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Giovanna Bruno lancia la corsa per il 24 e 25 maggio: "Disarmiamo il linguaggio, l'onda arancione riparte dalle persone"
A Materia Prima la Sindaca uscente rivendica la riduzione del debito e il risveglio culturale della nostra città
Andria - domenica 29 marzo 2026
Sei anni dopo l'inizio di quella che viene definita rivoluzione gentile, la Sindaca Giovanna Bruno torna a chiedere la fiducia della sua città. Questa sera, alle 19:30, lo spazio condiviso di Materia Prima in Corso Cavour ha ospitato il lancio ufficiale della sua ricandidatura per le elezioni amministrative del prossimo 24 e 25 maggio. Ad aprire le danze, un video riassuntivo dei momenti salienti del suo mandato e proseguito con un discorso a tutto tondo, in cui la Prima Cittadina ha tracciato una linea netta tra l'Andria del predissesto e la "città bambina" di oggi, proiettando lo sguardo verso il futuro.
Il primo messaggio politico di Giovanna Bruno è stato un appello alla pacificazione del dibattito cittadino. Rispondendo indirettamente a sei anni di tensioni, la Sindaca ha invitato i suoi sostenitori a non cedere alle provocazioni: "Quanto sarebbe facile rispondere con l'odio alle menzogne, alle falsità e ai fotomontaggi. Invece no: disarmiamo il linguaggio. Ascoltiamoci e confrontiamoci, per dimostrare ai nostri figli che si può costruire in pace".
Un clima politico, quello andriese, che secondo la Sindaca è radicalmente mutato dal 2020. Se un tempo c'era un "silenzio dormiente" su debiti accumulati, strade rotte e opere incompiute, oggi la città è viva e critica.
"Dal 13 ottobre 2020 parlano tutti: della foglia che cade o della crepa che si apre. E noi ne siamo felici, perché significa che abbiamo svegliato le coscienze e reso i cittadini compartecipi". Al centro dell'intervento c'è stata la rivendicazione di quanto fatto, misurato attraverso la metafora di Materia Prima: sei anni fa una città descritta come abbandonata e degradata, oggi una comunità che ha rimesso "le persone al centro".
Tra i risultati snocciolati, presentati anche in una relazione di fine mandato di oltre 100 pagine, spiccano:
Non è mancato il guanto di sfida politico, rivolto direttamente a Sabino Napolitano, candidato sindaco del centrodestra. Augurandogli buon lavoro, la Sindaca ha chiesto un dibattito serrato: "Voglio un confronto quotidiano con lui, un faccia a faccia su tutti i temi. Dobbiamo far sì che la gente torni alle urne".
La chiusura è stata affidata alle emozioni più intime. Prima le scuse pubbliche alla sua famiglia – al padre e ai fratelli, al marito e ai suoi figli – per il peso e le denigrazioni subite "dietro le quinte" a causa della sua sovraesposizione politica. Poi, il ricordo del giuramento del 2020 con il tricolore e la Costituzione, e l'appello finale agli elettori: "Lasciatevi trasportare da questa onda arancione, il colore dell'energia e della positività. Ieri le macerie, oggi la città che vediamo, domani una città che saprà fare del suo centro la migliore delle periferie".
Il primo messaggio politico di Giovanna Bruno è stato un appello alla pacificazione del dibattito cittadino. Rispondendo indirettamente a sei anni di tensioni, la Sindaca ha invitato i suoi sostenitori a non cedere alle provocazioni: "Quanto sarebbe facile rispondere con l'odio alle menzogne, alle falsità e ai fotomontaggi. Invece no: disarmiamo il linguaggio. Ascoltiamoci e confrontiamoci, per dimostrare ai nostri figli che si può costruire in pace".
Un clima politico, quello andriese, che secondo la Sindaca è radicalmente mutato dal 2020. Se un tempo c'era un "silenzio dormiente" su debiti accumulati, strade rotte e opere incompiute, oggi la città è viva e critica.
"Dal 13 ottobre 2020 parlano tutti: della foglia che cade o della crepa che si apre. E noi ne siamo felici, perché significa che abbiamo svegliato le coscienze e reso i cittadini compartecipi". Al centro dell'intervento c'è stata la rivendicazione di quanto fatto, misurato attraverso la metafora di Materia Prima: sei anni fa una città descritta come abbandonata e degradata, oggi una comunità che ha rimesso "le persone al centro".
Tra i risultati snocciolati, presentati anche in una relazione di fine mandato di oltre 100 pagine, spiccano:
- il risanamento delle casse: una riduzione drastica della mole debitoria, passata da oltre 90 milioni di euro a 16 milioni;
- welfare e terzo settore: da un tavolo del sociale che nella prima convocazione andò completamente deserto, a un modello oggi preso a riferimento in tutta la Puglia;
- istruzione e cultura: la riapertura dell'Asilo Nido Gabelli – chiuso in nome del disastro economico – con altri due nidi in costruzione, il rilancio degli investimenti culturali, partiti da un misero tetto di spesa di 13.250 euro per una città di 100.000 abitanti ereditato dal passato;
- mobilità e urbanistica: la trasformazione di Largo Appiani in una vera piastra di congiunzione urbana e lo sviluppo delle piste ciclabili.
Non è mancato il guanto di sfida politico, rivolto direttamente a Sabino Napolitano, candidato sindaco del centrodestra. Augurandogli buon lavoro, la Sindaca ha chiesto un dibattito serrato: "Voglio un confronto quotidiano con lui, un faccia a faccia su tutti i temi. Dobbiamo far sì che la gente torni alle urne".
La chiusura è stata affidata alle emozioni più intime. Prima le scuse pubbliche alla sua famiglia – al padre e ai fratelli, al marito e ai suoi figli – per il peso e le denigrazioni subite "dietro le quinte" a causa della sua sovraesposizione politica. Poi, il ricordo del giuramento del 2020 con il tricolore e la Costituzione, e l'appello finale agli elettori: "Lasciatevi trasportare da questa onda arancione, il colore dell'energia e della positività. Ieri le macerie, oggi la città che vediamo, domani una città che saprà fare del suo centro la migliore delle periferie".

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