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Solidarietà: "La pace non può avere due pesi e due misure"
Il Centro Zenith al fianco di Giovanna Bruno "per una pace senza silenzi"
Andria - sabato 7 novembre 2026
5.13
"Crediamo che davanti a tragedie così grandi occorra conservare lucidità, equilibrio e, soprattutto, umanità -sottolinea in una nota il prof. Antonello Fortunato, responsabile del Centro Zenith di Andria-.
Il 7 ottobre resta una ferita atroce. Il terrorismo di Hamas, le vittime innocenti, gli ostaggi e il dolore del popolo ebraico non possono essere dimenticati né minimizzati. La solidarietà verso quel popolo è un dovere che non dovrebbe conoscere ambiguità.
Ma proprio in nome della stessa umanità non possiamo chiudere gli occhi davanti alla devastazione di Gaza, alla morte di migliaia di civili, ai bambini, alle famiglie e a un popolo che continua a pagare un prezzo disumano. La condanna del terrorismo non può trasformarsi in una giustificazione della distruzione di un'intera popolazione. E riconoscere il diritto dei palestinesi a vivere non significa negare il diritto degli israeliani a vivere in sicurezza.
Anche il confronto nato a Milano dopo le parole della sindaca merita una riflessione: il dolore di una comunità va rispettato, ma il rispetto non può diventare una richiesta di silenzio davanti alla sofferenza di un altro popolo.
La pace non è neutralità davanti alle ingiustizie, né una parola da pronunciare soltanto nelle occasioni solenni. È una scelta che richiede coraggio, coerenza e la capacità di riconoscere la dignità di ogni essere umano, senza distinzioni.
Per questo il richiamo del sindaco di Andria all'amore della nostra città per la pace assume un significato importante. C'è una frase che dovremmo tenere sempre a mente: senza giustizia non può esserci pace. E pensiamo altresì, che non può esserci pace finché il dolore di un popolo viene considerato più importante, o più degno di attenzione, di quello di un altro.
Non dobbiamo scegliere tra israeliani e palestinesi. Dobbiamo scegliere la vita, la dignità, il diritto di ogni bambino a crescere senza paura e il futuro di due popoli che hanno diritto a esistere. Perché la pace vera non divide le vittime in categorie. Le riconosce tutte", conclude il prof. Antonello Fortunato.

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