Festival della Disperazione 2020
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Eventi e cultura

"Declinare la disperazione": il 18 settembre altri tre appuntamenti col Festival

Paolo Berizzi, ad Anna Pavignano, a Giuseppe Semeraro e Leone Marco Bartolo sul palco. Arriva anche la birra Disperatissima

I neofascisti e i neofascisti sotto mentite spoglie. Amare e soffrire. La ballata del poeta disoccupato. Se chiedessimo a Paolo Berizzi, ad Anna Pavignano, a Giuseppe Semeraro e Leone Marco Bartolo "Cos'è la disperazione?", loro risponderebbero così. Questi sono i protagonisti del secondo weekend in giallo, targato "Festival della disperazione – il festival delle promesse non mantenute", che prosegue il racconto del sentimento massimamente letterario declinandolo in tutte le sue sfaccettature: politiche, romantiche e ironiche.

Sono tre gli appuntamenti in programma per venerdì 18 settembre e si terranno nella cornice del Seminario Vescovile di Andria. Ad aprire questa triade sarà Paolo Berizzi con "Lo spettro di una nuova educazione fascista"; un incontro che, all'indomani dell'uscita dell'omonimo libro, racconta un fenomeno tanto diffuso quanto pericoloso: lo spettro di una nuova educazione fascista. «Esiste una trasmissione sotterranea, un passaggio tra le generazioni – afferma lo scrittore-, che conserva il culto della violenza e della morte, l'ossessione razzista e xenofoba, la disciplina militaresca e la pulsione identitaria che già una volta nella storia italiana hanno formato una generazione di giovani. È un'educazione che forma i costumi e la mentalità, è capillare e sfuggente. Esistono di nuovo le colonie estive, dove i ragazzi vengono indottrinati. Ai concerti, fuori da scuola, nelle sagre, nelle feste di paese e negli stadi i gruppi neofascisti - primi fra tutti Forza Nuova e Casa Pound - da Nord a Sud hanno costruito un tessuto sociale parallelo poco visibile, nel quale la violenza squadrista per difendersi dall'invasione degli immigrati è sempre più accettata. Le vittime più esposte alle regole della nuova educazione sono i ragazzi». Dunque Berizzi indaga l'universo simbolico del nuovo fascismo e dimostra un fatto allarmante, davanti al quale nessuno può chiudere gli occhi: i balilla non sono più soltanto un ricordo del capitolo più triste del nostro passato.

Un completo salto nel passato è invece il secondo appuntamento. Immaginate due giovani poco più che ventenni, appassionati di letteratura e cinema, che si incontrano per caso durante un provino alla Rai alla fine degli anni '70: lui un giovane attore esordiente, lei una giovane scrittrice; immaginate che lei gli abbia fatto conoscere Guccini e lui le abbia fatto ascoltare Rino Gaetano; che si siano innamorati e che da quel fortunato sodalizio d'arte e d'amore, durato dieci anni, siano nati capolavori come "Ricomincio da tre", "Pensavo fosse amore… invece era un calesse", "Scusate il ritardo", "Non ci resta che piangere" e il premio Oscar "Il postino" ed altri ancora. Sul palco del Festival Anna Pavignano, ex compagna e sceneggiatrice di Massimo Troisi, racconta l'amore e il lavoro con il poeta malinconico di Napoli; racconta "Massimo Troisi tra malinconia e disillusione".

Complicità tra parole e musica, tra scrittore e musicista, ritroviamo nello spettacolo che chiude la triade di incontri del 18 settembre, ma in chiave molto più irriverente ed ironica. Loro sono Giuseppe Semeraro e Leone Marco Bartolo che con "La manutenzione della solitudine" danno voce a personaggi dalle storie forti, storie tragicomiche e storie poetiche. Tra i titoli: "La ballata del poeta disoccupato", "Ti Amo", "Monologo dell'amore e del parcheggio", "Due Parole in croce", "Un ulivo a Milano". «Cerco di prendere la parola poetica e accompagnarla in una visione, in un quadro scenico – afferma Semeraro- , cerco di incarnare le mie parole con la vita di personaggi immaginari che chiedono il permesso di usare la mia voce. Voglio che la poesia esca dal suo guscio e incontri il pubblico parlando alla gente in maniera diretta per guardarla negli occhi nel momento in cui la parola diventa il luogo di quell'incontro».

Insieme a questi tre artisti, nella seconda settimana di Festival, arriva la Disperatissima, la birra ufficiale per veri disperati, che sarà presentata martedì 15 settembre al beershop "Hops", in via Mulini n. 6. La Disperatissima 2020 è un'American Wheat targata SBAM - Social Brewery Alta Murgia, prodotta dal mastro birraio Vincenzo Capozzo.

Tra gli appuntamenti in programma troviamo Giobbe Covatta, Roberto Mercadini, il collettivo de Il Terzo Segreto di Satira, Matteo Bussola e Federico Taddia, Enrico Galiano, Daniela Delle Foglie, Giuseppe Civati, Vittorio Continelli, Daniele Aristarco, Oscar Iarussi, Annalisa Camilli, Alessandra Minervini e Riccardo Pirrone noto per essere il social media manager dell'agenzia funebre TAFFO, vero e proprio fenomeno mediatico.

La biglietteria è operativa ogni giorno dalle 18:30 alle 21:30, presso la segreteria del Festival in via Pietro Micca 7. I biglietti si potranno comprare anche on line sul sito www.festivaldelladisperazione.it, su cui è possibile consultare anche tutte le modalità d'acquisto e di prenotazione.
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