“La Filiera Olivicola, tra certezze e innovazione”: incontro con l'assessore Troia
“La Filiera Olivicola, tra certezze e innovazione”: incontro con l'assessore Troia
Territorio

“La Filiera Olivicola, tra certezze e innovazione”: incontro a Bisceglie con l'assessore Cesareo Troia

L'amministrazione comunale guidata da Angelantonio Angarano ha promosso un incontro tra istituzioni e operatori del comparto primario

Le ataviche problematiche legate alla olivicoltura pugliese, amplificate dalle odierne vicende legate al caro energia e materie prime, sono state al centro di un incontro tenutosi scorso venerdì 4 novembre 2022, presso il teatro "Don Luigi Sturzo", a Bisceglie.

Promossa dalla Civica Amministrazione della Città del Dolmen, guidata da Angelantonio Angarano, l'incontro su "La Filiera Olivicola, tra certezze e innovazione", ha rappresentato un focus, nel quale si sono confrontati amministratori pubblici, rappresentanti delle associazioni ed imprenditori del settore olivicolo del territorio.
Dopo i saluti istituzionali del Sindaco Angelantonio Angarano e di Gianni Naglieri, Assessore all'Ambiente con delega all'agricoltura del Comune di Bisceglie, sono intervenuti Cesareo Troia, Assessore alle Radici del Comune di Andria e coordinatore regionale dell'Associazione Città dell'Olio; Giacomo Patruno, Presidente del Gal "Ponte Lama"; Vincenzo Patruno, Presidente di Confcooperative Puglia; Gianni Porcelli, Vice Direttore Bari Bat di Confagricoltura; Michele Nuzzi, Responsabile provinciale dei Servizi tecnici di Coldiretti e Giuseppe De Noia, responsabile provinciale CIA – Confederazione Italiana Agricoltori.

Quest'anno anche la provincia Barletta Andria Trani, come la maggior parte delle province del Sud Italia -la Bat lo ricordiamo è la prima per territorio olivetato a livello europeo- a subire una forte contrazione della produzione.

Le gelate tardive in primavera e lasiccità con temperature molto elevate in estate, hanno creato il drastico calo della produzione a cui si è aggiunta l'esplosione dei costi delle materie prime e dell'energia che stanno mettendo in ginocchio le aziende agricole. Con l'inflazione generata dal conflitto in Ucraina che vede impannare i prezzi al dettaglio la tempesta può considerarsi perfetta per la nostra olivicoltura, tra le più rinomate ed apprezzate per la qualità del prodotto.

Tutti i relatori sono stati concordi nel sottolineare come la raccolta delle olive 2022-2023 avviene in un anno profondamente segnato dai cambiamenti climatici e dai rincari di energia e materie prime che stanno pesando su aziende e di conseguenza sulle famiglie, la parte finale della filiera. Da quanto emerge nel Report "2022, la guerra dell'olio made in Italy" di Coldiretti e Unaprol ci troviamo di fronte ad un calo stimato dal -30 % di produzione, che aumenterà la nostra dipendenza dall'estero, in particolare dai Paesi del bacino del Mediterraneo.

Pur a fronte di una indiscutibile qualità del prodotto, con il più ricco patrimonio di varietà di olii a livello mondiale, tra questi quello delle varie cultivar pugliesi, ci troviamo a combattere con una vera e propria esplosione dei costi, aumentati in media del 50% nelle aziende olivicole.
Secondo i dati diffusi dal CREA, il più importante ente di ricerca agroalimentare italiano, quasi un' azienda su dieci (9%) lavora in perdita ed è a rischio di chiusura. A pesare, in particolare i rincari diretti e indiretti determinati dall'energia che vanno dal +170% dei concimi al +129% per il gasolio nelle campagne mentre il vetro costa oltre il 30% in più rispetto allo scorso anno, ma si registra anche un incremento del 35% per le etichette, del 45% per il cartone, del 60% per i barattoli di banda stagnata, fino ad arrivare al 70% per la plastica. Olivicoltori e frantoiani sono purtroppo costretti a fronteggiare l'incremento dell'elettricità, i cui costi sono quintuplicati.

La raccolta è ormai partita anche in Puglia. Secondo una prima quantificazione, specie qui, nel cuore dell'olivicoltura italiana, si rischia un taglio fino al 50% della produzione media annuale, mentre continua a perdere terreno il Salento distrutto dalla Xylella fastidiosa, che ha bruciato un potenziale pari al 10% della produzione nazionale. Ma l'attenzione su questo batterio killer deve restare alta, in quanto la sua presenza è stata segnalata anche ai confini della provincia di Bari.
Non mi dilungherò oltre nel sottolineare quello che sta avvenendo, in quanto la situazione è ben conosciuta a tutti voi. Voglio solo aggiungere che come per tutte le vicende complesse, la soluzione è da ricercarsi in un'apporto convinto dell'Unione Europea e dei governi nazionali.

Per sostenere le produzioni nazionali, attraverso un apporto sempre più convinto tra UE, governi nazionali e regioni, serve oggi più che mai un Piano Strategico Nazionale -di cui si attende l'approvazione-, come più volte e non da adesso è stato sostenuto proprio dalle organizzazioni di produttori. Necessario quinti per operare attraverso la realizzazione di nuovi impianti olivicoli con varietà italiane, capaci di resistere ai cambiamenti climatici, con risorse sufficienti per contrastare l'aumento vertiginoso dei costi di gestione delle aziende agricole e realizzare nuovi sistemi di irrigazione insieme ad opere di manutenzione, volte al risparmio, recupero e riciclaggio delle acque potenziando la rete di invasi sui territori, creando bacini e utilizzando anche le ex cave, invece che destinarle a discariche di rifiuti, così da poter raccogliere l'acqua piovana in modo da convogliarla quando è troppa e gestirne l'utilizzo quando serve.

Bisceglie, come Andria città a forte vocazione agricola, ad indirizzo olivicolo, ha celebrato per il terzo anno consecutivo il prestigioso ottenimento della bandiera "Spighe Verdi", ambito riconoscimento assegnato dalla FEE Italia.

E sullo stretto binomio rispetto dell'ambiente, agricoltura sostenibile e turismo si è soffermato Cesareo Troia, coordinatore regionale dell'Associazione Città dell'Olio, che ha annunciato l'adozione da parte della Regione del regolamento sull'Olio turismo, attrattore di un moderna concezione di vivere il turismo sul nostro territorio. Non è necessario essere delle Cassandre per scoprire che solo con interventi decisi, di lungo periodo, sarà possibile preservare e migliorare questo nostro patrimonio economico, ambientale e sociale che il mondo ci invidia.

Nelle interviste di Antonio Pistillo, ambasciatore di "Italia&Friends", gli interventi di Gianni Porcelli, Vice Direttore Bari Bat di Confagricoltura, di Cesareo Troia, Assessore alle Radici del Comune di Andria e coordinatore regionale dell'Associazione Città dell'Olio, del Sindaco di Bisceglie Angelantonio Angarano e di Gianni Naglieri, Assessore all'Ambiente con delega all'agricoltura del Comune di Bisceglie.
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