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Politica

Il Pd di Andria guarda a Roma, timori per la scissione

Preoccupazione e smarrimento per quanto stra accadendo in queste ore nella capitale

Più che preoccupare di quello che è avvenuto la sera del 17 febbraio, nel venerdì nero del consiglio comunale, agli esponenti del Pd e del centro sinistra andriese interessa quello che sta accadendo in queste ore a Roma, dove si sta consumando un dramma mediatico che ai più rimanda a quanto accaduto nel congresso della "Bolognina" o alla scissione con Rifondazione comunista.
Vediamo di capirci meglio qualcosa e di interpretare quello che potrebbe accadere ad Andria.

Innanzitutto se Emiliano dovesse decidere, dopo la Direzione del Pd di questo pomeriggio, di uscire dal suo partito, si porterebbe dietro non pochi esponenti del territorio. A cominciare dal consigliere regionale e grande amico Sabino Zinni, suo capogruppo in Regione e con lui aderirebbero oltre alla consigliera comunale Daniela Di Bari molto probabilmente anche la psichiatra consigliera Sabina Leonetti.

Che Emiliano, a differenza di Rossi e di Speranza vorrebbe rimanere all'interno del Pd ormai lo hanno capito tutti, anche perché così non lascerebbe spazio ad Orlando e Cuperlo che a quanto pare stanno già lavorando al dopo Renzi, se il Congresso del partito avverrà, come è nelle previsioni più rosee, a luglio e non tra maggio o al massimo ai primi di giugno. Considerato che Emiliano porterebbe con se, per la Bat con Assuntela Messina ed il sindaco di Bisceglie Francesco Spina, anche il consigliere regionale Filippo Caracciolo -mentre Ruggiero Mennea resterebbe nel Pd-, sono in molti oggi, ad Andria a chiedersi cosa fare.

A cominciare dal prof. Sabino Fortunato che a quanto sembra starebbe pensando di rimanere e di avviare una nuova stagione cittadina del Pd sempre se Lorenzo Marchio Rossi e Salvatore Vitanostra, da sempre vicini alle posizioni del Ministro della Giustizia Orlando, decidano anch'essi di rimanere in vista di un cambiamento della segreteria nazionale, anche se Marchio Rossi ha un'amicizia personale con il governatore pugliese e quindi la sua scelta sarebbe oltre modo particolarmente sofferta. Non è dato sapere la posizione dell'altro consigliere del Pd, Giovanni Vurchio.
Naturalmente sono solo indiscrezioni, assolutamente niente di ufficiale, ci mancherebbe altro, anche perché la situazione è oltremodo "liquida".
Ad oggi chi guarda ancora con favore a Matteo Renzi, forse anche suggestionato dall'amicizia con il delfino tranese Ferrante sono la maggior parte dei Giovani Democratici, ma anche qui, da quanto riferito, la situazione è in divenire.

Sicuramente se Emiliano decidesse questa sera di andare via dal Pd per Andria, anche in vista delle prossime comunali si aprirebbero dei nuovi scenari e già vi è chi all'interno del centro moderato dell'amministrazione Giorgino accarezza "pensieri stupendi", ovvero alleanze strategiche per conquistare lo scranno più alto di Palazzo San Francesco e stringere patti di non belligeranza con Nicola Giorgino avviato al Parlamento. L'imperativo categorico che si sta facendo sempre più strada: l'avversario è unico e solo, rappresentato dai grillini. Un fronte unico e numeroso potrebbe infatti seriamente sbarrare la strada a D'Ambrosio, Grazia Di Bari ed ai fratelli Coratella. L'imperativo potrebbe dunque essere "No pasarán!".
Staremo a vedere!
  • Pd
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