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Politica

Comune, "tradimenti interni e fallimenti pubblici: Andria chiede verità e giustizia"

La nota della segreteria cittadina del nPSI

«Con profonda indignazione, ma ormai senza alcuna sorpresa, assistiamo alle gravi e inequivocabili accuse rivolte alla sindaca Giovanna Bruno da due consiglieri della sua stessa coalizione, Montrone e Brattoli, che l'hanno pubblicamente definita una "bugiarda". Non si tratta di un'opinione politica, bensì di un'accusa severa e inoppugnabile che certifica, dall'interno, il fallimento di un'amministrazione ormai irrimediabilmente delegittimata. Il centrosinistra andriese è allo sfascio: numericamente esiguo nel Consiglio comunale, dilaniato da lotte intestine, paralizzato da contraddizioni insanabili. Un'alleanza che non riesce più neppure a tutelare la propria immagine, mentre la città sprofonda nel disincanto e nella più profonda sfiducia. Gli slogan, i video notturni e le apparizioni propagandistiche non sono più sufficienti. La città è stanca. È ferita. È sola. E pretende rispetto. L'amministrazione Bruno ha profondamente deluso. Ha mancato nel fronteggiare le emergenze, ha governato senza visione, ha ignorato le istanze autentiche della cittadinanza. Andria è divenuta il fanalino di coda della Sesta Provincia pugliese: trascurata, indebolita, sempre più lontana dai bisogni reali del proprio popolo. Ma oggi non è solo l'opposizione a denunciarlo: è la stessa maggioranza, o quel che ne resta, a gridare il proprio fallimento. È un'autodenuncia politica, plateale e inequivocabile, che rende impossibile ogni ulteriore appello alla credibilità. In tal senso, il consiglio comunale dell'8 maggio 2025 aveva già anticipato il crepuscolo di questa amministrazione: una seduta in gran parte sterile, incentrata unicamente sul doveroso riconoscimento dei debiti fuori bilancio – segno tangibile di un'amministrazione disattenta e in affanno – senza alcuna proposta concreta per il rilancio della città. Nessuna visione, nessuna prospettiva, solo l'amara constatazione di una macchina amministrativa ormai evanescente. Sul piano politico, l'uscita ufficiale del consigliere Michele Di Lorenzo dalla maggioranza, rappresenta un ulteriore colpo per la già fragile tenuta del centrosinistra andriese. Un altro tassello che si stacca da un mosaico che ormai non tiene più. Siamo di fronte a una crisi istituzionale senza precedenti. Mentre Andria affonda, la scena politica è occupata da giochi di potere, regolamenti di conti personali e lotte per la mera sopravvivenza politica. Uno spettacolo indegno della storia e della dignità della nostra comunità. Il Nuovo Partito Socialista Italiano – sezione di Andria – chiede, con fermezza e nel rispetto delle istituzioni, che la sindaca Giovanna Bruno rassegni immediatamente le proprie dimissioni. Lo faccia per senso di responsabilità, per rispetto verso la città, per onestà verso se stessa. La storia di una comunità non può essere scritta da chi perde la fiducia dei suoi. È giunto il momento di scegliere: restare aggrappati a un potere ormai vuoto o consegnare il testimone a chi davvero vuole ricostruire. Il futuro di Andria non può essere appeso alle lotte intestine di chi ha dimostrato di non saper più governare. Sindaca Bruno, il popolo merita rispetto. Merita onore. Le dimissioni non rappresentano una sconfitta, ma l'ultimo atto di vero coraggio».
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