
Commento
Liceo Troya, l’Ordine degli Ingegneri Bat: «Su sicurezza e indagini, ciascuno si assuma le proprie responsabilità»
Il presidente Pistillo: «Se cambiano le valutazioni tecniche bisogna spiegare perché. Sicurezza e denaro pubblico non ammettono approssimazioni»
Andria - venerdì 18 settembre 2026
16.28 Comunicato Stampa
«Quando si interviene tecnicamente su un edificio pubblico, ancor più se si tratta di una scuola, non sono ammesse approssimazioni. Le indagini devono essere svolte con rigore, i dati devono essere attendibili e verificabili, le conclusioni devono essere adeguatamente motivate. E chi è chiamato a svolgere queste attività deve assumersi fino in fondo la responsabilità del proprio operato».
A dirlo è il presidente dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Barletta-Andria-Trani, Giuseppe Pistillo, intervenendo sulla vicenda del Liceo "Carlo Troya" di Andria, che nelle ultime settimane ha visto susseguirsi verifiche tecniche e valutazioni differenti sulle condizioni dell'edificio.
«Ci troviamo di fronte a una vicenda che non può essere liquidata con una semplice successione di valutazioni diverse» prosegue Pistillo. «Se un primo quadro tecnico porta a determinate decisioni e successivamente nuove indagini conducono a conclusioni differenti, è necessario spiegare con precisione cosa è cambiato, quali dati sono emersi e quali elementi tecnici hanno determinato il nuovo esito. E tali spiegazioni devono essere rese prima di tutto in maniera chiara e fruibile alla comunità».
Una chiarezza che, secondo l'Ordine, è ancora più necessaria considerando la natura pubblica dell'edificio e delle risorse impiegate per le attività di verifica. «Stiamo parlando di indagini strumentali, verifiche e attività tecniche finanziate con denaro pubblico. Non è un aspetto secondario. Quando si spendono risorse della collettività per accertare la sicurezza di un edificio, il lavoro deve essere svolto secondo criteri di assoluto rigore e i risultati devono poter essere verificati e compresi».
L'Ordine degli Ingegneri Bat ritiene doveroso che venga fatta chiarezza sui profili di responsabilità di questa vicenda.
«Non spetta all'Ordine emettere sentenze – precisa Pistillo – ma è evidente che, davanti a valutazioni tecniche differenti e a decisioni che incidono sulla sicurezza di una scuola, alcuni profili di responsabilità devono essere chiariti. E le responsabilità, quando ci sono, non possono rimanere senza un titolare: ciascuno deve assumersi quelle che derivano dal proprio ruolo e dal proprio operato».
La vicenda, secondo l'Ordine, pone inoltre una questione più ampia che riguarda il ruolo e la credibilità della professione tecnica. «Non vorremmo che la confusione generata da questa vicenda finisse per indebolire la figura dell'ingegnere. Al contrario, proprio una situazione come questa deve invece far comprendere quanto sia importante il ruolo della categoria, chiamata a individuare le criticità, a interpretare correttamente i dati e a rappresentare con chiarezza le condizioni di una struttura». L'invito dell'Ordine è alla prudenza. «Gli ingegneri svolgono un lavoro complesso, spesso in condizioni difficili e con responsabilità rilevanti. Prima di trarre conclusioni, è necessario conoscere nel dettaglio le risultanze delle indagini e i dati tecnici. La professione merita rispetto e non può essere esposta a giudizi affrettati»
Per l'Ordine degli Ingegneri Bat, dunque, la vicenda del Troya deve essere ricondotta alla concretezza dei dati, delle indagini, delle metodologie utilizzate e delle responsabilità professionali, senza lasciare spazio a una confusione che rischia di compromettere la fiducia nella valutazione tecnica.
«La sicurezza non deve diventare un argomento meramente fazioso ma, come ogni attività tecnica, essere basata su dati, competenza, metodo e responsabilità. E serve anche rispetto per il lavoro dei professionisti, un rispetto che solo l'assunzione di responsabilità e la competenza possono garantire».
