
Attualità
Non più soli davanti al disagio: ad Andria la scuola diventa "rete che cura"
Dal Vademecum regionale alla comunità educante: come un protocollo tecnico sta restituendo anima e sicurezza alle aule scolastiche
Andria - mercoledì 6 maggio 2026
11.04
C'è un momento preciso in cui un insegnante, dietro la cattedra, incrocia uno sguardo che non lo lascia tranquillo. Può essere un silenzio troppo lungo, un segno sul braccio o il riflesso opaco di un malessere nato nel labirinto del web. Per anni, quel momento è coinciso con un senso di profonda solitudine: la paura di sbagliare, l'incertezza della procedura, il peso di una responsabilità troppo grande per le spalle di un singolo docente.
Giovedì 14 maggio 2026, alle ore 11:00, la Sala Consiliare di Palazzo di Città racconterà che quel tempo della solitudine è finito. L'incontro "Scuola e segnalazioni, verso nuove forme di disagio" non è solo la chiusura di un convegno, ma il coronamento di un viaggio durato tre anni, intrapreso dal Garante regionale dei diritti del Minore, il Dott. Ludovico Abbaticchio.
Al centro di questa storia c'è l'Istituto Comprensivo "Vaccina-Lotti-Della Vittoria". Qui, sotto la guida della Dirigente Francesca Attimonelli, si è scelto di abbattere le mura dell'isolamento. La scuola ha smesso di essere un'isola per diventare il nodo centrale di una rete che coinvolge Procure, Servizi Sociali e ASL.
L'innovazione ha un nome tecnico — Vademecum regionale — ma un effetto profondamente umano. Operativo dal marzo 2025, questo strumento ha tradotto il caos delle emergenze in un linguaggio comune. Laddove prima c'erano dubbi e carte sparpagliate, oggi c'è una procedura collegiale: ogni segnalazione viene analizzata da un team specializzato, garantendo protezione giuridica a chi insegna e una difesa d'acciaio per chi soffre.
Se è vero che il mondo digitale ha aperto ferite nuove nei ragazzi, il progetto del Tavolo tecnico sulla "Scuola Inclusiva" ha voluto guardare oltre. La riflessione che animerà la Sala Consiliare toccherà le fragilità invisibili, quelle che non hanno bisogno di uno smartphone per fare male.
L'obiettivo è ambizioso: trasformare il territorio in una "comunità educante". Non si tratta solo di formare i docenti, ma di coinvolgere assistenti sociali e, soprattutto, i genitori. L'idea è quella di un binario comune dove scuola e famiglia viaggino alla stessa velocità, imparando a decifrare insieme un panorama sociale che muta ogni giorno.
Il messaggio che emergerà dall'incontro tra autorità civili, militari e sanitarie è un cambio di paradigma radicale. La "segnalazione" non deve più essere percepita come un atto ispettivo o punitivo, ma come un gesto di cura.
Quella rete immaginata e tessuta con pazienza negli ultimi tre anni è oggi una realtà pronta a sostenere chi cade. Perché solo parlando la stessa lingua e muovendosi con la precisione di un unico organismo, la scuola può tornare a essere ciò che è sempre stata nel cuore di chi la ama: un luogo realmente inclusivo, dove ogni bambino può sentirsi, finalmente, al sicuro.
Giovedì 14 maggio 2026, alle ore 11:00, la Sala Consiliare di Palazzo di Città racconterà che quel tempo della solitudine è finito. L'incontro "Scuola e segnalazioni, verso nuove forme di disagio" non è solo la chiusura di un convegno, ma il coronamento di un viaggio durato tre anni, intrapreso dal Garante regionale dei diritti del Minore, il Dott. Ludovico Abbaticchio.
Al centro di questa storia c'è l'Istituto Comprensivo "Vaccina-Lotti-Della Vittoria". Qui, sotto la guida della Dirigente Francesca Attimonelli, si è scelto di abbattere le mura dell'isolamento. La scuola ha smesso di essere un'isola per diventare il nodo centrale di una rete che coinvolge Procure, Servizi Sociali e ASL.
L'innovazione ha un nome tecnico — Vademecum regionale — ma un effetto profondamente umano. Operativo dal marzo 2025, questo strumento ha tradotto il caos delle emergenze in un linguaggio comune. Laddove prima c'erano dubbi e carte sparpagliate, oggi c'è una procedura collegiale: ogni segnalazione viene analizzata da un team specializzato, garantendo protezione giuridica a chi insegna e una difesa d'acciaio per chi soffre.
Se è vero che il mondo digitale ha aperto ferite nuove nei ragazzi, il progetto del Tavolo tecnico sulla "Scuola Inclusiva" ha voluto guardare oltre. La riflessione che animerà la Sala Consiliare toccherà le fragilità invisibili, quelle che non hanno bisogno di uno smartphone per fare male.
L'obiettivo è ambizioso: trasformare il territorio in una "comunità educante". Non si tratta solo di formare i docenti, ma di coinvolgere assistenti sociali e, soprattutto, i genitori. L'idea è quella di un binario comune dove scuola e famiglia viaggino alla stessa velocità, imparando a decifrare insieme un panorama sociale che muta ogni giorno.
Il messaggio che emergerà dall'incontro tra autorità civili, militari e sanitarie è un cambio di paradigma radicale. La "segnalazione" non deve più essere percepita come un atto ispettivo o punitivo, ma come un gesto di cura.
Quella rete immaginata e tessuta con pazienza negli ultimi tre anni è oggi una realtà pronta a sostenere chi cade. Perché solo parlando la stessa lingua e muovendosi con la precisione di un unico organismo, la scuola può tornare a essere ciò che è sempre stata nel cuore di chi la ama: un luogo realmente inclusivo, dove ogni bambino può sentirsi, finalmente, al sicuro.



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