
Attualità
Violenza sessuale: Psicologi, “Consenso va rimesso al centro della legge”
La nota del Comitato Pari Opportunità del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi
Italia - mercoledì 11 febbraio 2026
2.51 Comunicato Stampa
"Il consenso non è un dettaglio linguistico, ma il perno della tutela contro la violenza sessuale e va rimesso esplicitamente al centro della legge". È quanto scrive il Comitato Pari Opportunità del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi in una lettera indirizzata alla presidente della Commissione Giustizia del Senato, Giulia Bongiorno, in merito al disegno di legge sulla violenza sessuale, che nell'ultima versione del testo ha eliminato il riferimento esplicito al consenso sostituendolo con formulazioni legate al dissenso o alla volontà contraria.
"Le parole nel diritto orientano la prova e la valutazione dei fatti", sottolinea il Comitato Pari Opportunità del Cnop. "Spostare il baricentro sul 'ha detto no?' invece che sul 'c'era un sì libero, attuale e volontario?' rischia di riportare l'attenzione sulla condotta della vittima".
"La Convenzione di Istanbul - ricordano nella lettera la presidente del Cnop Maria Antonietta Gulino e la referente del Comitato Pari Opportunità Francesca Schir - definisce la violenza sessuale come atto non consensuale e chiarisce che il consenso deve essere dato volontariamente, come libera manifestazione della volontà, valutata nel contesto concreto. Rimettere il consenso al centro non significa rovesciare le garanzie costituzionali, ma ricondurre la norma al suo nucleo: gli atti sessuali sono leciti solo se fondati su una volontà libera e volontariamente espressa". "Per questo chiediamo di reintrodurre esplicitamente il riferimento al consenso come criterio cardine e di garantire un impianto coerente con gli standard sovranazionali, senza arretramenti culturali", concludono.
"Le parole nel diritto orientano la prova e la valutazione dei fatti", sottolinea il Comitato Pari Opportunità del Cnop. "Spostare il baricentro sul 'ha detto no?' invece che sul 'c'era un sì libero, attuale e volontario?' rischia di riportare l'attenzione sulla condotta della vittima".
"La Convenzione di Istanbul - ricordano nella lettera la presidente del Cnop Maria Antonietta Gulino e la referente del Comitato Pari Opportunità Francesca Schir - definisce la violenza sessuale come atto non consensuale e chiarisce che il consenso deve essere dato volontariamente, come libera manifestazione della volontà, valutata nel contesto concreto. Rimettere il consenso al centro non significa rovesciare le garanzie costituzionali, ma ricondurre la norma al suo nucleo: gli atti sessuali sono leciti solo se fondati su una volontà libera e volontariamente espressa". "Per questo chiediamo di reintrodurre esplicitamente il riferimento al consenso come criterio cardine e di garantire un impianto coerente con gli standard sovranazionali, senza arretramenti culturali", concludono.


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