I campioni andriesi dell’ atletica incontrano gli alunni
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Attualità

I campioni andriesi dell’ atletica incontrano gli alunni dell’Istituto comprensivo “P. N. Vaccina – G. Lotti – Della Vittoria”

Passione, impegno, umiltà: Francesco Fortunato, Andrea Ribatti e Pasquale Selvarolo

Francesco Fortunato, Andrea Ribatti, Pasquale Selvarolo: tre atleti che sono partiti dalla nostra stessa città, dalle nostre stesse strade e che, con impegno quotidiano, hanno raggiunto traguardi internazionali. Le loro storie dimostrano che il talento è importante, ma senza passione, disciplina, costanza e umiltà, non basta.
Oggi i tre campioni andriesi hanno incontrato gli alunni dell'Istituto Comprensivo "P. N. Vaccina – G. Lotti – Della Vittoria" che hanno voluto conoscere non solo i risultati - per dire: è solo di due giorni fa l'ennesimo record mondiale di Francesco Fortunato nei 5000 metri indoor di marcia - ma il percorso umano che c'è dietro ogni medaglia.
L'incontro, organizzato dal Dipartimento di Educazione Fisica, si è svolto in due parti: al plesso "Vaccina" e al plesso "Della Vittoria". I tre atleti, dopo il saluto della Dirigente Scolastica Francesca Attimonelli, hanno risposto alle domande dei numerosi ed entusiasti alunni e della redazione del giornalino d'istituto "Mosaico di Vita".

Fortunato, Ribatti e Selvarolo hanno così raccontato del loro legame strettissimo con i familiari e con gli amici (eterno supporto) ma anche di Andria, che rappresenta per loro sia il luogo dove hanno mosso i primi passi (è il caso di dire) sia il limite da superare, ovvero "uscire da Andria e…conquistare il mondo", sia soprattutto il "dono" della semplicità e dell'umiltà per raggiungere gli obiettivi.
Per ognuno di essi c'è stato un momento in cui è stato chiaro che l'atletica sarebbe stata la loro strada: per Francesco Fortunato, la prima "nazionale" a 17 – 18 anni; per Andrea Ribatti, quando ha capito che stava praticando i veri valori dello sport, che rende cittadini migliori; per Pasquale Selvarolo, infine, quando ha vinto il campionato italiano.

Nel continuare a raccontarsi, i tre atleti hanno parlato della loro giornata – tipo, fatta di allenamenti e costanza nel seguire un regime di vita, ma…nessun sacrificio! Come è stato infatti sottolineato, il loro regime di vita non è sacrificio, ma impegno, dedizione e disciplina, che (altra sottolineatura da parte degli atleti) è un valore fondamentale dello sport e che sembra mancare ai giovanissimi di oggi.
E a proposito di cosa consigliare ai giovani, i tre hanno affermato che lo sport (la pratica dello sport!) insegna ad affrontare la vita e a porsi piccoli obiettivi per volta, dà la possibilità di conoscere se stessi e infine di credere e portare avanti le cose che ci piacciono nella vita.
Siamo certi che gli alunni (e non solo) non hanno ascoltato solo tre atleti, ma tre storie di determinazione, impegno e amore per ciò che si fa. Ancora una volta: se si crede nei propri sogni, si può arrivare lontano.
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