L'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Barletta-Andria-Trani, richiamando l'attenzione sul ruolo di chi è responsabile della manutenzione, della gestione e della programmazione degli interventi sugli edifici scolastici, sostiene che la sicurezza dipenda anche dalla capacità di garantire una manutenzione adeguata, una gestione attenta e una risposta tempestiva alle criticità rilevate. La rappresentanza degli ingegneri continuerà a seguire la vicenda, ribadendo la necessità che la sicurezza degli edifici pubblici sia affrontata attraverso indagini rigorose, valutazioni tecniche trasparenti e una chiara assunzione delle responsabilità.
A dirlo è il presidente dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Barletta-Andria-Trani, Giuseppe Pistillo, intervenendo sulla vicenda del Liceo "Carlo Troya" di Andria, che nelle ultime settimane ha visto susseguirsi verifiche tecniche e valutazioni differenti sulle condizioni dell'edificio.
«Ci troviamo di fronte a una vicenda che non può essere liquidata con una semplice successione di valutazioni diverse» prosegue Pistillo. «Se un primo quadro tecnico porta a determinate decisioni e successivamente nuove indagini conducono a conclusioni differenti, è necessario spiegare con precisione cosa è cambiato, quali dati sono emersi e quali elementi tecnici hanno determinato il nuovo esito. E tali spiegazioni devono essere rese prima di tutto in maniera chiara e fruibile alla comunità».
Una chiarezza che, secondo l'Ordine, è ancora più necessaria considerando la natura pubblica dell'edificio e delle risorse impiegate per le attività di verifica. «Stiamo parlando di indagini strumentali, verifiche e attività tecniche finanziate con denaro pubblico. Non è un aspetto secondario. Quando si spendono risorse della collettività per accertare la sicurezza di un edificio, il lavoro deve essere svolto secondo criteri di assoluto rigore e i risultati devono poter essere verificati e compresi».
L'Ordine degli Ingegneri Bat ritiene doveroso che venga fatta chiarezza sui profili di responsabilità di questa vicenda.
«Non spetta all'Ordine emettere sentenze – precisa Pistillo – ma è evidente che, davanti a valutazioni tecniche differenti e a decisioni che incidono sulla sicurezza di una scuola, alcuni profili di responsabilità devono essere chiariti. E le responsabilità, quando ci sono, non possono rimanere senza un titolare: ciascuno deve assumersi quelle che derivano dal proprio ruolo e dal proprio operato».
La vicenda, secondo l'Ordine, pone inoltre una questione più ampia che riguarda il ruolo e la credibilità della professione tecnica. «Non vorremmo che la confusione generata da questa vicenda finisse per indebolire la figura dell'ingegnere. Al contrario, proprio una situazione come questa deve invece far comprendere quanto sia importante il ruolo della categoria, chiamata a individuare le criticità, a interpretare correttamente i dati e a rappresentare con chiarezza le condizioni di una struttura». L'invito dell'Ordine è alla prudenza. «Gli ingegneri svolgono un lavoro complesso, spesso in condizioni difficili e con responsabilità rilevanti. Prima di trarre conclusioni, è necessario conoscere nel dettaglio le risultanze delle indagini e i dati tecnici. La professione merita rispetto e non può essere esposta a giudizi affrettati»
Per l'Ordine degli Ingegneri Bat, dunque, la vicenda del Troya deve essere ricondotta alla concretezza dei dati, delle indagini, delle metodologie utilizzate e delle responsabilità professionali, senza lasciare spazio a una confusione che rischia di compromettere la fiducia nella valutazione tecnica.
«La sicurezza non deve diventare un argomento meramente fazioso ma, come ogni attività tecnica, essere basata su dati, competenza, metodo e responsabilità. E serve anche rispetto per il lavoro dei professionisti, un rispetto che solo l'assunzione di responsabilità e la competenza possono garantire».
L'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Barletta-Andria-Trani, richiamando l'attenzione sul ruolo di chi è responsabile della manutenzione, della gestione e della programmazione degli interventi sugli edifici scolastici, sostiene che la sicurezza dipenda anche dalla capacità di garantire una manutenzione adeguata, una gestione attenta e una risposta tempestiva alle criticità rilevate. La rappresentanza degli ingegneri continuerà a seguire la vicenda, ribadendo la necessità che la sicurezza degli edifici pubblici sia affrontata attraverso indagini rigorose, valutazioni tecniche trasparenti e una chiara assunzione delle responsabilità.
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