Cappelle gentilizie cimitero di Andria. <span>Foto Vincenzo Zito</span>
Cappelle gentilizie cimitero di Andria. Foto Vincenzo Zito
Vita di città

Il completamento del Cimitero e la realizzazione delle cappelle gentilizie

Altri interessanti appunti storici, dell'architetto Vincenzo Zito, ricostruiscono una pagina del nostro passato

Altri interessanti appunti storici, assemblati dall'architetto Vincenzo Zito, ci permettono di continuare sulla storia del nostro cimitero. Ringraziamo le scuole che hanno voluto incoraggiarci in questa ricostruzione di una parte della storia ancora non conosciuta del nostro recente passato.

"Completato che fu il cimitero, almeno nelle sue parti essenziali del recinto e dell'ingresso, ed iniziate le prime sepolture per inumazione, si pensò di dare attuazione a quella parte del progetto che prevedeva la costruzione di cappelle gentilizie lungo il recinto.
A tal fine con lettera in data 2 giugno 1841 il sindaco diramò una circolare a tutte le congreghe religiose andriesi per l'acquisto dei suoli necessari alla costruzione delle rispettive cappelle. Il giorno successivo un analogo manifesto rendeva noto alla cittadinanza che anche i privati avrebbero potuto acquistare suoli per la costruzione di cappelle.

Iniziarono quindi a pervenire le prime richieste, prevalentemente dalle organizzazioni religiose. I più solleciti furono gli agostiniani della Madonna dei Miracoli, i francescani dei minori osservanti e il Capitolo di S. Nicola. Tra i privati si segnala la domanda di Annibale Accetto, i fratelli Filippo e Pasquale Fasoli, Agostino d'Urso e i fratelli Francesco e Michele Marziani.
Tuttavia l'operazione della vendita dei suoli era partita sotto una certa improvvisazione, tant' è che la giunta comunale verso la fine del 1841 dovette chiedere lumi al Sottintendente di Barletta (una sorta di viceprefetto odierno) sulle norme che si sarebbero dovuto seguire per la designazione dei suoli richiesti dai privati cittadini.

Nel frattempo continuavano a pervenire domande: tra la fine del 1841 e l'inizio del 1842 giunsero altre domande da parte della Congrega della Morte in S. Sebastiano, della SS. Addolorata e della Concezione, mentre i tre capitoli andriesi (Cattedrale, S. Nicola e Annunziata), messa da parte la loro tradizionale litigiosità, iniziarono a valutare una soluzione concordata. Con provvedimento a parte il comune fu autorizzato a concedere un suolo per la sepoltura per il clero secolare e regolare richiesto dal vescovo.

Anche le famiglie notabili di Andria non furono da meno: si registrano richieste da parte di Salvatore Russo, di Ferdinando Spagnoletti, di Riccardo Porro e Giovanni Jannuzzi. Giunsero anche le richieste dei tre capitoli di Andria, segno che non si era raggiunto alcun accordo.
Intanto un primo stop alla costruzione dei sepolcri privati fu dato dal Sottintendente nel mese di marzo 1842, comunicando che bisognava attendere istruzioni ministeriali. In sostanza, il ministro competente valutava troppo economico il prezzo delle concessioni, per cui il comune fu costretto ad aumentarne l'importo, il che dette finalmente inizio alla costruzione delle cappelle private ubicate prevalentemente lungo il lato del recinto opposto all'ingresso. In effetti oggi le cappelle che si trovano su questo lato mostrano una continuità nel paramento bugnato, indice che la loro realizzazione si è compiuta contemporaneamente.
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