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Vita di città

Montegrosso: luogo di bontà e di bellezza. Da conoscere e valorizzare

Da Salvatore Sciannamea riceviamo e volentieri pubblichiamo

"Montegrosso: luogo di bontà e di bellezza. Da conoscere e valorizzare".
A descrivere le grandi potenziale del grande borgo rurale di Andria è Salvatore Sciannamea: "Appartenente al territorio di Andria è il borgo di Montegrosso. Spesso non si conoscono le ricchezze del proprio territorio, l'oro è sotto i propri piedi, ma non di rado, non si è consapevoli. Montegrosso prende il nome da un altoripiano omonimo. È circondato da ridenti colline, da piante uniche, presenti solo in questa zona murgiana. In due alture diverse, Montegrosso e Torre San Pietro, anticamente vi erano comunità monastiche, maschili e femminili. Vi sono varie contrade e vari altipiani. Vi sono poi conservati i resti di ruderi di un antico monastero benedettino. Scavi, inoltre, hanno messo in evidenza un'antica presenza umana in queste zone risalente alla notte dei tempi. Il borgo di Montegrosso può vantare la presenza di un'antica neviera, un luogo che, mentre ancora non esistevano frigoriferi, donava ghiaccio nelle caldi estati agli abitanti del luogo. Montegrosso può vantare anche la presenza di un ipogeo, una villa cinquecentesca, grotte tufacee dove, anticamente, in temperatura costante per tutto l'anno, venivamo conservati preziosi vini. Ci sono spazi dove massicci pini sono inclinati per la presenza di un vento costante e fresco, rifugio per pensare, lontano da ogni inquinamento luminoso, dove si può contemplare uno splendido cielo stellato.

Borgo di gente buona dove l'albero dominante è l'ulivo, fino a trecento anni fa, questa località era dimora di duchi. Era qui presente il duca dei Quarti e, successivamente, il Belgioioso. Montegrosso possiede stemmi, basti pensare a quello dei benedettini. La famiglia dei duchi faceva capo ai Borboni e vi era un particolare legame con la Reggia di Caserta. Montegrosso è un luogo di bontà, di bellezza, che parla del passato ma anche di bellezze naturali con le sue vigne, pini, ulivi, con una biodiversità più unica che rara, in riferimento al parco dell'Alta Murgia. Un borgo da conoscere ed amare, ma anche da studiare e valorizzare sempre di più per la sua storia, tradizione e per l'incanto del territorio".
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