Sede Confcommercio di Andria
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Vita di città

Controlli e sanzioni a pubblici esercizi, interviene la Confcommercio di Andria

Claudio Sinisi: "Il titolare di un bar dovrà tenere chiusa la sua attività per 5 giorni. Colpo di grazia all’economia”

Pubblici esercizi passati al setaccio, controlli serrati verso le attività commerciali per verificare il rispetto delle norme contenute nei vari Dpcm. Si va dall'organizzazione dell'attività, tra asporto e domicilio, alla verifica del distanziamento sociale, fino alla sanificazione di ambienti e all'uso delle mascherine. "Tutto giusto, anzi, siamo noi i primi a credere nel rispetto delle regole, sempre e comunque. Non a caso, sin dall'inizio dell'emergenza sanitaria, abbiamo diffuso i vari regolamenti tra i nostri associati e sensibilizzato tutti all'osservanza delle indicazioni ma temiamo che a volte si utilizzi troppa rigidità in un momento storico in cui ci sono imprenditori che per mesi sono stati chiusi senza mettere un centesimo in cassa, oppure tanti che continuano a stare aperti a giorni alterni, a seconda dell'entrata o uscita da una zona gialla o arancione", dice Claudio Sinisi, presidente della Confcommercio di Andria.

"Purtroppo nelle scorse ore è accaduto un fatto davvero eclatante: il titolare di un bar dovrà tenere chiusa la sua attività per 5 giorni per non aver rispettato per un paio di bevande tutte le regole dell'asporto. E c'è anche la multa, naturalmente, da pagare. Così facendo, temiamo che si dia il colpo di grazia all'economia locale. Questo è solo un esempio, ma vale per tante segnalazioni che ci hanno fatto nelle scorse settimane, cinque giorni di chiusura dell'attività ci sembra un ingiusto accanimento contro questi lavoratori che ogni giorno, da quasi un anno a questa parte, cercano di portarsi uno stipendio a casa", aggiunge Sinisi.

"E tutto ciò accade mentre altrove, invece, non sempre si rispettano tutte le regole del commercio, in giro per la città talvolta assistiamo alla vendita di generi alimentari con relativi rifiuti lasciati per strada da parte di chi sembra che sia titolare di licenze agricole ma poi neanche lo è. Dunque, se i controlli vanno fatti che riguardino tutti. Invitiamo il Sindaco e l'Assessore al ramo ad intervenire perché l'esasperazione è tanta e fatti come quello dello stop per cinque giorni al barista non aiutano", conclude Sinisi.
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