irrigazione in agricoltura
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Territorio

Irrigazione a 100 euro l'ora: gli agricoltori dell'agro federiciano si mobilitano

Allarme dal Comitato Liberi Agricoltori Andriesi

Dopo la tanta pioggia caduta nei giorni scorsi gli agricoltori si organizzano per la stagione irrigua 2023. In prospettiva di quest'annata cosiddetta "piena" per la produzione di olive, gli agricoltori del nord barese dotati di impianti di irrigazione si organizzano per riaccendere i pozzi artesiani di proprietà ma anche di Enti terzi. Sono numerosi gli agricoltori che usufruiscono dell'acqua di irrigazione erogata dai pozzi artesiani del Consorzio di Bonifica Terre D'Apulia situati nell'agro
andriese, posizionati in contrade come quella di Santo Lizzio, Torre di Maggio, Santa Tavella e nel Borgo di Troianelli. Questi pozzi erogano acqua di irrigazione per le colture (prevalentemente ulivi) e centinaia di utenti ne usufruiscono. A suscitare le ire degli agricoltori in previsione di una stagione estiva che si preannuncia molto calda ed arida, dal Comitato Liberi Agricoltori Andriesi si alza il grido di allarme.
Il segretario del C.L.A.A., per. agr. Zagaria Natale, ha dichiarato: "il Consorzio di Bonifica Terre d'Apulia, con delibera n. 151 del 24 marzo 2023, ha stabilito le seguenti tariffe per l'erogazione dell'acqua di irrigazione: euro 0.68 mc. per i consumi irrigui registrati per il comprensorio Dx Ofanto ed euro 1.45 mc. per i consumi irrigui registrati per il comprensorio Litorale Barese. Queste tariffe -affermano dal Consorzio-, sarebbero la conseguenza degli aumenti dell'energia elettrica. Gli agricoltori di Canosa di Puglia e di Minervino Murge, dopo aver letto questa delibera con le rispettive tariffe raddoppiate al 100%, hanno dichiarato uno stato di agitazione interpellando la classe politica locale la quale ha accolto le loro richieste portandole ai tavoli della Regione Puglia. Quest'ultima ha compreso le ragioni alla base dell'agitazione ed ha stanziato fondi economici destinati al Consorzio di Bonifica che, dopo aver avuto questo sollecito, ha a sua volta rassicurato di abbattere le suindicate tariffe. Questo è avvenuto con la delibera commissariale n. 214 del 20 aprile 2023 con la quale lo stesso Consorzio di Bonifica Terre d'Apulia ha riportato la tariffa alla pari di quella degli scorsi anni quindi ad euro 0.33 mc. ma solo per il comprensorio Dx Ofanto, dimenticandosi del comprensorio Litorale Barese dove la tariffa di erogazione è rimasta aumentata ad euro 1.45 mc. Ciò significa che per un pozzo artesiano di proprietà del consorzio presente nell'agro federiciano (Andria, ad esempio), che sviluppa circa 70 mc./ora per euro 1.45 a mc., vuol dire pagare per un'ora di acqua di irrigazione circa 100 euro ad ora. Le conseguenze? Far seccare tutte le colture che si trovano sugli appezzamenti serviti dal Consorzio di Bonifica. Raddoppiare la tariffa del 100% con la scusa dell'aumento dell'elettricità usata dai pozzi artesiani è una farsa perché negli ultimi mesi il costo dell'elettricità sta diminuendo ritornando agli anni scorsi ma in un momento così particolare per il settore già in ginocchio per le tante spese e ricavi ai minimi storici vuol dire non coltivare più quegli appezzamenti e abbandonare il tutto. Paragonando lo stesso servizio di erogazione dell'acqua sempre prelevata dai pozzi artesiani e con personale assunto tutto l'anno, un altro ente regionale (ARIF) offre a tanti agricoltori di altre zone acqua di irrigazione con un costo di 25 euro/ora, a differenza del Consorzio di Bonifica, con personale assunto stagionalmente che ha un costo quattro volte maggiore. Una situazione assurda e persino tragicomica visto che la classe politica del territorio del comprensorio Dx Ofanto (ad esempio i comuni di Canosa, Minervino Murge ecc.), in seguito alla mobilitazione della loro classe politica hanno ottenuto la riduzione delle tariffe quindi non hanno subito alcun aumento; per il comprensorio del Litorale barese (ad esempio il comune di Andria) l'inerzia, l'inettitudine, la distrazione ed il menefreghismo della classe politica e dirigente locale ha consentito al Consorzio Terre d'Apulia di fare letteralmente terra bruciata portando i costi alle stelle quindi fino a 100 euro l'ora.
Siamo davvero stanchi di subire questo modo di trattare il comparto agricolo e manifestiamo profonda delusione per la mancanza di rappresentanza politica, sindacale, di governo cittadino ed istituzionale che lascia alla deriva il nostro settore non essendo in grado di rappresentarlo né di proteggerlo. Bisogna assolutamente intervenire per parificare le opportunità dei due comprensori, eliminando le disparità che poi significa anche concorrenza sleale per la vendita di prodotti sui mercati, visto che si tratta dello stesso servizio. Gli agricoltori dell'agro Federiciano che usufruiscono dell'acqua di irrigazione da parte del consorzio, nei prossimi giorni si mobiliteranno con una riunione per decidere le iniziative da intraprendere nel caso in cui non arrivi alcuna risposta" – ha concluso Zagaria del C.L.A.A.
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