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Coronavirus, scuola in Puglia: «Per combattere i virus studenti in presenza»

Sit-in davanti alla Regione venerdì alle 17: «Solo con la consapevolezza si possono adottare comportamenti responsabili»

Un sit-in presso la sede del governo regionale pugliese -venerdì 22 gennaio alle ore 17- per chiedere a gran voce che si faccia chiarezza sul futuro della scuola in Puglia. Per gli attivisti del movimento "Priorità alla Scuola Puglia" non ci sono dubbi: «Per combattere i virus occorre tenere aperte le scuole, perché è solo con la consapevolezza che si possono adottare comportamenti responsabili».

«Secondo il DPCM - scrivono - le scuole secondarie di secondo grado sarebbero dovute rientrare in presenza al 50% (anche in zona arancione), con un piano trasporti realizzato ad hoc dai prefetti per evitare il sovraffollamento dei mezzi, ma qualcosa è andato storto in Puglia, viste le due ordinanze regionali a firma del presidente Michele Emiliano, che ne hanno posticipato l'attuazione».

«Il rinnovo della possibilità scegliere - continuano - se mandare o meno i figli a scuola per le scuole primarie e secondarie di primo grado ha portato ad un inasprimento delle misure restrittive messe in atto da parte di alcuni docenti e dirigenti scolastici, che sempre utilizzando la pressione psicologica, di fatto tendono a penalizzare chi rientra a scuola in presenza: tantissime le segnalazioni quotidiane sulla nostra pagina e, per quanto cerchiamo di aiutare tutti, notiamo una certo "arbitrio fantasioso" nell'attuare l'ordinanza regionale. A farne le spese sono , come al solito, i soggetti più deboli: vedere alunni con disabilità frequentare aule senza compagni di classe ci ha fatto tornare indietro di 20 anni sul piano dell' inclusione. Se il clima di collaborazione instaurato fra le scuole e le famiglie all'inizio dell'anno scolastico non dovesse trovare un equilibrio di reciproco rispetto, saremo costretti a segnalare gli istituti inadempienti all'Ufficio Scolastico Regionale».

«Le Scuole aperte - rimarcano - sono un antidoto alla diffusione dei virus, anche quello della paura che impedisce comportamenti ragionevoli. Il libero accesso ai dati epidemiologici è un diritto per i cittadini che non possono più accettare provvedimenti "alla cieca". In Puglia è necessario isolare e contenere il virus della paura prima del Covid-19».

«Dopo il temporeggiamento - concludono - ora è il momento di prendere una posizione motivandola con dati scientifici, assumendosene le responsabilità anche di fronte al Governo, cosi come è stato dichiarato dal CTS nei giorni scorsi. Il rischio zero non esiste e se migliaia di lavoratori ogni giorno fanno i conti con questo dato perché l'economia di una nazione è pilastro fondamentale per la sua sopravvivenza, ci chiediamo se i luoghi dove si formano le menti che in futuro costruiranno questa economia non necessitino della giusta dedizione, attenzione e caparbietà nel tenerle aperte e fruibili a tutti e tutte, affinché rimangano luoghi di sapere, di scambio, di rispetto e di democrazia».
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