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Politica

Sanità e piano di riordino nella Asl/Bt, Marmo e Zinni scrivono a Narracci

Un coro di proteste, da tutte le forze politiche, contro le decisioni del Dg

E' una levata di scudi, chiara e unanime, quella che il mondo politico della Bat e di Andria in particolare rivolge al Direttore generale della Asl Bt, Ottavio Narracci per la prossima soppressione di alcni reparti al "LOrenzo Bonomo", in virtù di un accorpamento delle strutture ospedaliere per il riordino in atto nella Asl/Bt.

"Una decisione inopportuna e discutibile, sicuramente intempestiva".
E' diretta la critica del consigliere regionale e comunale Nino Marmo di Forza Italia che commenta proprio l'atto aziendale 2710 del 19 dicembre scorso, con cui il direttore generale della Asl Bt, Ottavio Narracci, ha disposto, insieme ad altri provvedimenti, lo smantellamento della struttura di Oculistica presso il "Bonomo" di Andria con conseguente trasferimento delle relative funzioni all'Ospedale di Barletta.

"Decisione inopportuna, discutibile e intempestiva –sostiene Marmo – per almeno due ordini di ragioni. In primo luogo perché la discussione in Commissione Sanità sul Piano di Riordino è ancora tutta da affrontare, per cui lo stesso Piano rimane suscettibile di emendamenti e dunque di variazioni ed aggiustamenti. In questa ottica il direttore generale compie un'evidente forzatura".
"In secondo luogo – prosegue Marmo – perché il trasferimento di Oculistica a Barletta non trova giustificazione alcuna nel pregresso storico del Reparto andriese. Basti pensare che nel 2015 su 4874 interventi complessivi effettuati al "Bonomo", ben 1757 sono di natura oculistica. Così come nell'anno corrente, il 2016, su 4876 interventi effettuati sino ad oggi presso il nosocomio andriese, 1660 sono "oculistici". Se a ciò si aggiunge che nello stesso biennio, 2015/2016, il numero degli interventi posti in essere dall'Oculistica di Barletta – per intenderci la produttività - ammonta a poco più della metà di quelli della struttura gemella di Andria, allora – conclude Marmo – il trasferimento in oggetto appare tecnicamente immotivato, e rispondente piuttosto a dubbie strategie di geo-politica sanitaria. Strategie meschine che la gente comune ormai respinge apertamente e che avviliscono la natura stessa della sanità pubblica. O, meglio, di ciò che resta della sanità pubblica disegnata dal Governo Regionale".

Ed il consigliere regionale e capogruppo della lista Emiliano Sindaco di Puglia, Sabino Zinni ha inviato una "lettera aperta" proprio al Direttore Asl Ottavio Narracci

"Gentile Dott. Narracci,
come avrà appreso a mezzo stampa, la notizia della riorganizzazione ospedaliera fra i nosocomi della Bat ha suscitato una certa preoccupazione fra i miei concittadini. Chiedono giustamente spiegazioni alla politica. Tuttavia della parte esecutiva del Piano si è occupato lei ed è per questo che la chiamo in causa.
Come lei sa, sono uno a cui piace parlar chiaro, e non mi tiro indietro di fronte alla richiesta di spiegazioni. Così, in un mio precedente intervento sulla questione, ho provato a spiegare che il piano di riordino ci è stato imposto dal governo nazionale e ne avremmo fatto a meno volentieri, se avessimo potuto. Ho precisato che nefrologia passa da Andria a Barletta, mentre oculistica e otorinolaringoiatra già erano presenti al Dimiccoli. Ho fatto notare che se, da una parte, ad Andria si riduce l'offerta sanitaria, dall'altra, negli ultimi mesi, abbiamo incassato l'impegno ufficiale per un nuovo ospedale, l'aumento di posti letto e lo sblocco delle assunzioni. Ho puntualizzato infine che, mentre in altre parti della Regione chiudono 24 ospedali e 30 reparti, da noi i servizi in questione restano in funzione, solo vengono spostati per ragioni di razionalizzazione economica.

Fornite le miei spiegazioni politiche, tuttavia -ha proseguito Zinni-, credo tocchi a lei rassicurare l'utenza circa i livelli di assistenza a cui potrà accedere. Io penso che il suo agire, pur dovendo fare i conti con una riduzione dei fondi disponibili, abbia tenuto come obiettivo cardine la tutela della salute dei cittadini. Ecco che le chiedo, a nome degli andriesi, di spiegare come verrà garantito il servizio nelle discipline citate e perché si è reso necessario tale cambiamento, senza poter percorrere altre vie.
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