugliese e la promozione di misure di formazione, prevenzione e protezione dei lavoratori. Pone, altresì, particolare attenzione alla gestione delle conseguenze emotive e psicologiche degli episodi di violenza, al fine di prevenire condizioni di sofferenza cronica, disturbi post-traumatici da stress e fenomeni di demotivazione lavorativa.

Garantire la sicurezza di chi si prende cura della salute dei cittadini significa difendere il diritto dei pugliesi alla stessa. Non possiamo tollerare che chi opera in prima linea nei nostri ospedali e nei nostri servizi territoriali sia lasciato solo di fronte a episodi di violenza"
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