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G7, Coldiretti Puglia: "Serve un governo globale dei cibo"

La speculazione su fame in Puglia brucia 145 mln in grano

«E' necessario che i decisori politici tengano conto del governo globale dei beni comuni, mettendo ai vertici della loro agenda la strategicità del cibo e promuovendo politiche che a livello globale definiscano una regia di regole per i beni comuni come il cibo, l'acqua e il suolo. La speculazione sulla fame ha bruciato nel mondo quasi 30 miliardi di dollari solo per il grano, con le quotazioni internazionali ridotte in un anno da 5,35 dollari per bushel a poco più di 4,33 dollari per bushel (27,216 chili), con milioni di contadini in ginocchio. Il grano pugliese, in particolare, è stato colpito da una speculazione da 145 milioni di euro, a tanto ammontano le perdite subite dagli agricoltori del 'granaio d'Italia' per il crollo dei prezzi rispetto allo scorso anno, senza alcun beneficio per i consumatori».

E' quanto dichiarato dal Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, in occasione del G7 delle Finanze di Bari in Puglia, regione che detiene il primato nella produzione di grano duro in Italia.

Per invitare i grandi poteri economici e finanziari a combattere le speculazioni e a difendere le risorse primarie della terra la Coldiretti ha preparato per l'occasione a Bari il panino DOP più grande del mondo con il pane di Altamura a denominazione di origine certificato dall'omonimo Consorzio, lungo 3 metri e pesante 1,5 quintali, farcito con i salumi tradizionali della Puglia, oltre al living show a KM0 'made by Campagna Amica' a base di mozzarelle, burrate, salumi e formaggi, panzerotti, olio extravergine di oliva, carciofi, lampascioni e pomodori sottolio, oltre a pesce, pasta alla crudaiola, dedicato alle 20 delegazioni partecipanti al G7, ai ministri delle finanze, ai governatori dei sette Paesi (Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania, Canada, Stati Uniti e Giappone), al commissario europeo per gli Affari economici e monetari, al presidente dell'Eurogruppo e ai vertici di Bce, Fmi, Ocse e Banca Mondiale, oltre alla stampa nazionale e internazionale accreditata.

«Nel giro di un anno le quotazioni del grano duro destinato alla pasta – ha denunciato Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia - hanno perso il 43 per cento del valore mentre si registra un calo del 19 per cento del prezzo del grano tenero destinato alla panificazione. Un crack senza precedenti con i compensi degli agricoltori che sono tornati ai livelli di 30 anni fa, a causa delle manovre di chi fa acquisti speculativi sui mercati esteri di grano da "spacciare" come pasta o pane Made in Italy, per la mancanza dell'obbligo di indicare in etichetta la reale origine del grano impiegato. L'andamento delle quotazioni dei prodotti agricoli è fortemente condizionato dai movimenti di capitale che si spostano con facilità dai mercati finanziari a quelli delle materie prime come il petrolio, i metalli preziosi fino al grano che è quotato come una qualsiasi altra merce al Chicago Board of Trade, punto di riferimento o del mercato delle materie prime agricole a livello internazionale».

«Manovre finanziarie sul cibo che stanno "giocando" senza regole sui prezzi delle materie prime agricole dove hanno provocato una grande volatilità impedendo la programmazione e la sicurezza degli approvvigionamenti in molti Paesi. Nonostante il forte calo dei prezzi alla produzione agricola - denuncia la Coldiretti - quelli al consumo rimangono alti con conseguenti difficoltà per i piu' poveri dove resta alta l'insicurezza alimentare con circa 800 milioni di persone che soffrono la fame secondo la Fao. Questo è anche il risultato di una grande volatilità dei prezzi influenzata da speculazioni che spesso non hanno nulla a che fare con la reale situazione di mercato, ma che impediscono la programmazione e la sicurezza degli approvvigionamenti in molti Paesi e alimentano – denuncia la Coldiretti - il paradosso dell'abbondanza denunciato da Papa Francesco proprio nel suo Messaggio ad Expo. Le speculazioni internazionali sono aggravate a livello nazionale dalle distorsione di filiera con il risultato che i compensi degli agricoltori sono tornati ai livelli di 30 anni fa, a causa delle manovre di chi fa acquisti speculativi sui mercati esteri di grano da "spacciare" come pasta o pane Made in Italy».
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