Bambini per crescere

Migranti

Viaggi che cambiano la vita

Migranti è il titolo di un prezioso libro, appena edito da Gallucci, scritto da Josè Manuel Mateo e splendidamente illustrato da Javier Martinez Pedro. E' un libro molto bello, si dispiega in verticale a fisarmonica ed è stampato, in Messico, su una carta particolare che profuma di terra e di alberi. Aprendolo si ha subito la percezione che la storia raccontata è quella di una traversata, di un viaggio, pieno zeppo di strade, di mezzi, di volti, di piante e di animali. Un libro pieno di vita, insomma. Ed è proprio il desiderio di una vita meno stentata quello che spinge il bambino, voce narrante della storia, sua sorella e la sua mamma a fuggire dal villaggio desolato in cui vivono, per raggiungere il padre emigrato e riunire nuovamente la famiglia. Descrive le peripezie del viaggio, i rischi nel passaggio del confine, l'approdo in una città ricca e caotica, dove tutti gli stranieri si sentono comunque simili.

Con le parole e i disegni viene raccontata la vicenda di chi arriva a destinazione, per non dimenticare che ci sono donne, uomini e chissà quanti bambini, che scompaiono o muoiono lungo la strada, come è successo qualche giorno fa nella nostra terra.

E' necessario leggerli questi libri ai nostri figli, insieme, per infondere coraggio e rispetto, per creare una maggiore consapevolezza: ci sono tantissime persone indifese che smettono quasi di esistere per il loro paese, perché non possono dimostrare legalmente la loro identità, né richiedere documenti, e che spesso non riescono a ricordare nemmeno la loro vera età. Bisogna dirlo ai nostri bambini che non tutti i viaggi sono comodi e divertenti, ci fanno conoscere luoghi ameni e spettacolari e suscitano l'irrefrenabile voglia della partenza. Ci sono persone costrette a viaggiare, a lasciare le cose più care senza avere la certezza di giungere a destinazione. Si chiamano migranti queste persone, esistono, soffrono e reclamano la nostra accoglienza.

Tahar Ben Jelloun dice «Non incontrerai mai due volti assolutamente identici. Non importa la bellezza o la bruttezza: queste sono cose relative. Ciascun volto è il simbolo della vita. E tutta la vita merita rispetto. E' trattando gli altri con dignità che si guadagna il rispetto per se stessi».
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