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Politica

Ufficio Tributi, Fratelli d'Italia: «L'Amministrazione si attivi per risolvere i gravi disservizi»

La nota dei coordinatori cittadini Giuseppe Pistillo e Antonio Mastrodonato

«E' inconcepibile che, a distanza di quasi un anno, l'Ufficio Tributi del Comune di Andria sia, nei fatti, chiuso ed inaccessibile ai cittadini. Cosa sta facendo l'Amministrazione per risolvere questo grave disservizio?». E' quanto si chiedono i coordinatori cittadini di Fratelli d'Italia, Avv. Giuseppe Pistillo e Ing. Antonio Mastrodonato.

«E' notizia di questi giorni che l'Ufficio Tributi, su impulso dell'Amministrazione, abbia recapitato a circa 25.000 contribuenti andriesi gli avvisi di accertamento relativi all'IMU e alla TARI 2015. Senza voler negare all'Ente il potere accertativo nella legittima riscossione dei tributi dovuti, ci domandiamo perchè l'Amministrazione non abbia provveduto ad organizzare anzitempo l'Ufficio Tributi al fine di riconoscere ai numerosi cittadini un adeguato diritto di difesa e verifica, tenuto conto che l'Ufficio risulta chiuso al pubblico dall'inizio dell'emergenza Covid e che riceve solo su appuntamento, salvo non rispondere puntualmente ai numeri di telefono indicati, come tanti cittadini e tecnici ci riportano.

Di certo siamo ben consci che non sia possibile avvisare il cittadino preventivamente, ma è appena il caso di ricordare che non tutti i cittadini siano dotati degli strumenti informatici per il reperimento dei moduli di annullamento/rettifica, nonchè di pec o mail per l'invio degli stessi e che, tenuto conto anche della risalenza dei tributi oggetto dell'accertamento, la verifica per il contribuente potrebbe diventare oltremodo difficoltosa, necessitando pertanto di un confronto diretto con l'Ufficio, attualmente negato, posto che anche la pagina sul sito del Comune di Andria, relativa ai tributi degli anni precedenti, risulta inattiva.

E' vero – l'Imu per legge, la Tari per orientamenti ministeriali – che questi tributi vanno calcolati e versati per autoliquidazione (ovvero è il cittadino ad essere responsabile del calcolo e del pagamento del tributo) e, di conseguenza, il comune non aveva l'obbligo di comunicare le differenze dovute. Ma è anche vero che il Regolamento Tari, all'articolo 7), prevede che il Comune invii al cittadino un sollecito di pagamento (senza sanzioni) e che, solo nel caso di mancato pagamento nel termine di 60 giorni, successivamente venga emesso l'Avviso di accertamento con irrogazione delle sanzioni. Tutto ciò non è stato fatto e questo ci fa temere che gli stessi avvisi di accertamento possano essere oggetto di contenzioso per il solo fatto che non sia stata rispettata tale norma regolamentare. Quindi, confidiamo che venga semplicemente rispettato il Regolamento Tari cittadino, senza bisogno di verifiche ulteriori o delibere ad hoc da parte della giunta. Ci chiediamo, come peraltro chiesto da più parti, se l'operazione di invio di migliaia di cartelle non sarebbe potuta essere pianificata diversamente nei tempi e nei modi, anticipando l'invio degli avvisi senza attendere il 31 dicembre o diluendolo per tranche, prevedendo anche le modalità di richieste di spiegazioni e rettifiche da parte del contribuente, fornendo adeguata modulistica. Tenendo conto, peraltro, del periodo di sospensione di 85 giorni dei termini di liquidazione e accertamento dei tributi, decretato dal Decreto Legge 18/2020 (Questo comporta, di fatto, un allungamento dei tempi utili per notificare gli atti e, quindi, avrebbe consentito al Comune di Andria di diluire l'invio degli accertamenti, evitando l'ingorgo che nei fatti ha creato).

In mancanza di atti concreti, dove sarebbe la giustizia e la trasparenza, nonchè la proficua collaborazione tra cittadini e amministrazione favoleggiata, a parole, dalla maggioranza? Non vorremmo che il cittadino-contribuente, sfiduciato dagli evidenziati disservizi e le oggettive difficoltà, fosse costretto a desistere nell'esercizio del suo diritto di verifica per l'annullamento/rettifica di eventuali avvisi illegittimi, ritrovandosi a pagare somme che, magari, ha già versato o, peggio ancora, gli vengano erroneamente richieste. Ci sentiamo infine di consigliare all'Amministrazione di accettare il pagamento di conguagli senza l'applicazione di sanzioni ed interessi e senza la necessità di alcun approfondimento ad personam, tenuto conto dell'incertezza normativa che caratterizzò l'applicazione delle aliquote oggetto degli odierni avvisi di accertamento e le crociate per le richieste di rimborso caldeggiate, all'epoca, da diversi componenti degli attuali Consiglio Comunale e Giunta, oltrechè delle previsioni del Regolamento Tari del Comune di Andria che, fino a prova contraria, è legge per tutti gli andriesi, amministratori e dirigenti comunali compresi».
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