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Territorio
Giorno del Ricordo ad Andria: disposta una corona al cippo commemorativo
«Queste giornate di valore nazionale devono metterci di fronte all'orrore»
Andria - martedì 10 febbraio 2026
13.43 Comunicato Stampa
La Comunità andriese oggi ha commemorato il Giorno del Ricordo, istituito dalla Legge n.92 del 30 Marzo 2004, per onorare il ricordo di italiani e patrioti di Dalmazia, Istria, Fiume e Trieste vittime innocenti di una cultura dell'odio. La cerimonia, organizzata dal Comitato 10 febbraio in collaborazione con l'Associazione Puntoit, è stata patrocinata dal Comune di Andria.
Alla presenza delle autorità civili e militari del territorio, delle associazioni combattentistiche e degli studenti dell'i.c. "Vaccina-Lotti-Della Vittoria", è stata deposta una corona al cippo commemorativo presso il Monumento ai Caduti.
Questo il messaggio che il Sindaco avv. Giovanna Bruno ha rivolto ai presenti. «La terra che è madre, la terra che genera e che cura. La terra che è culla, culla delle spoglie mortali di tutti. Terra nelle cui crepe la cattiveria umana ha nascosto il misfatto dell'odio: uomini che uccidono altri uomini e li nascondono al mondo. Queste sono le foibe! Io vorrei che oggi tutti noi, soprattutto i ragazzi qui presenti, tornassimo a casa con questa idea: queste giornate di valore nazionale devono metterci di fronte all'orrore di quelle crepe che per tanti anni, nel silenzio generale e nell'indifferenza generale, hanno raccolto esseri umani. E ogni qualvolta c'è un solo essere umano che viene spazzato via dalla violenza di un altro uomo a perdere è tutta l'umanità».
Alla presenza delle autorità civili e militari del territorio, delle associazioni combattentistiche e degli studenti dell'i.c. "Vaccina-Lotti-Della Vittoria", è stata deposta una corona al cippo commemorativo presso il Monumento ai Caduti.
Questo il messaggio che il Sindaco avv. Giovanna Bruno ha rivolto ai presenti. «La terra che è madre, la terra che genera e che cura. La terra che è culla, culla delle spoglie mortali di tutti. Terra nelle cui crepe la cattiveria umana ha nascosto il misfatto dell'odio: uomini che uccidono altri uomini e li nascondono al mondo. Queste sono le foibe! Io vorrei che oggi tutti noi, soprattutto i ragazzi qui presenti, tornassimo a casa con questa idea: queste giornate di valore nazionale devono metterci di fronte all'orrore di quelle crepe che per tanti anni, nel silenzio generale e nell'indifferenza generale, hanno raccolto esseri umani. E ogni qualvolta c'è un solo essere umano che viene spazzato via dalla violenza di un altro uomo a perdere è tutta l'umanità».

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