Antonio Sardano
Antonio Sardano
Vita di città

Una petizione per intitolare il Belvedere della Murgia ad Antonio Sardano

L'iniziativa lanciata da un amico d'infanzia mira a legare il nome di Antonio ad uno dei luoghi della sua terra che tanto amava

A pochi giorni dalla tragica scomparsa di Antonio Sardano, l'escursionista andriese di 49 anni deceduto durante un'escursione sul Gran Paradiso, la città di Andria continua a mostrare il proprio affetto e la propria vicinanza con iniziative concrete stanno prendendo vita per far sì che il suo ricordo non svanisca.

Michele Ruta, amico di vecchia data di Antonio, ha lanciato una petizione online sulla piattaforma Change.org con l'obiettivo di intitolare il Belvedere della Murgia proprio ad Antonio Sardano.

​La proposta non è casuale: Antonio, che da anni viveva a Trento, era profondamente legato alla sua terra d'origine, nutrendo un amore viscerale per la natura e per la vita all'aria aperta. Per i promotori, dedicare a lui un luogo iconico della Murgia rappresenta il modo più naturale per onorare il suo spirito.

È difficile accettare che Antonio ci abbia lasciato così tragicamente, e sento sia doveroso ricordarlo in qualche modo che rifletta il suo spirito e la passione che lo caratterizzava" – si legge nel testo della petizione. L'intento è quello di creare un omaggio tangibile, un luogo dove la memoria di Antonio possa continuare a ispirare chiunque ami la bellezza e la contemplazione dei paesaggi naturali, elementi che per lui erano una "passione totalizzante".

L
a petizione chiede il sostegno non solo dei concittadini, ma anche delle autorità locali, affinché venga riconosciuto il legame affettivo che Antonio aveva con il territorio. Chiunque volesse sostenere l'iniziativa può farlo attraverso la piattaforma online, contribuendo a mantenere vivo il ricordo di un uomo descritto come "perbene" e profondamente innamorato della natura.

​In un momento di profondo dolore per la famiglia Sardano, questa iniziativa si aggiunge al cordoglio ufficiale della città, trasformando il senso di perdita in un gesto di amore e memoria collettiva.
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