
Attualità
Un tatuaggio a 88 anni: l'amore autentico tra nonno Cesare e la nipote Martina
Dalle fughe al bar per un gelato, ai pomeriggi sulle macchinine da scontro. La storia di un legame speciale che si fa inchiostro e ci ricorda cos'è l'amore puro
Andria - domenica 8 novembre 2026
12.26
Nonno Cesare ha 88 anni, si definisce con orgoglio un produttore di olio e uva, e ha un carattere all'apparenza puntiglioso. Eppure, c'è un'eccezione alla sua inflessibilità: le nipoti, alle quali non riesce proprio a dire di no. È da questa semplice ma potentissima premessa che nasce la storia del suo primo tatuaggio, fatto in coppia con la nipote ventiseienne Martina Catino; un gesto di una tenerezza così autentica da aver conquistato in breve tempo i social. Nessuna ricerca di clamore, ma solo il desiderio di fissare un ricordo prezioso. Il disegno che entrambi hanno scelto di imprimere per sempre sull'avambraccio è uno schizzo stilizzato che riporta ai pomeriggi felici della fanciullezza di Martina, quando all'uscita da scuola trovava sempre suo nonno ad aspettarla.
"L'idea è partita da me" racconta Martina. "Volevo farlo insieme a lui perché mi dà un senso di unione infinito. Avere sulla pelle di entrambi lo stesso simbolo significa che staremo insieme per sempre. Ogni volta che lo guarderò, avrò con me questo bellissimo ricordo".
Il ricordo in questione ha il sapore del gelato al Bar dopo scuola. Le regole di quel rito clandestino erano chiare: cioccolato con doppia panna per Martina, rigorosamente solo cioccolato per nonno Cesare. I due consumavano il gelato di fretta, coalizzandosi in un patto di silenzio per non dire nulla ai genitori di Martina, in modo da non farsi sgridare prima del pranzo. La complicità tra i due, del resto, non si limitava ai pomeriggi. Martina sorride ricordando le mattine in cui il nonno la accompagnava a scuola: se le sue compagne di classe decidevano di non entrare alla prima ora per andare al bar tra di loro, lei non le seguiva. Preferiva di gran lunga restare in giro per un'ora intera con suo nonno. Alla proposta del tatuaggio,
Nonno Cesare non ha opposto resistenza. "Ho acconsentito subito" racconta Cesare con la schiettezza che lo contraddistingue. "Quando vuoi il bene di qualcuno, ti convinci facilmente. È stato un sacrificio piacevole". D'altronde, ammette lui stesso con orgoglio e semplicità, "io vivo per loro". Un affetto che si traduce in vizi quotidiani, come conferma divertita la nipote: "Lui vive per me e per mia sorella. Se un giorno gli dico, per caso, che mi piace il succo mango e pesca, il giorno dopo mi fa trovare in casa cento succhi mango e pesca!".
A proposito della sorella: anche Sissi ha già espresso il desiderio di farsi un tatuaggio con nonno Cesare in futuro. E il nonno, placidamente, ha risposto che non ci sono problemi: d'altronde, ha sempre un altro braccio libero. A fare da cornice a questo splendido quadro familiare c'è nonna Assunta, che interviene con un sorriso sereno. È lei a ricordare come Cesare, un tempo, se ne andasse via interi pomeriggi per portare le nipotine alle giostre. Un aneddoto che il nonno conferma con gli occhi che gli brillano: amava portarle alle macchinine da scontro, confessando che, salendo su quelle piste, era quasi come se tornasse lui stesso a essere bambino.
E nonna Assunta ammette commossa: "Mio marito è un nonno unico. Molti dovrebbero imparare da lui!". "Vederli cambiare da lontano mi faceva venire ancora più voglia di stare con loro" ammette Martina, ricordando gli anni trascorsi a studiare a Milano. Dopo l'esperienza al Nord, infatti, Martina – che oggi lavora come HR in smartworking – ha scelto di tornare a vivere ad Andria con una consapevolezza ben precisa. Sentiva il bisogno di riavvicinarsi per viverli nel quotidiano, quasi ribaltando le prospettive della vita: se prima erano i nonni a non volerla veder crescere per non lasciarla andare, oggi è lei a voler trattenere il tempo, per non perdersi nemmeno un istante del loro invecchiare. Nonostante le fisiologiche differenze caratteriali – Cesare è puntuale e metodico, Martina dinamica e insofferente alla monotonia – il loro legame non conosce ostacoli. "Con loro mi piace trasmettere solo serenità" conclude Martina. "Lui e mia nonna sono il mio punto fermo. Per me l'amore puro esiste, ed è grazie a loro". Una storia che si lascia leggere d'un fiato, esempio di un amore che non ha bisogno di grandi parole per lasciare il segno.
