Bambini per crescere

Il fascino misterioso dei taciturni

Quando il silenzio ha un suo perché

Solitamente se ne stanno in un angolino e non giocano con gli altri, occupano gli ultimi banchi della classe e pare pensino ad altro mentre tutti svolgono il compito in classe, pongono attenzione alle faccende che i più trascurano completamente e parlano poco. Vengono comunemente definiti bambini difficili o semplicemente strani, a seconda del disagio che crea, negli altri, il loro modo di essere. Eppure, molto spesso, questi bimbi possiedono una vivacissima fantasia ed una particolare curiosità che li spingono a non smettere mai di farsi domande. E a volte, quelle domande, possono diventare la chiave per aprire universi mai esplorati.

A tal proposito vi consiglio due libri meravigliosi, assolutamente da leggere e da consigliare ai vostri amici. Il primo è L'inventore di sogni, di Ian McEwan, in cui prendono vita tutte le storie nate nella mente di Peter Fortune. Peter è un bambino come tanti, un bambino un po' distratto che si interroga su ciò che lo circonda, immedesimandosi nelle persone e nelle cose che più lo incuriosiscono. Il libro è composto da tutte le storie di cui si sente protagonista, mentre guarda dalla finestra o se ne sta sdraiato a fissare il cielo. Sono avventure fantastiche che rappresentano una bella evasione da una quotidianità poco eccitante.

Il secondo è Quel genio di Einstein, di Jennifer Berne. Attraverso le rocambolesche immagini di Radunsky, si racconta l'infanzia e l'età adulta di colui che ha elaborato la formula della relatività. Anche lui era un bambino strano: a tre anni diceva a mala pena una parola, si guardava sempre intorno con i suoi occhi grandi e curiosi, non voleva essere come i suoi compagni di classe, voleva scoprire i misteri nascosti nel mondo. Amava la musica classica e spesso se ne andava in giro per la città, immerso nei suoi pensieri, leccando un cono gelato. Le idee di Albert hanno aiutato a costruire le astronavi e i satelliti che vanno sulla luna. I suoi pensieri ci hanno aiutato a capire l'universo.

Non illudiamoci di sapere cosa pensa un bambino, rispettiamo il suo modo di essere.
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