Cimitero di Andria
Cimitero di Andria
Commento

I tumuli lungo il viale centrale del Cimitero di Andria

Prosegue la ricerca effettuata dall'architetto Vincenzo Zito su alcuni aspetti della storia del nostro camposanto

In precedenti puntate di questi appunti storici sul cimitero di Andria si sono fornite sommarie notizie sul primo tumulo, realizzato su suolo posto a sinistra del viale principale, nei pressi della cappella del Capitolo Cattedrale, concesso nel 1868 all'architetto Federico Santacroce per dare sepoltura all'ultima sua figlia Beatrice (https://www.andriaviva.it/notizie/una-tomba-particolare-beatrice-santacroce/).

Altre notizie sono state fornite per la costruzione di un altro tumulo, posto a destra del suddetto viale, di fronte a quello di Beatrice Santacroce, concesso nel 1879 per la sepoltura di Nicolò Montenegro, patriota mazziniano che partecipò all'impresa dei mille di Garibaldi (https://www.andriaviva.it/notizie/una-tomba-cimiteriale-contestata-niccolo-montenegro/).
In questa puntata si daranno brevi notizie su altri tumuli che sono collocati a sinistra del viale, prima di quello di Beatrice Santacroce.
Un primo tumulo interessa la sepoltura di Tonia Colletta, deceduta nel 1897 all'età di 30 anni appena, lasciando il marito Giuseppe Giannotti e tre figli. La stele funeraria posta sul tumulo, a forma piramidale molto allungata, è corrosa dagli agenti atmosferici ed alcune parti dell'epigrafe non sono ben leggibili. In sommità è scolpito un festone che sovrasta la foto della defunta.
Un altro tumulo, nei pressi, fu realizzato nel 1881 dal muratore Giuseppe Di Molfetta "per se per la moglie e i figli", come recita l'epigrafe alla base della stele. L'epigrafe è sormontata dal una clessidra alata e, in sommità, da un ovale circondato da festoni. La clessidra è un simbolo massonico che rappresenta l'eterno passaggio del tempo.
Una terza tomba, molto più recente, riguarda Vincenzo Vurchio fu Michele, deceduto nel 1928. Sulla stele è posizionata una foto del defunto. Ai piedi della stele la dedica della moglie. Nello stesso tumulo è stato sepolto successivamente anche il figlio Giuseppe fu Vincenzo

Infine un'ultima tomba riguarda un notissimo personaggio andriese, il sacerdote don Riccardo Lotti, canonico della collegiata di S. Nicola e professore di scienze naturali, che fu il fondatore della sezione andriese del Partito Popolare, nato nel 1919 per opera di don Luigi Sturzo. Ordinato sacerdote nel 1902, prima dell'impegno politico fu artefice di numerose attività sociali e di cooperativismo bianco. Dopo la fondazione del Partito popolare fu tra quelli che comprese il pericolo dell'avvento del fascismo e questo gli costò ben tre aggressioni fisiche. Tuttavia il prestigio e la stima di cui godeva proseguì anche durante la dittatura, fino alla sua more avvenuta il 17/2/1935. Il comune di Andria ha intitolato una strada a suo nome.

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