Sopralluogo al cantiere della Questura
Sopralluogo al cantiere della Questura
Vita di città

Sedi Forze dell'Ordine tra gli argomenti da definire nell'interesse della sicurezza cittadina

Solo un immobile di proprietà pubblica, mentre versano in abbandono tanti beni confiscati alla criminalità

Una delle questioni che necessariamente dovrà affrontare il Commissario prefettizio Gaetano Tufariello, da qualche giorno insediatosi a Palazzo di città, è quella scottante che riguarda le sedi delle Forze dell'Ordine.

Escludendo la Polizia Locale, ormai trasferitasi nell'immobile dell'ex Pretura, in via Michelangelo Buonarroti, nessuna delle sedi in cui si trovano Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza sono di proprietà demaniale, ma occupano da tempo immemorabile immobili in affitto.
La Polizia di Stato, pur occupando un immobile di proprietà demaniale, quello di via Rossini, utilizza il piano terra di questo fabbricato, che invece è in affitto da un privato, con una locazione pagata dal Comune, che a quanto sembra è in arretrato di svariati mesi dal regolare pagamento del canone di affitto.
Sgombriamo subito il campo sul fatto che purtroppo questo problema rinviene dal passato. Inutilmente si è cercata una soluzione in questi 9 anni di amministrazione Giorgino.
Partiamo innanzitutto da un record: oggi la provincia Bat è l'unica provincia italiana a non avere (ancora !!!), una sede della Questura, malgrado proclami, assicurazioni e quant'altro. Solo qualche settimana fa l'ultimo in ordine di tempo è stata il nuovo questore di Bari Giuseppe Bisogno, a chiedere "subito risposte" in un sopralluogo a sorpresa al cantiere di via Indipendenza. Ormai tramontata l'ipotesi che in attesa del completamento della costruzione di via Indipendenza, possa essere approntata una struttura provvisoria per il Questore della Bat, (non ancora nominato), si attende una variante al progetto iniziale, per poter vedere finalmente conclusi gli agognati lavori. Resta il fatto che almeno per il momento non sarà realizzata la palazzina che doveva inizialmente ospitare la sede della Polizia Stradale. Rimarrebbe destinato ad alloggi di servizio l'attuale immobile dia Rossini, dopo naturalmente un complessivo lavoro di straordinaria manutenzione.

Altra nota dolente quella della caserma Carabinieri. Accantonato per il momento, il progetto di un privato di edificare in un proprio suolo su via Paganini tale immobile, dietro corrispettivo di un fitto per la durata ventennale da parte dello Stato, nonostante l'approvazione fatta in Consiglio comunale due anni fa -era il 16 maggio del 2017- dalla maggioranza di centro destra, resterebbe in piedi uno sfratto a cui è sottoposta l'attuale Compagnia Carabinieri. Sembrerebbe infatti che il proprietario di quell'immobile avrebbe intenzione di abbattere quella vecchia palazzina e realizzare un nuovo edificio, dotato ad esempio di ascensore e quant'altro, cosa che invece questo edificio attualmente non possiede.

Altra questione, sviluppatasi solo nei mesi scorsi, riguarda invece il trasferimento del Comando Stazione dei Carabinieri Forestali, che da Gurgo, nei pressi del santuario del SS. Salvatore, attualmente in un immobile concesso dal Comune ed appartenente alla criminalità organizzata, per problemi di sicurezza dovrebbe trasferirsi presso locali comunali della scuola elementare di viale dei Comuni di Puglia, a San Valentino. Qui i problemi sarebbero due: procedere a dei lavori di adeguamento e la firma della convenzione relativa all'affidamento del bene ai Carabinieri Forestali.

Forse attualmente chi versa in una situazione decisamente migliore è la Guardia di Finanza: pare che entro il mese di maggio l'ufficio Tributi traslocherà nei locali di piazza Trieste e Trento lasciati liberi dalla Polizia Locale. Presso la sede di via Bari dovrebbe quindi giungere la Guardia di Finanza che occuperebbe tale immobile in forza di una comodato ad uso gratuito dell'immobile proprio alle Fiamme Gialle. Ora il problema riguarda i lavori di compiersi in questo immobile. Chi li dovrà sostenere? Si parla di interventi edilizia di qualche decina di migliaia di euro.

Quindi, sul versante della logistica delle Forze dell'Ordine il Comune di Andria non è messo molto bene. Non parliamo di quante unità di personale che Andria ha perso, a causa di tali sedi inadeguate e molto piccole rispetto alle attuali esigenze delle Forze dell'ordine, ma ancora oggi il Comune di Andria non possiede una vera e propria mappa di tutti i beni confiscati alla criminalità organizzata presenti ad Andria, in quanto molti di questi sono ancora nella disponibilità dell'Agenzia Nazionale, con sede a Reggio Calabria.

Sicuramente, una operazione che andrebbe compiuta è quella di visionare tutti i beni presenti su Andria, o che sono stati confiscati o posti sotto sequestro, con la collaborazione di detta Agenzia nazionale. Individuare qualcuno di questi beni per riconvertirli a sedi delle Forze dell'Ordine - come ad esempio alloggi di servizio, foresterie, mense interforze etcc.- Sarebbe un bel messaggio di legalità che Andria offrirebbe in campo nazionale, riaffermando la supremazia dello Stato di fronte al crimine organizzato.
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