Dona un metro quadro per il progetto Diocesano  “Senza Sbarre”. <span>Foto Riccardo Di Pietro</span>
Dona un metro quadro per il progetto Diocesano “Senza Sbarre”. Foto Riccardo Di Pietro
Attualità

Il progetto senza sbarre in pellegrinaggio a San Michele Arcangelo e a San Giovanni Rotondo

Lunedì 18 marzo con Don Riccardo Agresti una dozzina di persone affidate a questo progetto rieducativo

Per la prima volta gli ospiti del progetto diocesano "Senza Sbarre" presso la masseria San Vittore di Andria, effettueranno un pellegrinaggio al Santuario di San Michele Arcangelo ed a San Giovanni Rotondo, con la guida di Don Riccardo Agresti.

"Ringrazio la Magistratura di sorveglianza di Bari, la Corte di Appello di Campobasso, il Tribunale di Bari, quello di Foggia e di Milano, per aver concesso tutte le autorizzazioni necessarie per realizzare questa attesa iniziativa. Il pellegrinaggio su luoghi della fede a noi vicini quali quello dell'Arcangelo Michele e di Padre Pio, sono il lievito di spiritualità per tante persone che vanno alla ricerca della propria fede e quindi, attraverso essa riporre la fiducia in Colui che è dispensatore di Misericordia", sottolinea Don Riccardo Agresti.

La giornata organizzata dagli educatori responsabili del progetto diocesano "Senza Sbarre", voluto fortemente dal vescovo diocesano Mons. Lugi Mansi, rappresenta uno degli aspetti della formazione spirituale e rieducativa indirizzata verso l'individuo. Il Padri costituenti della nostra Repubblica, hanno formalmente sancito che "le pene devono tendere alla rieducazione del condannato". Da questa chiara e precisa enunciazione si ricava uno dei fondamentali principi del nostro ordinamento penale il quale costituisce altresì l'espressione di una delle basilari funzioni della pena stessa, tra queste la sua proporzionalità al reato commesso. E' ciò che si sta cercando di apportare con il progetto diocesano che Don Riccardo Agresti e Don Vincenzo Giannelli stanno con sacrificio attuando, volto alla rieducazione ed allo sviluppo sociale e spirituale della persona. Questo segno di "uscita" dagli spazi ristretti della masseria non deve essere immaginato come un "momento di fuga", ma una parentesi formativa in cui l'individuo possa trovare la maniera di riconciliarsi con sè stesso e la comunità, apprezzando così "la convivialità delle differenze".
  • Comune di Andria
  • Contrada San Vittore
  • mons. luigi mansi
  • Progetto Senza Sbarre
  • Associazione Amici di San Vittore Onlus
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