
Vita di città
Sala gremita ad Andria per Ranucci: "Il ritorno della casta" scuote l'auditorium "Mons. Di Donna"
Tra inchiesta giornalistica e rigore giudiziario: partecipazione straordinaria all’appello alla legalità lanciato da Ranucci e dalle massime autorità del territorio
Andria - giovedì 5 marzo 2026
7.29
Ci sono pomeriggi in cui la cronaca cede il passo alla storia civile di una comunità. È accaduto ieri pomeriggio nell'Auditorium Mons. Di Donna, dove l'attesa per l'anteprima nazionale de "Il ritorno della casta", l'ultima opera editoriale di Sigfrido Ranucci, si è trasformata in un bagno di folla specchio di un'esigenza collettiva: capire cosa accade nelle stanze dove il potere si rigenera.
La sala non ha solo esaurito i posti; è diventata un unico respiro di partecipazione. In prima fila, a testimoniare l'attenzione delle istituzioni verso i temi della trasparenza e della legalità, erano presenti il Sindaco di Andria, Giovanna Bruno, e l'Assessore della Regione Puglia, Debora Ciliento. La loro partecipazione ha sottolineato il legame profondo tra la riflessione giornalistica di Ranucci e l'impegno amministrativo sul territorio, in una serata che ha visto convergere politica, magistratura e cittadinanza attiva.
L'incontro, moderato con polso e ritmo da Domenico Castellaneta, direttore del TG Norba, ha subito preso le sembianze di un viaggio senza filtri tra le pieghe di un'Italia che fatica a sbarazzarsi dei propri vecchi vizi.
Ad aprire i lavori è stata la voce del territorio, ferma e consapevole. Michele Gallo, delegato BAT di LIBERA, ha portato il saluto di chi nelle strade della provincia trasforma l'antimafia in gesti concreti, ricordando come la "casta" e le zone d'ombra siano spesso il terreno fertile per l'illegalità organizzata.
Presente anche il Presidente dell'ANM di Trani, Francesco Tosto che ha introdotto la serata con una riflessione lucida sul ruolo della magistratura.
Il momento di massima attenzione narrativa si è toccato nel dialogo tra l'autore e il Procuratore della Repubblica di Trani, Renato Nitti. È stato un confronto di altissimo profilo, dove la narrazione d'inchiesta di Ranucci si è intrecciata alla visione rigorosa della Procura.
Nitti ha analizzato le dinamiche del potere con la precisione del chirurgo, offrendo alla platea una chiave di lettura preziosa sulle sfide giudiziarie che interessano il nostro Paese, in particolare, il Procuratore ha posto l'accento sull'importanza del corretto utilizzo delle fonti e sul pericolo delle fake news, elementi cruciali che oggi mettono alla prova la tenuta del sistema informativo e giudiziario.
Ranucci, dal canto suo, ha svelato i retroscena di un libro che promette di far discutere, un'opera che scava nei meccanismi di un sistema che sembra aver trovato il modo di sopravvivere a ogni riforma, tornando a occupare i gangli vitali delle istituzioni.
Mentre Domenico Castellaneta tesseva le fila di un dibattito serrato, ciò che emergeva tra le mura dell'Auditorium era la fotografia di una città che non vuole restare indifferente. L'anteprima nazionale di questo volume non è capitata ad Andria per caso: è stata la risposta plastica a una domanda di giustizia e verità che parte dal basso.
L'applauso scrosciante che ha chiuso l'incontro ha suggellato un pomeriggio di resistenza culturale. Se la "casta" prova a tornare, oggi ad Andria ha trovato una comunità che ha deciso di tenere gli occhi bene aperti.
La sala non ha solo esaurito i posti; è diventata un unico respiro di partecipazione. In prima fila, a testimoniare l'attenzione delle istituzioni verso i temi della trasparenza e della legalità, erano presenti il Sindaco di Andria, Giovanna Bruno, e l'Assessore della Regione Puglia, Debora Ciliento. La loro partecipazione ha sottolineato il legame profondo tra la riflessione giornalistica di Ranucci e l'impegno amministrativo sul territorio, in una serata che ha visto convergere politica, magistratura e cittadinanza attiva.
L'incontro, moderato con polso e ritmo da Domenico Castellaneta, direttore del TG Norba, ha subito preso le sembianze di un viaggio senza filtri tra le pieghe di un'Italia che fatica a sbarazzarsi dei propri vecchi vizi.
Ad aprire i lavori è stata la voce del territorio, ferma e consapevole. Michele Gallo, delegato BAT di LIBERA, ha portato il saluto di chi nelle strade della provincia trasforma l'antimafia in gesti concreti, ricordando come la "casta" e le zone d'ombra siano spesso il terreno fertile per l'illegalità organizzata.
Presente anche il Presidente dell'ANM di Trani, Francesco Tosto che ha introdotto la serata con una riflessione lucida sul ruolo della magistratura.
Il momento di massima attenzione narrativa si è toccato nel dialogo tra l'autore e il Procuratore della Repubblica di Trani, Renato Nitti. È stato un confronto di altissimo profilo, dove la narrazione d'inchiesta di Ranucci si è intrecciata alla visione rigorosa della Procura.
Nitti ha analizzato le dinamiche del potere con la precisione del chirurgo, offrendo alla platea una chiave di lettura preziosa sulle sfide giudiziarie che interessano il nostro Paese, in particolare, il Procuratore ha posto l'accento sull'importanza del corretto utilizzo delle fonti e sul pericolo delle fake news, elementi cruciali che oggi mettono alla prova la tenuta del sistema informativo e giudiziario.
Ranucci, dal canto suo, ha svelato i retroscena di un libro che promette di far discutere, un'opera che scava nei meccanismi di un sistema che sembra aver trovato il modo di sopravvivere a ogni riforma, tornando a occupare i gangli vitali delle istituzioni.
Mentre Domenico Castellaneta tesseva le fila di un dibattito serrato, ciò che emergeva tra le mura dell'Auditorium era la fotografia di una città che non vuole restare indifferente. L'anteprima nazionale di questo volume non è capitata ad Andria per caso: è stata la risposta plastica a una domanda di giustizia e verità che parte dal basso.
L'applauso scrosciante che ha chiuso l'incontro ha suggellato un pomeriggio di resistenza culturale. Se la "casta" prova a tornare, oggi ad Andria ha trovato una comunità che ha deciso di tenere gli occhi bene aperti.

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