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Scuola e Lavoro

lascuolaperlascuola: tracciamenti, quarantene e controlli; come sempre “la responsabilità ricade sulle scuole”.

Puntuale come sempre è la scuola a farsi carico dell’inadeguatezza di una classe politica e dirigente che deve decidere ed organizzare

«Tra le tante criticità che ci attribuiscono, oggi - sottolinea in una nota il movimento "lascuolaperlascuola"-, la scuola non dà risposte chiare alle famiglie su quarantene e tracciamenti. Ecco che la filiera dello "scarica barile" e dell'incertezza decisionale, dal livello centrale passando per la competenza territoriale e locale, trova il suo epilogo. Tutto si scarica sulla scuola. Fermo restando l'oneroso ruolo del Dirigente Scolastico, alla fine, chi si confronta quotidianamente con le famiglie e deve dare le risposte senza incertezze è l'insegnante. Ecco che la responsabilità nella gestione di quarantene, tracciamenti, tamponi, green pass e di tutto quello che non consente il regolare svolgimento delle lezioni è attribuita unicamente alla scuola. Ai docenti il compito di decriptare la mole di norme nelle quali l'elemento comune, nascosto, è quello di scaricare le responsabilità su altri. L'ultimo anello della filiera normativa è la circolare interna ad una scuola. Ecco che l'insegnante si trova solo difronte ai genitori, a qualsiasi ora della giornata, in presenza o al telefono, anche dopo aver svolto il suo regolare servizio, a dover dare le cosiddette "risposte certe" . Difficile è il confronto con i diversi livelli istituzionali coinvolti. Difficile diventa dare le risposte giuste. Ci assumiamo la responsabilità dei servitori dello Stato; affrontiamo le domande, tranquillizziamo le famiglie e assumiamo oneri, nei limiti delle nostre conoscenze, che non sono nostri. Da anni si chiede alla Scuola di ottemperare ad una serie di doveri che vanno dal declinare la didattica secondo le cosiddette competenze chiave europee all'obbligo di formazione professionale, passando per l'acquisizione di titoli e punteggi spendibili solo per un avanzamento in graduatoria, senza il corrispettivo riconoscimento economico. Cui prodest tutto questo? A nessuno certamente. Dovremmo forse ricominciare dalle basi. Lavorare pedissequamente e insistentemente, dalla scuola primaria alle superiori, sul testo scritto e sulla capacità di comprensione. È forse l'unica via di uscita per sperare che "in alto" scrivano testi coerenti e coesi e che "in basso" sia tutto chiaro già dalla prima lettura. Senza intermediari, sottotitoli e traduzioni».
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