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Eventi e cultura

Ad Andria proseguono con successo gli spettacoli teatrali a scopo benefico della compagnia Amartè

Domenica 21 aprile l’ultima rappresentazione con “Nan zi Krdenn a sùnn”, il cui ricavato è stato devoluto in parte alla Fondazione "Onofrio Jannuzzi"

Prosegue con grande successo il ciclo di spettacoli teatrali a scopo benefico della compagnia Amartè guidata dal regista e fondatore Angelo Di Chio, i cui fondi saranno destinati alle varie associazioni del territorio. L'ultima rappresentazione è andata in scena proprio domenica 21 aprile con "Nan zi Krdenn a sùnn", liberamente tratta dalla commedia "Sogno di una notte di mezza sbornia" di Eduardo De Filippo riadattata in vernacolo andriese e il cui ricavato è stato devoluto in parte alla Fondazione "Onofrio Jannuzzi" per sostenere la realizzazione di eventi socio-culturali.

"Ringrazio la compagnia teatrale Amartè per la sensibilità e disponibilità dimostrata nell'accettare l'invito della Fondazione "Onofrio Jannuzzi" a riportare sul palco la loro splendida commedia in vernacolo andriese, per ricordare un grande nostro concittadino scomparso da poco, il senatore Attilio Busseti – commenta l'onorevole Benedetto Fucci, nonché Presidente della Fondazione "Onofrio Jannuzzi" - Un uomo che nel suo dire quotidiano ha sempre fatto riferimento ad Andria, la sua amata città, riportando nei suoi immensi scritti le nostre antiche tradizioni in semplicissimo linguaggio dialettale. Non può esserci, come il senatore amava dire, un futuro per una comunità, se questa non guarda con grande rispetto alla sua storia passata, alle sue tradizioni: messaggio questo che tanti noi auspichiamo venga recepito e fatto proprio dalle nuove generazioni".

Al centro della pièce teatrale "Nan zi Krdenn a sùnn", dallo stile comico e, a volte, grottesco ci sono, con il popolare gioco del lotto, la smania del facile successo, le conflittualità familiari, l'assuefazione alla facile superstizione e i confini assai labili tra dimensione onirica e realtà, spesso tra loro coesistenti. E, soprattutto poi c'è il finale che non chiude, ma rilancia una sorpresa che non si consuma mai fra gioco dell'esistenza e gioco della scena. Con uno sguardo su un campionario di miserie e debolezze umane raccontato in vernacolo andriese con umorismo immediato e ruspante, la commedia, accolto da applausi e tanti sorrisi, ha rappresentato per il pubblico anche un'occasione di riflessione sul nostro modo di stare al mondo. Dunque, ancora una volta, la compagnia Amartè ha saputo intrecciare, attraverso l'arte teatrale, il patrimonio culturale andriese con una particolare attenzione alla solidarietà.

Presenti alla rappresentazione, andata in scena all'interno dell'auditorium "Mons. Di Donna" della Parrocchia del SS. Sacramento, l'onorevole Mariangela Matera (Fdl) e la Sindaca Giovanna Bruno le quali hanno sottolineato l'importanza di preservare le tradizioni popolari per favorire lo sviluppo del senso di appartenenza e definire la nostra identità culturale. "Stiamo scommettendo, come amministrazione, sul recupero del nostro patrimonio tradizionale. Infatti, proprio questa commedia, nella nostra città, aprirà il prossimo 30 aprile la seconda edizione della rassegna in vernacolo – dichiara la Sindaca Giovanna Bruno - A noi spetta il compito di preservare la positività e la bellezza che ci arriva dal passato, per fare in modo che le nuove generazioni ne abbiano contezza. Ci sono tanti personaggi, tanti aneddoti, tante storie e tanti simboli della nostra città che devono essere conosciuti. Siamo contenti che intorno alla figura storica della professoressa Antonietta Musaico Guglielmi, grande studiosa del vernacolo e delle tradizioni popolari andriesi, non solo abbiamo istituito la seconda edizione della rassegna in vernacolo, ma stiamo pensando anche al conferimento del riconoscimento eccellenza andriese; ci sono persone che, come lei, hanno dato un valore aggiunto alla nostra comunità, come il senatore Attilio Busseti che, con i suoi scritti, è stato custode della cultura cittadina e del dialetto, trasmettendo alle nuove generazioni i valori formativi delle tradizioni locali – conclude la Prima Cittadina - Le radici della nostra città sono importanti e a noi fa piacere promuoverle".

Proponiamo ai nostri lettori foto di alcuni momenti salienti della serata.
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