Protesta per antenna in via Scipione l'Africano
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Attualità

Protesta per antenna in via Scipione l'Africano: intervento del Sindaco Bruno

Tentata dal Comune la mediazione ma che purtroppo non ha sortito effetto

Antenna in via Scipione L'Africano: giunge notizia di una manifestazione di protesta indetta per la mattinata di sabato 18 maggio contro l'installazione del nuovo impianto di telefonia nella zona. Da martedì i residenti sono presenti h24 per manifestare il proprio dissenso, andando avanti ad oltranza nonostante la presenza della forza pubblica.

Nei giorni scorsi sono state avviate nuove interlocuzioni da parte dell'amministrazione comunale con l'azienda CELLNEX, incaricata dei lavori di installazione, per trovare soluzioni alternative, con l'individuazione di altri siti (privati e pubblici), ma le stesse non sono andate a buon fine. Di fronte a questo i residenti stanno continuando a manifestare mentre i lavori sono stati ormai avviati. Giornate intense in cui non sono mancati momenti di forte tensione, sfociati anche in gesti di esasperazione da parte di alcuni cittadini.

Il sindaco Giovanna Bruno, presente anche sul posto a più riprese, ha ritenuto doveroso intervenire sulla vicenda, facendo sintesi altresì delle attività svolte dall'assessore alla Qualità della Vita Savino Losappio e dall'assessore alle Radici Cesare Troia. In particolare, l'assessore Losappio nel rimarcare che il Comune non può bloccare l'installazione dell'antenna, ha tentato la mediazione in ogni modo purtroppo senza sortire effetto. Tanto che l'azienda, avendo dalla sua un contratto firmato ed esecutivo, ha proceduto nel suo intento chiedendo a supporto la forza pubblica. Nell'ultimo sopralluogo, avvenuto ieri pomeriggio, sindaco e assessore hanno ribadito che non ci sono strumenti per fermare i lavori trattandosi di installazioni di servizio normate dalla legislazione nazionale, dunque sovracomunale.

«Comprendo tutta l'amarezza e la delusione dei residenti di via Scipione l'Africano e dintorni – dichiara il Sindaco - La faccio mia, così come amministrazione abbiamo fatto dal primo momento. Abbiamo tentato in ogni modo di intervenire ed eravamo tranquilli della soluzione che due anni fa circa era emersa tra l'azienda e un altro privato. Poi l'amara constatazione: la società ha avviato i lavori sul sito inizialmente individuato e a nulla sono valse le ulteriori proposte fatte dal Comune di valutare altri luoghi. I cittadini sono arrabbiati. Circondati dalle antenne che in quella zona, negli anni, sono state realizzate nel silenzio collettivo. Tutte su suoli privati. Forse qualcuno dimentica o finge di non sapere.
Ora questo ennesimo intervento, a ridosso delle abitazioni, proprio non è tollerabile. La loro protesta è legittima, comprendo bene. Tanto che fanno fatica ad accettare il fatto che questi interventi siano resi possibili da normative sovraordinate, nazionali ed europee. Purtroppo il Comune non può fermare in autonomia questo scempio sul territorio, in danno della salute di tutti. Non può. Ci aggrappiamo alle interlocuzioni con i vari gestori, chiediamo di non fare altri impianti, di non invaderci con radiazioni di ogni tipo».

«Tutte cose, nostro malgrado, consentite da leggi superiori -prosegue il Sindaco Bruno- . Sto provando a sensibilizzare sul tema anche la comunità dei sindaci all'interno di Anci, di Ali, perché il fenomeno è preoccupante, soprattutto alla luce delle scelte di governo di legittimare l'innalzamento sei limiti di emissione a 15 V/m disposto dalla legge 214/2023, entrata in vigore dal 29 aprile 2024 che permette di amplificare l'adozione del 5G, e ciò comporterà che gli operatori di telefonia mobile infrastrutturati possono modificare la propria rete.
Non escludo l'adozione di ordinanze sulla questione, qualora ne ricorrano i presupposti legittimanti. La legge è entrata in vigore lo scorso 29 aprile, stiamo facendo tutti gli approfondimenti. Ma si tratta di azioni in divenire che a nulla valgono al momento per bloccare lo smacco di via Scipione l'Africano. I residenti hanno tutta la mia, la nostra solidarietà e lo sanno bene. Se potessi fare anche solo un atto per bloccare questa violenta operazione, non esiterei un istante come mia abitudine. Proprio lì sul posto, in uno degli incontri avuti oltre due anni fa, alcuni residenti mi sottoposero un altro assurdo problema che persisteva da anni, senza che mai nessuno fosse intervenuto nonostante le continue segnalazioni. Immediatamente ce ne siamo fatti carico come amministrazione e abbiamo risolto, come normalmente facciamo andando incontro alle esigenze dei cittadini.
Mi sento io per prima sconfitta per questo maledetto traliccio, ma non posso fare ciò che purtroppo non è nelle mie disponibilità. I residenti vogliono manifestare in corteo, ben venga. Ho chiesto loro di consentirmi di esserci, organizzando compatibilmente con le esigenze di tutti perché dobbiamo provare a mobilitare tutta la città sull'intera questione che è più grande di noi, che è gestita ad altri e a ben superiori livelli.
Oggi il problema è in via Scipione, domani potrà essere altrove. Guardiamo sulle nostre teste...ci sono case e palazzi privati invasi di questi impianti e sarà sempre peggio di questo passo. Le aziende trattano con i privati e sono legittimate a farlo».

A questa nota si allega la mappatura delle antenne installate già nel corso degli ultimi decenni nei quartieri Croci, San Valentino e Altomare, le zone cioè più a ridosso della menzionata via Scipione L'Africano. Trattasi di dati pubblici presenti sul sito dell'ARPA, soggetto regionale preposto alle autorizzazioni (http://www.webgis.arpa.puglia.it/lizmap/index.php/view/map?repository=1&project=cem)
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