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Iran, Coldiretti Puglia: prezzi gasolio alle stelle nei campi, ben +30 cent/litro in 3 giorni

Per questo motivo è urgente adottare misure di sostegno immediate a favore delle piccole e medie imprese agricole e della pesca

Con un aumento di 0,30 euro al litro più IVA in appena tre giorni, i costi orari delle lavorazioni agricole sono letteralmente esplosi, con il rischio concreto che trattori e macchine agricole restino fermi nei campi e che anche i pescherecci non possano uscire dalle banchine, per questo motivo è urgente adottare misure di sostegno immediate a favore delle piccole e medie imprese agricole e della pesca, messe in grave difficoltà dal repentino balzo dei prezzi del gasolio agricolo. La denuncia arriva da Coldiretti Puglia, che segnala come l'esplosione dei costi del carburante sia strettamente collegata agli effetti della guerra in Iran sul mercato energetico globale, con forti tensioni sulle quotazioni del petrolio che si ripercuotono rapidamente sui prezzi alla pompa e sulla competitività delle imprese agricole e della pesca pugliesi.

In Puglia l'agricoltura rappresenta un settore strategico ma anche energivoro, con le aziende agricole che consumano ogni anno circa 0,15 Mtep di energia, di cui la maggior parte sotto forma di gasolio per la meccanizzazione agricola, complessivamente, ciò corrisponde a un consumo annuo di 80–140 milioni di litri di gasolio. Un aumento del prezzo del carburante di 30 centesimi al litro comporta al momento per le aziende agricole pugliesi circa 25 milioni di euro di costi aggiuntivi, solo per il carburante.

I prezzi del carburante agricolo sono aumentati di quasi il 35% in appena tre giorni, determinando un forte incremento dei costi orari delle lavorazioni meccaniche, con il rischio concreto di interruzioni delle arature nelle zone cerealicole -incalza Coldiretti Puglia – con l'impennata dei prezzi che si ripercuote inoltre sull'irrigazione di ogni coltura, sul riscaldamento e sulla gestione energetica di stalle e serre, aggravando significativamente il bilancio operativo delle aziende agricole pugliesi

"Questa escalation dei costi è insostenibile e mette a rischio la sopravvivenza delle nostre imprese agricole – afferma il presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo –. Serve un intervento immediato da parte delle istituzioni per evitare che i campi restino senza lavorazioni e che la produzione regionale ne risenta gravemente."

"Le aziende agricole e della pesca pugliesi non possono sopportare questi rincari improvvisi", aggiunge il direttore di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni, nel sottolineare che "senza sostegni urgenti, rischiamo di interrompere attività fondamentali per l'economia regionale e per l'approvvigionamento alimentare delle famiglie." Con l'inflazione alimentare che galoppa e le famiglie costrette a tagliare gli acquisti, la penuria di produzioni pugliesi che si sono salvate dagli eventi estremi degli ultimi mesi e i rincari di benzina e gasolio, dove la logistica incide fino a un terzo sul prezzo finale di frutta e verdura, rischiamo un effetto domino sui costi alimentari. La differenza tra prezzo in campagna e prezzo al dettaglio è ormai enorme e spesso ingiustificata.

A livello regionale, i consumi finali di energia della Puglia ammontano a circa 5,6 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) all'anno, con il settore dei trasporti che assorbe circa il 34,6% dei consumi, secondo elaborazioni su dati MASE‑ENEA‑Terna. Nell'ambito di questi consumi, l'intera filiera agroalimentare rappresenta una quota stimata superiore al 10%, includendo produzione agricola, trasformazione e logistica.

Questi dati evidenziano in modo chiaro come l'impennata dei costi energetici metta a dura prova l'intero sistema agroalimentare regionale, incidendo non solo sulla redditività delle aziende agricole e della pesca, ma anche sulla continuità delle produzioni e sulla filiera alimentare destinata ai consumatori. È quindi fondamentale, come sottolinea Coldiretti Puglia, adottare con urgenza interventi mirati e sostegni concreti per garantire la sopravvivenza delle imprese, preservare il lavoro nei campi e nei porti e tutelare la sicurezza alimentare della regione
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