Canile Lillo & Lillo
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Politica

M5S e OIPA Andria: 5 domande sulla cura dei nostri amici animali

Una serie di quesiti sul randagismo, gestione canili privati e rapporti con il Comune

Sulla problematica relativa al fenomeno del randagismo e della gestione canili privati e rapporti con il Comune il Movimento 5 Stelle e la sezione cittadina dell'Organizzazione Internazionale Protezione Animali intendono fare chiarezza e, per tale motivo rivolgono alcuni quesiti al Primo cittadino.

«L'emergenza neve nella nostra provincia non ha creato solo disagi e non ci ha solo suggerito di essere più solidali verso i tanti poveri nelle nostre città che hanno bisogno di coperte e di generi di primo conforto. Le difficili condizioni climatiche hanno messo a nudo anche un altro genere di problema, quello del randagismo. La complicata gestione degli animali deve fare i conti con un problema di scarsità di strutture adeguate, sia per il ricovero sia per la cura (non solo sanitaria), che spesso finisce per danneggiare sia i cittadini sia le associazioni di volontari, sulle cui spalle sempre più spesso ricade il sostentamento degli animali. Pensiamo per esempio al problema delle sterilizzazioni, o pensiamo a quei veterinari che devono necessariamente seguire gli animali, pensiamo anche a preparare sotto vari punti di vista gli animali alle adozioni. La questione è di non facile soluzione, soprattutto se poi è resa ancor più intricata da lassismo politico.

Fra coloro che potrebbero fare molto di più e si distinguono per assenza, non possiamo non citare l'amministrazione comunale andriese, che ha la responsabilità di fare quanto la legge prevede. Purtroppo, dopo una lettura degli atti ufficiali del Comune, ci siamo resi conto che già dal 2014, a seguito di verifiche da parte dei veterinari della nostra Asl, alcuni rifugi per randagi fra quelli convenzionati con il Comune di Andria risultavano non essere a norma.

Sempre dagli atti ufficiali del Comune -prosegue la nota dei pentastellati e dell'O.I.P.A. di Andria- risulterebbe che dopo 3 anni di lettere, conferenze di servizi, incontri e mancate risposte ai gestori privati, si sia giunti in alcuni casi alla revoca dell'autorizzazione. Che tale conseguenza sia dovuta alla lentezza della burocrazia, alla sciatteria della politica che dovrebbe gestire la situazione o ad inadempienze dei privati, non ci è dato saperlo con certezza. Ciò che abbiamo riscontrato è l'assenza di un confronto efficiente fra i settori comunali, i mancati feedback ai gestori privati dei canili, l'assenza di indicazioni prescrittive a chi chiedeva i requisiti fondamentali per adeguare le proprie strutture e anche un ventilato e mai realizzato confronto con le associazioni. Come possiamo dunque verificare che pratiche importanti come le sterilizzazioni vengano effettuate e seguite con la dovuta perizia?

Non possiamo e non vogliamo entrare a gamba tesa nel merito della questione, ma ci resta l'amaro in bocca per questa mancanza di chiarezza. Chi risentirà di queste assenze di gestione saranno i cittadini e gli animali. Quando poi leggiamo in atti ufficiali del Comune che "nel frattempo nei Comuni viciniori sono state autorizzate altre strutture che possono sopperire alla momentanea carenza di canili all'interno del comune", non possiamo più esimerci dal porre al Sindaco alcune semplici domande:

- Qual è la situazione attuale dei cani randagi già in custodia al Comune di Andria?
- Quali sono le strutture attualmente utilizzate?
- Quali iniziative per le adozioni sono in atto da parte del Comune?
- Se un cittadino segnala un randagio pericoloso si può intervenire?
- La polizza assicurativa prevista dalla legge a carico del Comune è stata rinnovata?

Avendo formulato domande semplici e chiare, in mancanza di rapide e chiare risposte, ci rivolgeremo alla Procura della Repubblica competente per territorio».
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