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Attualità

Futuro incerto per le sorti di 46 operatori socio sanitari in servizio nella Asl Bt

Il FIALS chiede l'intervento della Regione: «Siamo ad un passo dalla tragedia ma si rischia di diventare comici»

Nubi minacciose sul futuro lavorativo di 46 operatori socio sanitari in servizio nei presidi sanitari della Asl Bt. Una nuova denuncia da parte della Segreteria provinciale FIALS, a firma di Angelo Somma e Sergio Di Liddo.

«Sono incessanti le richieste di informazioni che ci giungono in questi ultimi giorni dalle decine di Operatori Socio Sanitari precari in servizio nelle unità operative della Asl BT preoccupati per il loro futuro.
E fuori di dubbio che questo personale è indispensabile per garantire l'assistenza diretta ai pazienti negli ospedali della Bat.
Lo è stato nel periodo dell'emergenza covid e lo è ancora adesso considerato la ripartenza delle attività ordinarie, che da troppo tempo non venivano svolte appieno.
Ma nonostante l'imminente scadenza dei contratti al 31 ottobre 2021 cioè questa domenica, come riportato nel cedolino paga, ad oggi non esiste ancora una deliberazione da parte della direzione aziendale della Asl Bt che chiarisca la loro posizione, quindi questi lavoratori ad oggi non sanno ancora se lunedì 1° Novembre devono presentarsi in servizio o devono rimanere a casa.
Quello che è certo è che il loro contratto è scaduto il 30/09/2021 e questo personale sta lavorando senza garanzie, aggrappati alla speranza e alle promesse di una direzione generale che già a gennaio u.s. si è contraddistinta dalle altre Asl mandando a casa 160 oss di cui molti ad un passo dalla stabilizzazione, Insomma un film già visto.
Quali sono i motivi che ritardano la pubblicazione della delibera? Il 1° Novembre questi lavoratori si devono presentare a lavoro o rimangono a casa?, se rimangono a casa, chi li sostituirà?, in quale modo verrà garantita assistenza ai pazienti?
Il personale che ha già maturato i 36 mesi o che è prossimo ai 36 al 31 Dicembre sarà stabilizzato?
Siamo ad un passo dalla tragedia ma si rischia di diventare comici, qualcuno in Regione dovrà accollarsi tutta la responsabilità di questa storia di lunga deriva istituzionale».
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