Allargamento provinciale Andria Canosa
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Territorio

Allargamento provinciale Andria Canosa: lavori fermi da 3 settimane

E intanto le complanari sono ridotte a colabrodo, con grave pericolo per la sicurezza stradale

Tre lunghe settimana senza vedere l'ombra di un mezzo pesante o di un operaio al lavoro. Cosa sta accadendo ai (mai terminati!) lavori di allargamento della strada provinciale n.2, nel tratto che collega Andria a Canosa?
Mistero assoluto! Lo avevamo purtroppo già anticipato con l'avvio di questo 2022: anno nuovo problemi vecchi. Stanno continuano a registrarsi dei veri e propri blocchi alla circolazione stradale sul tratto della provinciale Andria Canosa, a causa del protrarsi dei lavori di allargamento della carreggiata, come dicevamo giunti ad una anomala, lunga sospensione.

Il dramma consiste che la situazione va giorno dopo giorno peggiorando. Mentre l'asse principale è mai quasi pronto, con tappetino d'asfalto nuovo di zecca ed i lavori circa l'apposizione della segnaletica verticale ed orizzontale quasi conclusi, a dir poco disastrosa è la condizione in cui versano i percorsi alternativi come anche delle complanari della strada provinciale n. 2, già s.p. 231. "Ma è mai possibile che di questa strada non importi nulla a nessuno? Possibile che le Amministrazioni comunali di Andria e Canosa non intervengano con il Presidente della Provincia Lodispoto per chiedere conto di questo impasse, che sta continuando a creare problemi alle aziende commerciali, artigianali ed agricole della zona, per non parlare dei pendolari che devono sottoporsi ad autentici tour de force per attraversare questa strada?, le domande ricorrenti rimaste senza risposta.

Per Andria, purtroppo, pare che vi sia una damnatio memoriae per la situazione in cui versano le strade provinciali che la interessano: non basta la pericolosità dell'Andria Bisceglie, con la lunga serie di incidenti anche mortali che la contraddistingue, mentre la sicurezza della strada, con il manto stradale ormai diventato gruviera, mette giorno dopo giorno in pericolo la sicurezza dei tanti viaggiatori che la percorrono. Purtroppo a questa situazione si aggiunge la vexata questio dell'Andria Canosa di cui da oltre vent'anni non si intravede ancora la fine dei lavori.

Una situazione portata ripetutamente a conoscenza delle istituzioni locali, Prefettura in testa, quasi non bastassero i numerosi contenzioni aperti con la giustizia amministrativa e civile da parte di alcuni frontisti per corsi e ricorsi sugli espropri compiuti negli anni passati o per un tratto di complanare -quello di contrada Ponte Liso- di cui non si intravede ancora la realizzazione. Già, le complanari. Ormai chiamarle strade, per come sono ridotte è un eufemismo. Numerosi sono i blocchi alla circolazione stradale per gli ingorghi che avvengono proprio su quelle lingue di asfalto chiamate complanari, tra le contrade Papparicotta e Montegrosso, con i mezzi pesanti ed agricoli che spesso, loro malgrado, impediscono il regolare scorrimento del traffico veicolare. Chilometri e chilometri di code di auto ma soprattutto mezzi pesanti ed agricoli senza che vi fosse (quasi mai!), la benché minima forza di polizia a regolamentare tale intasamento, causa purtroppo la carreggiata di servizio troppo esigua e malridotta. Esasperati i tanti pendolari, gli operatori agricoli e commerciali per questa situazione: oramai raggiungere i due centri della Bat equivale ad un terno al lotto: si sa quando si parte ma non si sa quando si arriva a destinazione.

Malgrado le indicazioni della viabilità alternativa poste dalla provincia Bat, che doveva trasferire parte della notevole mole dei vari mezzi che la percorrono - specie quelli pesanti, agricoli e pullman - sulla parallela strada provinciale 43, quella che per intenderci che collega Andria al Santissimo Salvatore, per poi arrivare alle contrade de la Guardiola, la Spineta, Troianelli e quindi Montegrosso non sta affatto funzionando. Si continua a ricorrere alle complanari, troppo strette della provinciale Andria Canosa. Per non parlare dei sempre più numerosi incidenti stradali, l'ultimo avvenuto ieri in contrada "La Spineta" ed ha visto una persona ferita e ricoverata al "Bonomo" di Andria per fratture agli arti inferiori.

Chi tra i residenti di Troianelli e Montegrosso percorre questa strada, in alcuni casi anche quattro volte al giorno, sa che è necessario dotarsi di una buona dose di pazienza e stare con gli occhi bene aperti per le insidie che può trovare. Stesso discorso per i frontisti che percorrono le complanari realizzate sul tratto dell'Andria-Canosa di Puglia, interessato come dicevamo da ormai troppo tempo da questi lavori stradali: improvvisi avvallamenti, pericolose buche e segnaletica inesistente sono anche in questo caso le caratteristiche che connotano queste strade di servizio.

Esasperati e stanchi da questa situazione sono ormai in tanti, malgrado le assicurazioni ricevute, le promesse fatte come ad esempio quelle sul mantenimento della rotatoria a raso di Montegrosso, dove pende ancora la spada di Damocle della sua rimozione, in quanto resta in piedi l'unico svincolo ufficiale per il grosso borgo agricolo di Andria, ovvero quello della provinciale per Minervino Murge, che ricordiamo dista alcuni chilometri dall'attuale incrocio per Montegrosso.

E mentre l'attesa cresce, il completamento dei lunghi lavori di allargamento resta un'incognita, con buona pace dei tanti propositi di chi aveva assicurato che per la fine del 2021 questo allargamento si sarebbe concluso.
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