avv. Grazia Di Bari
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Politica

Offerta sanitaria, Di Bari (M5S): "Ricognizione dell'offerta sanitaria è prioritaria"

Torna alla ribalta la questione dello spostamento dell'Ufficio Igiene della Asl/Bt

Una condizione a dir poco precaria che penalizza l'intera comunità cittadina. Stiamo parlando dell'offerta sanitaria ad Andria, dalla situazione del vecchio ospedale "Lorenzo Bonomo" al mancato spostamento dell'Ufficio Igiene di via Mons. Di Donna fino ad arrivare al paventato spostamento degli uffici e dei poliambulatori in via Barletta. Riflettori accesi da parte della consigliera regionale pentastellata, avv. Grazia Di Bari.

"Una delle priorità per migliore l'offerta sanitaria di Andria -sottolinea Grazia Di Bari- è il completamento dei lavori alla scuola Gabelli. Da troppo tempo è stata designata come sede del nuovo Ufficio Igiene e purtroppo non si registrano avanzamenti di rilievo nella sistemazione della nuova sede. Andria merita un Ufficio Igiene degno di tale nome e basta poco per completare l'opera. Ma al centro del dibattito in questo periodo in merito all'offerta sanitaria andriese si parla più spesso di tre temi specifici: la perdita dei reparti del nosocomio andriese, cosa sarà il nuovo ospedale di Andria e dove dovrà essere collocato il poliambulatorio della Asl/Bt.

In merito a quest'ultimo, condivido le perplessità manifestate dal nostro gruppo consiliare al Comune di Andria, per il tramite del capogruppo, avv. Michele Coratella: non ci si può rivolgere immediatamente ad immobili privati, se non si conduce prima un'indagine su edifici di proprietà pubblica eventualmente disponibili. Occorre anche capire che fine hanno fatto i fondi regionali stanziati per la costruzione di nuovi poliambulatori, che sono stati improvvisamente ed inspiegabilmente dirottati altrove.

A proposito di fondi, è ormai chiaro che anche le risorse per la costruzione del nuovo ospedale di Andria non ci sono e non si sa quando ci saranno, mentre abbondano le aree candidate quale ubicazione. Il "miraggio ospedaliero" causa danni seri e concreti per la cittadinanza e per il bacino di utenza che dal circondario si rivolge alla struttura andriese, soprattutto perché il "vecchio ospedale", il Bonomo, continua a deperire strutturalmente, a perdere servizi importanti e ad impoverire in termini di organico. Da parte nostra, non potremo far altro che insistere per l'avvio dei lavori di ristrutturazione di alcuni piani del nosocomio andriese, che non possono attendere la consegna di un nuovo ospedale che nella migliore delle ipotesi vedremo tra un paio di decenni. Pur nel pieno rispetto della normativa vigente, sono convinta che vadano assunti nuovi professionisti per ripianare almeno in parte i vuoti di organico ormai evidenti.

Resto critica verso l'ultima stesura del piano di riordino adottato dal Presidente della Regione Emiliano, sempre più lontano dai problemi pugliesi poiché ormai proiettato nella campagna elettorale nazionale per la segreteria del PD. Questo piano prevede una chirurgia plastica "scomparsa" nella medicina generale, di cui utilizza tre posti letto; svanita anche nefrologia, così come si è dissolta oculistica, nonostante tutte le assicurazioni, anche politiche di rappresentanti del territorio. Nessun segnale su otorinolaringoiatria e nessun chiarimento sulla stroke unit per la rete ictus. Altro che ospedale di secondo livello e di emergenza-urgenza, ormai il Bonomo sta precipitando verso lo status di ospedale da campo. Ma la cosa che ci ha lasciato esterrefatti è stato lo spostamento della direzione sanitaria da Andria a Canosa. Premesso che a Canosa non sarebbe di alcun vantaggio, poiché non è un reparto che fornisce assistenza ai pazienti, in tutte le aziende la direzione va posta nel luogo più utile al funzionamento dell'intero sistema territoriale. Mi sembra evidente rilevare che le problematiche quotidiane si presentano maggiormente ad Andria, per cui non comprendiamo la logica di tale scelta. Ma se la valutiamo nel complesso del sistema, allora si rafforza la nostra tesi circa il triste destino del Bonomo. Sarebbe questa la "politica del fare", delle inaugurazioni, delle conferenze stampa, dei tagli del nastro? Scusateci allora se continueremo a fare da stimolo, da pungolo, da sciabola e fioretto. Da cittadini abituati a stare dalla parte della lama le abbiamo viste tutte. Per una volta -conclude Di Bari- vorremmo trovarci dalla parte dell'elsa, assieme a tutti i cittadini".
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