Furto al ristorante di Castel del Monte
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Cronaca

Furto al ristorante di Castel del Monte, Don Riccardo Agresti: "Necessario istituire un presidio permanente nella zona"

Chiede maggior sicurezza e rivolge l'appello a "Prefetto, alla Questura ed alla nostra Sindaca"

Prima l'incursione alla masseria Tannoia mentre adesso è toccato al C.A.T. "l'Imperiale" di Castel del Monte, il bar/ristorante con parcheggio che accoglie centinaia di migliaia di visitatori. Circa 25mila euro il bottino dei predoni che nel volgere di pochi minuti hanno messo a segno l'ennesimo colpo gobbo.
E' indignato Don Riccardo Agresti, parroco della chiesa di San Luigi e responsabile con Don Vincenzo Giannelli del progetto diocesano "Senza Sbarre", che proprio alle pendici del maniero ha la sua sede, alla masseria San Vittore. Si dice "sollecitato a stare accanto a queste vittime per sottolineare, in modo particolare, come viene gestito questo territorio, in termini di sicurezza. Episodi certamente isolati ma non meno gravi". E fa appello al Prefetto, alla Questura ed alla Sindaca Bruno.

"Come per gli incendi che tempo fa sono accaduti, per i quali è stato istituito un presidio permanente durante l'estate, è necessario istituire un presidio permanente delle Forze dell'ordine nella zona Castel del Monte che non deve essere limitato solo alla prima domenica di ogni mese, dove si notano i vigili urbani che mantengono le transenne e dicono a chiare lettere che il raggiungimento del maniero federiciano non è possibile con le autovetture.
Questo è insufficiente perché non è solo in nella prima domenica che si registra la presenza di tanta gente, ma durante tutta l'estate. A partire da marzo, in modo particolare fino alla fine di ottobre, ci sono centinaia di migliaia di persone che frequentano il territorio di Castel del Monte.
Allora sollecito in modo particolare il Prefetto, la Questura, la nostra Sindaca, ad aprire un tavolo di riflessione istituzionale, magari invitando anche il sottoscritto, parroco di questo territorio, che lo presidia durante tutto il corso dell'anno, così da poter fornire interessanti suggerimenti.
Certo, anche con la sicurezza si possono avere episodi spiacevoli però cerchiamo di evitarli, laddove possibile. Presidiamo di più questo territorio di cui ci vantiamo, istituendo premi e mostre varie a cui prende parte tanta gente, che ammirano l'unicità di questa opera straordinaria a livello mondiale.
Ma il maniero deve essere al servizio dell'uomo: l'uomo che frequenta questo territorio è però isolato. Soprattutto i turisti che tante volte vengono vessati da interventi che sono di pura criminalità. Non è bello che il Castello sia sulle cronache per questi spiacevoli avvenimenti.
Il Castello deve essere ancora di più utilizzato per valorizzare l'intero territorio, anche in termini di sicurezza. Ma sicurezza ce n'è poca.
Bisognerebbe istituire, una volta per sempre, anche una zona limitata dove c'è l'accesso deve avvenire attraverso un varco controllato, come accade per il centro storico, e non che accada quello che si vede oggi: una viabilità selvaggia.
Quando non ci sono gli agenti della Polizia locale e nonostante una segnaletica che regola l'accesso ed il passaggio al Castello con l'indicazione di quali mezzi possono accedervi, vi assicuro che io, che ci transito quotidianamente (ed invito tutti voi a farlo), osservo quanto le regole non siano rispettate e quanto tutto sia lasciato allo sbando: chiunque sale per la strada al Castello, con qualsiasi veicolo. Gli unici che rispettano le regole sono proprio i residenti del territorio.
Bisognerebbe quindi offrire la possibilità, soprattutto a chi è del territorio, di poterlo vivere in assoluta sicurezza. Per questo intendo farmi semplice portavoce di questi nostri amici, per rafforzare l'intervento di coloro che istituzionalmente devono garantire la legalità", conclude amaramente Don Riccardo Agresti.
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