Andria e Jesi unite nel segno dello Stupor Mundi
Andria e Jesi unite nel segno dello Stupor Mundi
Attualità

Andria-Jesi: nasce il patto dello Stupor Mundi per il rilancio del turismo federiciano

Sottoscritto il protocollo d'intesa tra la città pugliese e la "Betlemme" di Federico II segna l'inizio di una rete nazionale ed europea dedicata all'imperatore svevo

Per anni, il potenziale turistico di Andria è rimasto indissolubilmente legato alla maestosità di Castel del Monte, spesso percepito però come un'entità isolata dal tessuto urbano. L'amministrazione guidata dalla Sindaca Giovanna Bruno ha deciso di invertire questa rotta, trasformando una suggestione del 2020 in un asset politico e culturale concreto: il consolidamento del brand "Andria, Città Federiciana".

L'obiettivo è chiaro: fare in modo che il visitatore non si limiti a una tappa fugace al castello ottagonale, ma scopra una città che respira, vive e comunica i valori identitari legati a Federico II di Svevia.

Il primo passo formale di questa nuova strategia si è concretizzato nei giorni scorsi con la firma del protocollo d'intesa istituzionale siglato con la città di Jesi, nelle Marche. L'accordo, della durata di tre anni, punta alla valorizzazione congiunta della figura dello Stupor Mundi.

Non si tratta di una scelta casuale, ma di un ritorno alle origini: Jesi fu infatti definita dallo stesso imperatore come la sua "Betlemme" per avergli dato i natali nel lontano 1194. Oggi, la città marchigiana rappresenta un vero e proprio modello di riferimento per il marketing territoriale, grazie a un'identità diffusa dove monumenti, percorsi scolastici e prodotti tipici narrano coerentemente la storia del Puer Apuliae. Un impegno istituzionale che va ben oltre la semplice celebrazione, trasformandosi in un reale volano economico per la comunità.

"Non si fa con una bacchetta magica," ha dichiarato con fermezza la Sindaca Giovanna Bruno, sottolineando come certi risultati siano il frutto di un paziente lavoro di tessitura diplomatica, fondato su credibilità e sostanza. L'obiettivo per Andria è ambizioso: imparare da questi modelli virtuosi per lasciare un segno indelebile nel visitatore, costruendo relazioni formali che sappiano superare finalmente i confini regionali.

In quest'ottica, il protocollo tra Andria e Jesi non deve essere considerato un punto d'arrivo, quanto l'atto costitutivo di un progetto di più ampio respiro: la nascita della "Carta delle Città di Federico II di Svevia". Si tratta di una rete di comuni legati dal filo rosso della storia sveva, finalizzata a creare itinerari turistici integrati e scambi culturali che non siano sporadici, ma permanenti.

Il progetto guarda già lontano e traccia un percorso chiaro verso il consolidamento nazionale. Le prossime tappe vedranno infatti il coinvolgimento di centri nevralgici per la storia imperiale come Castelfiorentino, Palermo, Napoli e Melfi. Ma la visione non si ferma all'Italia: l'orizzonte è quello dell'internazionalizzazione, con l'avvio di gemellaggi europei pensati per inserire Andria nei grandi circuiti del turismo storico-culturale del continente.

Al tempo stesso, la sfida si giocherà anche sul fronte interno attraverso il coinvolgimento locale, trasferendo quel "modello Jesi" al tessuto produttivo andriese, dai decori urbani all'enogastronomia, passando per le attività didattiche, affinché l'eredità di Federico II diventi un patrimonio condiviso da tutta la città.
Protocollo JESIDocumento PDF
  • Castel del Monte
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