"L'idea è partita da me" racconta Martina. "Volevo farlo insieme a lui perché mi dà un senso di unione infinito. Avere sulla pelle di entrambi lo stesso simbolo significa che staremo insieme per sempre. Ogni volta che lo guarderò, avrò con me questo bellissimo ricordo".
Il ricordo in questione ha il sapore del gelato al Bar dopo scuola. Le regole di quel rito clandestino erano chiare: cioccolato con doppia panna per Martina, rigorosamente solo cioccolato per nonno Cesare. I due consumavano il gelato di fretta, coalizzandosi in un patto di silenzio per non dire nulla ai genitori di Martina, in modo da non farsi sgridare prima del pranzo. La complicità tra i due, del resto, non si limitava ai pomeriggi. Martina sorride ricordando le mattine in cui il nonno la accompagnava a scuola: se le sue compagne di classe decidevano di non entrare alla prima ora per andare al bar tra di loro, lei non le seguiva. Preferiva di gran lunga restare in giro per un'ora intera con suo nonno. Alla proposta del tatuaggio,
Nonno Cesare non ha opposto resistenza. "Ho acconsentito subito" racconta Cesare con la schiettezza che lo contraddistingue. "Quando vuoi il bene di qualcuno, ti convinci facilmente. È stato un sacrificio piacevole". D'altronde, ammette lui stesso con orgoglio e semplicità, "io vivo per loro". Un affetto che si traduce in vizi quotidiani, come conferma divertita la nipote: "Lui vive per me e per mia sorella. Se un giorno gli dico, per caso, che mi piace il succo mango e pesca, il giorno dopo mi fa trovare in casa cento succhi mango e pesca!".
A proposito della sorella: anche Sissi ha già espresso il desiderio di farsi un tatuaggio con nonno Cesare in futuro. E il nonno, placidamente, ha risposto che non ci sono problemi: d'altronde, ha sempre un altro braccio libero. A fare da cornice a questo splendido quadro familiare c'è nonna Assunta, che interviene con un sorriso sereno. È lei a ricordare come Cesare, un tempo, se ne andasse via interi pomeriggi per portare le nipotine alle giostre. Un aneddoto che il nonno conferma con gli occhi che gli brillano: amava portarle alle macchinine da scontro, confessando che, salendo su quelle piste, era quasi come se tornasse lui stesso a essere bambino.
E nonna Assunta ammette commossa: "Mio marito è un nonno unico. Molti dovrebbero imparare da lui!". "Vederli cambiare da lontano mi faceva venire ancora più voglia di stare con loro" ammette Martina, ricordando gli anni trascorsi a studiare a Milano. Dopo l'esperienza al Nord, infatti, Martina – che oggi lavora come HR in smartworking – ha scelto di tornare a vivere ad Andria con una consapevolezza ben precisa. Sentiva il bisogno di riavvicinarsi per viverli nel quotidiano, quasi ribaltando le prospettive della vita: se prima erano i nonni a non volerla veder crescere per non lasciarla andare, oggi è lei a voler trattenere il tempo, per non perdersi nemmeno un istante del loro invecchiare. Nonostante le fisiologiche differenze caratteriali – Cesare è puntuale e metodico, Martina dinamica e insofferente alla monotonia – il loro legame non conosce ostacoli. "Con loro mi piace trasmettere solo serenità" conclude Martina. "Lui e mia nonna sono il mio punto fermo. Per me l'amore puro esiste, ed è grazie a loro". Una storia che si lascia leggere d'un fiato, esempio di un amore che non ha bisogno di grandi parole per lasciare il segno.








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