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Commento

Montepulciano: "Speriamo che possa nascere un coordinamento nazionale contro l’uso dei botti"

Il commento dello storico ecologista cittadino, dopo la notte di Capodanno

"Cosa ci dicono i botti di Capodanno". Comincia così il commento di Nicola Montepulciano, storico ecologista di Andria dopo quanto è successo in città nei giorni scorsi.
"I botti e le feste sono come gli esami: non finiscono mai. Ora c'è la Befana, cosa ci porterà? Sicuramente uno strascico di botti e poi le feste patronali con fuochi d'artificio autorizzati e se non ci dovessero essere, come l'anno scorso, ci sarà qualcuno che, pur definendosi ambientalista (lui), si lagnerà, e, magari, organizzerà una colletta pro fuochi d'artificio, patronali, fregandosene del feroce inquinamento. Intanto questo Capodanno ci ha portato una incredibile quantità e qualità di botti, che in confronto quelli degli altri anni sono piccola cosa. Piovevano botti da tutte le parti, molti con terrificanti esplosioni, durati all'incirca 30 minuti. Ci ha portato, come conseguenza, una ulteriore e maggiore dose di inquinamento, come se non bastasse quello che dobbiamo sorbirci ogni giorno. Polveri sottili che si posano ovunque e che adesso respireremo e mangeremo più di prima. Avremo danni alle vie respiratorie (poveri bambini) e peggioramento per chi già ne soffre, peggioramenti per i malati di cancro e, purtroppo, probabilità di nuovi casi. Ma perché non intervengono le pur molte associazioni anticancro, fra cui quelle mediche, in questa battaglia? Ancora, i botti ci hanno regalato tanta sporcizia che non sarà mai completamente rimossa e ci si affiderà al vento, alla pioggia (qualora dovesse piovere), che trasporterà gli abbondanti resti chimici polverosi, insieme ad alcuni piccoli contenitori vuoti di cartone e plastica, nella fogna, a rendere molto difficoltosa la depurazione delle acque negli impianti per la depurazione. La maggior parte rimarrà per settimane e settimane a deliziarci della loro presenza per strada ed eventualmente si chiamerà la Sangalli, la quale, giustamente, per questo lavoro supplementare, chiederà soldi supplementari, che per noi tutti significherà più tasse. Ben ci sta. Questo tipo di rifiuto non si può riciclare se non a costi stratosferici e l'unica soluzione, purtroppo, è l'inceneritore, con altre conseguenze negative per l'aria. Se lo si porta in discarica, cosa probabile, si avranno reazioni chimiche sconosciute e potranno corrodere l'impermeabilizzazione e inquinare le falde acquifere in modo pesantissimo. Sempre questo Capodanno ha portato più feriti al Pronto Soccorso, con danni abbastanza gravi al punto da richiedere amputazione di alcune dita. Che dire? Se la sono cercata. Le mamme li hanno procreati integri e loro si sono rovinati. Le conseguenze se le porteranno per tutta la vita. Per questi signori autolesionisti è previsto, se non sbaglio e come è giusto, il pagamento della multa per l'uso dei petardi e il pagamento delle cure ospedaliere. Abbiamo scoperto, poi, che l'ordinanza comunale con la quale si vietava la vendita di botti di ogni tipo dal 31 dicembre alle 7 del 1° gennaio 2022 non è servito completamente a nulla. Infatti, mi dicono che in piazza Catuma c'erano alcune bancarelle per la vendita tranquilla dei botti. Mi sembra assurdo e se così non fosse sono pronto a chiedere scusa. Però ci chiediamo: ma gli altri giorni è consentita la vendita? Non dovrebbe essere proibita per sempre? Per caso negli altri giorni fanno meno male? Le Forze dell'Ordine erano tenute a vigilare? Era proibita la vendita si o no? Sono domande non una accuse. Come mai si sono sparati botti da fa tremare i vetri? Come la gentaglia si procura queste bombe? Chi di dovere non sa chi li vende e dove? D'accordo, ci sono stati sequestri di botti, ma quella notte c'è stata una vera e propria battaglia, con botti di spaventosa potenza. Di sicuro fra i bombaroli ci saranno molti scioperanti scolastici seguaci di Greta. Signori amministratori noi, pochissimi veri e seri, ambientalisti ci poniamo queste domande e voi? Mai nessun consigliere, assessore, sindaco, a nostra memoria, ha mai parlato chiaramente contro l'uso dei botti, neanche un vago cenno e si capisce perché: per non perdere consensi. E' un problema che non li ha mai sfiorati. Adesso l'assessore Colasuonno ci viene a dire che quegli imbecilli che hanno distrutto il cassonetto per la raccolta di indumenti usati saranno denunciati. Ci mancherebbe. E' il minimo, visto che si fa poco per migliorare la qualità della vita in questa benedetta città, qualcosa più che in precedenza si muove, ma è poco. Che ci arrivino soldi per questo o quel lavoro ci può pure stare bene ma non più di tanto. Ciò che vogliamo è la serenità, tranquillità, sicurezza, educazione, prevenzione e, se il caso, repressione, cioè multe e per questo vogliamo vedere vigili in città a piedi. Speriamo che possa nascere un coordinamento nazionale contro l'uso dei botti in tutto il territorio nazionale e per sempre", conclude la nota l'ecologista Nicola Montepulciano.
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