Assessore Viviana Di Leo
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Politica

Elezioni politiche, Assessore Di Leo: "In quel 36% di astenuti almeno la metà sono giovani"

"Penso che siano i partiti a non interessarsi dei giovani. Ad usarli, a volte, come se fossero bandiere, ma senza ascoltarli mai veramente"

L'analisi del post voto, Viviana Di Leo, Assessore al Futuro al Comune di Andria, lo affida ad uno nota, che pubblichiamo:

"In queste ore imperversano sui social e sulla stampa analisi del voto e analisi politiche (o pseudo tali) di dirigenti di partito, militanti ed elettori.
Analisi dovute, in qualche caso necessarie, anche se continuo a credere che la vera riflessione vada fatta nelle sedi opportune, nelle sedi di partito, nelle assemblee pubbliche.
Scrivere e commentare a caldo non delinea le cause dell'effetto raccolto o non raccolto, anzi incrementa solo il malcontento di una parte o l'esaltazione dell'altra.
In alcune di queste analisi non manca il dato dell'astensionismo. Quello giovanile è alto. È vero. Ma è anche molto comodo limitarsi ad affermarlo, facendo intendere che i giovani si siano disinteressati alla politica e alle sorti di questo Paese.
Pensavamo davvero che un video su TikTok avrebbe intercettato i giovani?
Crediamo davvero che qualche bel post ben confezionato possa convincere gli under 35 ad andare a votare e soprattutto a schierarsi?
Io non credo. Ho una considerazione più alta della componente giovanile di questo Paese.
Il dato dell'astensionismo in queste elezioni politiche si attesta intorno al 36%. Circa 1 italiano su 3 non si è recato alle urne, dunque, classificando queste elezioni come le meno partecipate nella storia repubblicana.
L'affluenza perde quasi 10 punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni ed in Puglia raggiunge a malapena il 57%, perdendo 12 punti percentuali rispetto al 2018.
In quel 36% di astenuti almeno la metà sono giovani uomini e giovani donne. Astensioni che ovviamente, mi pare molto scontato e vi dico a breve perché, al Sud aumentano, soprattutto tra i giovani.
E la motivazione che ci diciamo è sempre la stessa. Sono i giovani che non si interessano.
Sarà vero in parte, sicuramente comodo dircelo, ma non credo sia solo questo il motivo.
Io, invece, penso che siano i partiti a non interessarsi dei giovani. Ad usarli, a volte, come se fossero bandiere, ma senza ascoltarli mai veramente.
I programmi elettorali di ciascun partito e/o coalizione, pur presentando un cenno al mondo giovanile, sono stati spiegati e raccontati male. Né le risposte e le proposte di destra né quelle di sinistra, evidentemente, sono state sufficientemente interessanti.
E basta partire proprio dai dati precedenti per capire come la politica in realtà sia stata la prima a scegliere di non scegliere.
Il maggior astensionismo giovanile si registra al Sud. I territori da cui spesso i giovani vanno via per studiare e lavorare altrove sono proprio quelli del Sud.
In Italia ci sono 5 milioni di fuori sede, giovanissimi, giovani e non solo che vivono altrove per studiare, per lavorare, per fare esperienze.
Qual è stata la risposta della politica a queste milioni di persone che per esercitare un diritto e dovere avrebbero dovuto interrompere le loro vite per recarsi al seggio della città natale? Gli sconti e le agevolazioni sui trasporti. Sconti anche abbastanza irrisori.
Non è possibile che ancora oggi, nonostante il voto all'estero sia garantito, quello per i fuorisede non sia ancora previsto e regolamentato.
È inaccettabile.
Oltre a cambiare questa legge elettorale penosa, di difficile comprensione e che di certo non favorisce il coinvolgimento territoriale, garantire il diritto di voto ai fuorisede non più prorogabile.
Le elezioni sono finite. C'è un vincitore e ci sono i vinti. Abbiamo eletto i nostri rappresentanti territoriali per Camera e Senato, ai quali va' il mio sincero augurio di buon lavoro e ai quali dico: una proposta di legge sul "Voto dove vivo" c'è già. È stata presentata nel 2019 ed è ancora ferma.
Tra le tante priorità e urgenze che l'Italia avrà nei prossimi mesi, ritengo che sia necessario rimettere mano anche a questa proposta di legge per approvarla finalmente, per non lasciare inascoltati 5 milioni di italiani, per garantire il voto a tutti e tutte, per tutelare e semplificare l'esercizio di un diritto: scegliere per il proprio Paese.
I partiti che si sono espressi favorevolmente per il "VotoDoveVivo" durante la campagna elettorale hanno 261 seggi in totale alla Camera e 125 seggi complessivo al Senato. In pratica, hanno la maggioranza.
E dunque, cos'altro dobbiamo attendere ora?", conclude l'Assessore comunale al Futuro al Comune di Andria, Viviana Di Leo.
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