nuovo ospedale di Andria
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Politica

Tempi un po’ più certi per l’iter di realizzazione del nuovo ospedale di Andria

Ridefinito il cronoprogramma e risorse nuovamente disponibili

Tempi un po' più certi per l'iter di realizzazione del nuovo ospedale di Andria. E' emerso nel corso della seduta congiunta delle Commissioni I e III per l'aggiornamento dell'audizione richiesta dal consigliere Pd Filippo Caracciolo. Due gli elementi rilevanti per ridefinire con maggiore precisione il cronoprogramma. Innanzitutto il decreto di revoca del 15 luglio che di fatto rimette nella disponibilità della regione Puglia 318 milioni di euro che quindi possono essere riprogrammati per la nuova Mexa, il documento programmatico con allegati gli studi di fattibilità degli interventi per i quali si chiede il finanziamento. Lo ha riferito la responsabile della sezione risorse strumentali e tecnologiche sanitarie della Regione, Concetta Ladalardo, aggiungendo che da quando le sarà fornita la documentazione non ci vorrà più di un mese per il parere del nucleo di valutazione necessario per la procedura ex art. 20.
In secondo luogo l'approvazione il 26 luglio dello schema aggiuntivo al contratto per la progettazione e la direzione lavori, comunicata dal direttore generale della Asl Bat, Tiziana Dimatteo, e necessario per la rimodulazione del progetto sulla base del piano clinico gestionale e delle osservazioni sollevate da Asset, per un importo complessivo di 186 milioni di euro.
Il cronoprogramma tracciato stima la progettazione definitiva compresa della validazione di 6/8 mesi, mentre per la progettazione esecutiva – affidata agli stessi progettisti – è di circa quattro mesi. Quindi un totale di 10/12 mesi dalla sottoscrizione dell'atto aggiuntivo che dovrebbe essere imminente.
Tempi che devono intersecarsi con quelli necessari ad ottenere il rifinanziamento, stimabili in circa 6/7 mesi a partire dall'aggiornamento della Mexa, possibile, secondo Ladalardo, avendo la disponibilità del progetto, per fine ottobre.
In merito all'atto aggiuntivo il direttore generale di Asset, Elio Sannicandro, ha sottolineato l'importanza, ai fini del controllo tecnico, della conformità alle indicazioni date in merito al dimensionamento funzionale e spaziale e ai costi, nonché agli aspetti di sostenibilità economica e ambientale. Asset infatti aveva chiesto la previsione del riuso delle acque meteoriche per evidenti ragioni di riduzione di costi di allacciamenti e di spese correnti, sia l'ottimizzazione energetica con autoproduzione. Aspetti per i quali il rup della Asl Bat Carlo Ieva ha garantito la totale ricezione e coerenza progettuale.
Per il Comune di Andria è intervenuta l'assessore Annamaria Curcuruto, evidenziando la necessità di far pronte non solo alla progettazione del presidio sanitario ma anche alla progettazione e al finanziamento delle opere di urbanizzazione primaria per l'accesso all'ospedale e per i sottoservizi. Opere che però non rientrano nella programmazione ex. Art. 20 e che andranno trovate in altri capitoli del bilancio regionale.
Dall'insieme dei dati emersi, ha sintetizzato Caracciolo, "si può ipotizzare con ragionevole affidamento che entro settembre del 2025 si potrà procedere all'affidamento dei lavori".
Sull'ospedale di Andria aggiornamento in seduta congiunta nella prima decade di ottobre.
A margine dell'audizione Caracciolo ha anche avuto rassicurazione da Dimatteo circa l'indizione della gara per la piastra oncologica dell'ospedale Dimiccoli di Barletta, a fine agosto/settembre per un importo di 8milioni900mila euro.
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