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Attualità

Insieme per un’Europa unita e multiforme animata dalla fraternità

Riflessioni di Gennaro Piccolo, referente del centro Igino Giordani di Andria

Oggi si apre a Praga (15-17 novembre) una nuova edizione di "Insieme per l'Europa" evento promosso da movimenti e comunità ecclesiali di diverse chiese per un'Europa unita, multiforme, animata dalla Fraternità quella che è ed è stata un'aspirazione profondamente umana presente, ad esempio, in grande anime.

Martin Luther King rivelava: "Ho il sogno che un giorno gli uomini si renderanno conto che sono stati creati per vivere insieme come fratelli; e che la fratellanza diventerà l'ordine del giorno di un uomo di affari e la parola d'ordine dell'uomo di governo".

Il Mahatma Gandhi, a proposito di sé, affermava: "La mia missione non è semplicemente la fratellanza della umanità indiana. Ma, attraverso l'attuazione della libertà dell'India, spero di attuare e sviluppare la missione della fratellanza degli uomini".

La Fratellanza Universale, altresì, è stata anche il programma di persone non ispirate da motivi religiosi. Il progetto stesso della Rivoluzione francese aveva per motto: "Libertà, Uguaglianza, Fraternità". Ma, se poi numerosi paesi, nel costruire regimi democratici, sono riusciti a realizzare in parte, la libertà e l'uguaglianza, non è stato certo così per la Fraternità, più annunziata che vissuta.

Chiara Lubich, parlando della fratellanza universale, aggiungendo un pensiero che gli sembra importante perché può essere la pedana per un balzo in avanti del nostro continente, dice: "Chi invece ha proclamato la fraternità universale e ci ha dato il modo di realizzarla, è stato Gesù. Egli, rivelandoci la paternità di Dio, ha abbattuto le mura che separano gli "uguali" dai "diversi", gli amici dai nemici.

Lo strumento che Gesù ci ha offerto per realizzare questa fraternità universale è l'amore: un amore grande, un amore nuovo, diverso da quello che abitualmente conosciamo. Egli infatti ha trapiantato in terra il modo di amare del Cielo. Questo amore esige che si ami tutti: non solo quindi i parenti e gli amici. Domanda che si ami il simpatico e l'antipatico, il compaesano e lo straniero, l'europeo e l'immigrato, quello della propria chiesa e quello di un'altra, della propria religione e di una diversa.

Quest'amore chiede che si ami anche il nemico e che lo si perdoni qualora ci avesse fatto del male. Dopo le guerre che hanno insanguinato il nostro continente, tanti europei sono stati modelli di amore e di riconciliazione". ( Stralci dal discorso fatto a "Insieme per l'Europa" – Stoccarda 2004)

Carico di speranza perciò è questo evento che si realizza in questo particolare momento storico nel quale l'Europa è così incerta sui valori fondanti la sua dimensione spirituale, valori che soli possono garantire lo sviluppo e l'unità nella pace.

"Lasciateci sognare" chiederanno coi loro volti, le loro canzoni e le loro esperienze le centinaia di giovani che saranno presenti a Praga: "Sognare che l'Europa si dedichi con tutte le forze, come ha fatto per la libertà e l'uguaglianza, a vivere la Fraternità, non solo all'interno, ma con tutti i popoli del mondo". "Un'Europa che prenda posizioni comuni, chiare e coraggiose a sostegno delle iniziative di pace". "Un'Europa che faccia passi seri verso la riconversione della nostra industria di armamenti perché non si costruisca il benessere sulla vendita delle armi"……

Che lo Spirito Santo, - concludeva Chiara a Stoccarda - lo Spirito Santo aiuti tutti noi, politici e cittadini, a formare nel mondo, lì dove siamo, brani di fraternità universale sempre più estesi, vivendo l'amore che Gesù ci ha portato dal Cielo.
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