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Gioco d'Azzardo e ricerca: il gioco nell'era del web e dei social media

Giovedì 3 ottobre con inizio alle ore 9, alla Masseria Montegusto, si terrà la 2^ edizione dell'evento di formazione

Giovedì 3 ottobre con inizio alle ore 9, alla Masseria Montegusto, nei pressi di Castel del Monte, si terrà la 2^ edizione dell'evento di formazione "Gioco d'azzardo e ricerca: il gioco nell'era del web e dei social media" organizzato dal Dipartimento Dipendenze Patologiche/ Ser. D. Asl Bt diretto dal dr. Gianfranco Mansi. L' incontro vedrà la partecipazione, tra gli altri del Questore Alfredo Fabbrocini, della Dg Asl Bt Tiziana Dimatteo, del Direttore sanitario della Asl Bt Alessandro Scelzi, del Direttore del Dipartimento di salute mentale, Giuseppe Barraso nonchè della Sindaca di Andria Giovanna Bruno. Rivolto a medici chirurghi, psicologi, assistenti sociali, infermieri, pediatri d educatori, vedrà i previsti gli interventi di Elena Memeo, di Bruna Paola Tozzi, di Antonietta Curci e Tiziana Lanciano, di Felice Di Lernia, di Nicola Alessandro Buono e di Emilio Di Conza.

L'Osservatorio nazionale del Gioco d'Azzardo ha rilevato che nel 2021 il 42 per cento dei giovani di età compresa tra i 14 e i 19 anni ha cominciato a praticare il gioco d'azzardo. Il 5 per cento gioca una volta a settimana, l'1 per cento tutti i giorni. Nel 17 per cento dei casi viene emulato un esempio familiare mentre nel 12 per cento dei casi si segue l'esempio degli amici. "Nel corso del 2023 in Italia sono stati spesi per il gioco d'azzardo 123 miliari di euro - sottolinea Gianfranco Mansi, direttore della Unità operativa Dipendenze Patologiche della Asl Bt - mentre per nutrirci ne spendiamo 150 miliardi. Si tratta di numeri impressionanti, in crescita e che coinvolgono una popolazione sempre più giovane. L'attenzione sul nostro territorio è massima, siamo presenti con il servizio Gap ad accesso diretto e gratuito (pizza Umberto I a Barletta), una intensa attività di informazione e di sensibilizzazione, formazione rivolta agli esercenti del territorio e agli operatori sanitari".
"Aumenta il numero delle donne che si avvicinano al gioco d'azzardo patologico - aggiunge Bruna Tozzi, assistente sociale del Gap - si tratta di donne con una buona scolarità e con una famiglia tradizionale. Di solito hanno figli ma un reddito più basso di quello degli uomini che giocano d'azzardo. Giocano per evasione e spesso sono anche vittime di violenza fisica e psicologica".
"Non dobbiamo demonizzare il gioco - sottolineano le psicologhe Antonietta Curci e Tiziana Lanciano, che svolgono un servizio di Counselling attivo all'Università degli Studi di Bari - spesso i social hanno uno scopo di automedicazione rispetto ai disagi della vita universitaria. Ma dobbiamo attenzionare le forme patologiche, quelle non più controllabili. Nel corso del 2023 il servizio ha accolto 773 richieste e sono state effettuate 2843 ore di colloquio".
locandina
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