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Sperimentazione animale: questo sconosciuto (Parte I)

Tutte le pseudoverità sull’argomento del momento

Sicuramente negli ultimi giorni avrete sentito parlare da giornali e tv del dibattito sulla sperimentazione animale. Cerchiamo di chiarire alcuni punti oscuri e false notizie a riguardo, che soprattutto recentemente hanno ricominciato a circolare grazie anche ad alcuni mass media e alla totale mancanza di controllo della correttezza delle informazioni sul web.

1) Vivisezione e sperimentazione animale sono sinonimi. Falso. Vivisezionare significa sezionare un animale in stato di coscienza, portandolo conseguentemente alla morte con grosse sofferenze. Questa pratica è oggi assolutamente illegale e vietata per legge dalla normativa sia europea che italiana in materia di sperimentazione animale. Sebbene numerose scoperte siano state fatte soprattutto in campo medico e fisiologico, ad esempio da Galvani con i suoi primi esperimenti sulla contrazione muscolare sulle rane, già tra la fine del '600 e l'inizio del '700 tale pratica venne via via abbandonata. Oggigiorno nessun laboratorio autorizzato esegue la vivisezione.

2) Non esiste una regolamentazione sull'uso degli animali nella pratica scientifica. Falso. Dal 1959 la comunità scientifica internazionale ha iniziato ad adottare i principi proposti da W.M.S. Russell e R.L. Burch e la loro regola delle 3 R:
  • Replacement: sostituzione con metodi alternativi.
  • Reduction: riduzione del numero di animali necessario per ogni sperimentazione.
  • Refinement: miglioramento delle condizioni di vita degli animali.

In Europa il 24 novembre 1986 il consiglio europeo ha proposto la direttiva 86/609/CEE per uniformare la legislazione in materia degli stati membri. Il 22 settembre 2010 è stata approvata dal parlamento europeo una nuova legislazione, basata proprio sulle 3 R, a proposito della protezione degli animali utilizzati a fini scientifici (http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:32010L0063:IT:HTML). In Italia la regolamentazione a riguardo è sempre stata più restrittiva. Dal 4 settembre di quest'anno è entrata in vigore la Legge 6 agosto 2013, n. 96, articolo 13, in materia di "Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea Legge di delegazione europea 2013" (http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2013-08-06;96~art13!vig), che tra l'altro vieta le sperimentazioni con xenotrapianto. Tale legge prevede quindi il divieto assoluto di trapiantare organi tra specie diverse. Questo comporta gravi conseguenze per esempio per gli studi sul cancro, considerato che una pratica molto diffusa oggigiorno è quella di prelevare cellule tumorali di un paziente malato e iniettarle in topi da laboratorio per capire quali farmaci e cure siano più adatte al paziente, riducendo la probabilità di tossicità dei farmaci sul malato stesso.

Nelle prossime puntate continueremo ad analizzare i diversi motivi alla base del dibattito sulla sperimentazione animale. Per oggi vi lascio con questa piccola storia, che racconta di un grande successo italiano, ottenuto grazie anche al contributo di alcuni animali: http://nonsolotopi.wordpress.com/2013/12/17/2/.
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