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Agriturismo escluso da politiche regionali: crac da € 150 milioni

Ben 876 le strutture attive in Puglia, con la presenza annuale di tantissimi stranieri

L'agriturismo è stato escluso dalle politiche regionali di sostegno al turismo, nonostante sia stato tra i primi settori a risentire della crisi a causa del lungo lockdown causato dall'emergenza Covid, con un crac stimato in 150 milioni di euro. E' quanto denuncia Coldiretti Puglia che torna a chiedere provvedimenti urgenti e mirati per il settore agrituristico che nel 2019 aveva registrato oltre 600mila presenze.

"Il boom di presenze di turisti italiani negli agriturismi esclusivamente ad agosto non può in alcun modo compensare le perdite subite dalle 876 strutture attive in Puglia nel 2020. A fronte dei 4,2 milioni di arrivi di turisti nel 2019 e 1,2 milioni di arrivi dall'estero, è evidente la perdita secca subita nel 2020 dalle masserie della Puglia per la chiusura delle frontiere che hanno praticamente azzerato gli arrivi di turisti stranieri e annullato le prenotazioni di italiani e del turismo di prossimità fino a giugno. E l'autunno si prospetta altrettanto negativo", denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia. "Va immediatamente attivata almeno la misura 21 del PSR per l'agriturismo, percorso già ben definito a livello nazionale che la Regione Puglia deve semplicemente declinare a beneficio dei nostri imprenditori", aggiunge il presidente Muraglia.

Anche la spesa di prodotti agricoli ha fatto segnare un calo del 10% nel 2020 per effetto del crollo del canale della ristorazione che non viene compensato dal leggero aumento della spesa domestica.
"Su 5 provvedimenti regionali per il turismo, nulla è stato disposto per l'agriturismo, nonostante sia l'emblema dell'accoglienza in Puglia, con le masserie storiche di straordinaria bellezza, la suggestione offerta dalle campagne pugliesi che gli operatori agrituristici manutengono quotidianamente", insiste Filippo De Miccolis, presidente di Terranostra Puglia, associazione agrituristica di Coldiretti.
"L'agriturismo e lo sviluppo multifunzionale delle aziende agricole sono oggi fuori da qualsivoglia strategia regionale, ivi incluse – insiste il presidente De Miccolis - quelle a sostegno del settore turistico per emergenza Covid, così come sono al palo le misure del PSR dedicate. Gli indennizzi per calo di fatturato previsti per il solo mese di aprile sono risultati solo un placebo, cosi come non mancano difficoltà per accedere al credito. Gli ammortizzatori sociali sono ormai insufficienti per entità e tempistica a dare respiro alle tante famiglie che hanno vissuto per mesi di inoccupazione. In compenso sono aumentati burocrazia ed adempimenti", conclude il presidente De Miccolis.

Agriturismi e fattorie didattiche sono forse i luoghi dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza fuori dalle mura domestiche – aggiunge Coldiretti Puglia - anche in questo momento di grane incertezza per l'innalzamento della curva dei contagi registrata ad agosto.
Dall'agri-campeggio all'agri-relax, dalla semplicità dell'accoglienza rurale ai buffet con i prodotti dell'orto, alle passeggiate ritempranti nella natura, sono alla base del gradimento in crescita dei turisti rispetto al paesaggio e all'enogastronomia. Dal pranzo sul plaid con i piedi sull'erba, all'agri-aperitivo a bordo piscina o tra i filari fino all'agripilates, ma c'è anche chi si è attrezzato per ospitare i commensali sulle balle di fieno e ha organizzato cene romantiche tra i vigneti e gli oliveti, tra le diverse proposte per l'estate 2020 segnata dall'emergenza coronavirus che - conclude Coldiretti - spinge verso il turismo di prossimità con la riscoperta dei piccoli borghi e dei centri minori nelle campagne, accoglienza rurale che va tutelata e sostenuta ai tempi del Covid.
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