Bambini per crescere

Sbagliando s’inventa

La lezione di Rodari non è ancora finita

Nonostante siano passati quarant'anni, La grammatica della fantasia. Introduzione all'arte di inventare storie di Gianni Rodari può considerarsi sorprendentemente un libro attualissimo. Un testo che chiunque dovrebbe leggere, per capire quali magie sono possibili giocando con la fantasia e l'immaginazione.

Attraverso le più svariate tecniche dell'invenzione Rodari offre con la sua opera un utile strumento «a chi crede nella necessità che l'immaginazione abbia il suo posto nell'educazione, a chi ha fiducia nella creatività infantile, a chi sa quale valore di liberazione possa avere la parola». Il manuale fornisce numerosi spunti, basati su esperienze concrete, per giocare con le parole, con le fiabe e con i racconti mediante stravolgimenti, invenzioni, errori, rovesciamenti e indovinelli.

«Tutti gli usi della parola a tutti. Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo» è davvero il cuore della teoria rodariana. «La parola singola - scrive Rodari nel capitolo dedicato al binomio fantastico - agisce solo quando ne incontra una seconda che la provoca, la costringe a uscire dai binari dell'abitudine, a scoprire nuove capacità di significare. Non c'è vita, dove non c'è lotta».

Rodari invita continuamente a non limitare le possibilità dell'assurdo, a non arginare il pensiero creativo. Creatività è sinonimo di pensiero divergente, capace di rompere continuamente gli schemi dell'esperienza. E' creativa una mente sempre al lavoro, sempre a far domande, a scoprire problemi dove gli altri trovano risposte soddisfacenti, a suo agio nelle situazioni fluide nelle quali gli altri fiutano solo pericoli, capace di giudizi autonomi e indipendenti, che rifiuta il codificato, che manipola oggetti e concetti senza lasciarsi inibire dai conformismi.

Molti sostengono che i libri rappresentino l'unico modo che gli autori hanno per sopravvivere e lasciare un'impronta indelebile. Facciamo tesoro di questo saggio dono.
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