
Politica
Case e ospedali di comunità, FdI: “Altro che missione compiuta dalla Regione"
Critiche alla Regione ed alla giunta Decaro: "Fondi Pnrr salvi solo grazie a Governo Meloni e Ue”
Puglia - giovedì 2 luglio 2026
18.02
Conferenza stampa questa mattina a Bari, presso il Palazzo della Regione, svolta dal gruppo regionale di Fratelli d'Italia (il presidente Paolo Pagliaro con i consiglieri del gruppo Fratelli d'Italia, la vicepresidente Tonia Spina, Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Renato Perrini, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro e Giampaolo Vietri).
"Altro che missione compiuta! Tra il racconto della Regione e la realtà dei nostri sopralluoghi c'è di mezzo il mare: su case e ospedali di comunità abbiamo voluto fare un'operazione verità con una conferenza stampa. Il PNRR ha offerto una opportunità imperdibile per potenziare i servizi sanitari di prossimità, e la Puglia ha rischiato di perderla. Se ce l'ha fatta, è perché Regioni virtuose (Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Lazio in testa) sono riuscite a compensare i ritardi delle ultime della classe, come appunto la Puglia, centrando l'obiettivo nazionale. E questo grazie alla rimodulazione del target – tagliato del 30% e allargato all'intera Italia – della struttura tecnica PNRR del Governo Meloni, negoziata con Bruxelles. E vorremmo ricordare che la responsabilità dei PNRR in Europa è del vice presidente esecutivo Raffaele Fitto, che ancora una volta ha dimostrato un approccio istituzionale nell'interesse dei territori e dei cittadini.
Perciò, i toni trionfalistici dell'assessore Donato Pentassuglia sono davvero fuori luogo, perché delle 83 case di comunità che sbandiera come pronte, quelle davvero ultimate sono pochissime, e comunque scatole vuote. Oppure strutture preesistenti, rinfrescate e riadattate. In alcuni casi semplici stanze con una targhetta all'esterno. E, per quanto riguarda le strutture di nuova costruzione, per la maggior parte sono ancora scheletri o comunque ben lontane dall'essere completate. Ma quando partiranno i servizi? Dove sono gli arredi (alcuni già acquistati senza bando) e i macchinari? Non si tratta di numeri da vantare ma di presìdi che dovrebbero già essere pronti ad erogare servizi ai pazienti.
Nella nota ufficiale dell'assessore, poi, manca il report sugli Ospedali di Comunità. Come mai questo silenzio? I conti, lo ripetiamo, non tornano.
C'è un altro punto da evidenziare: in campagna elettorale il centrosinistra sfoggiava che i lavori per Case e Ospedali di Comunità procedevano a gonfie vele, e che sarebbero state pronte nei tempi previsti. Tutte balle. E non le hanno raccontate solo ai cittadini pugliesi ma anche a Roma, ai Ministeri degli Affari europei e della Salute, perché fino all'ultimo incontro di ottobre 2025 hanno continuato a dire che sarebbero riusciti a completare le 121 Case di Comunità previste. Quando invece, a gennaio scorso, c'è stato il primo incontro a Roma con il nuovo governo Decaro, i nodi sono venuti al pettine. E poi, quando hanno visto che – con le nostre ispezioni – documentavamo cantieri fermi e solo scheletri realizzati – si sono dovuti arrendere all'evidenza e hanno dovuto ammettere che erano molto in affanno, e che sarebbe stato impossibile finire in tempo le 121 strutture previste. I direttori generali delle ASL erano gli stessi. Perché hanno rappresentato una situazione non veritiera?
Noi, già da febbraio, siamo andati a fare sopralluoghi nei cantieri delle Case e degli Ospedali di Comunità, e fin da subito abbiamo constatato enormi ritardi: in ogni provincia, in ogni Asl, il rapporto fra strutture realizzate e progettate è, in media, di 1 a 5. Quindi, vorremmo capire, dove sono le 78 Case di Comunità di cui parla l'assessore Pentassuglia? Ci faccia l'elenco, ci mostri le strutture completate, arredate e attrezzate, i macchinari installati, la pianta organica pronta a partire."
Vorremmo chiarimenti anche sulle case e gli ospedali di comunità che non verranno più realizzati. I Comuni e i cittadini che si aspettavano finalmente questi servizi, con medici di famiglia, pediatri e infermieri h24 e ambulatori specialistici, hanno il diritto di sapere che non li avranno più. Secondo quanto dichiara la Regione, le case di comunità realizzate sarebbero addirittura 83, così suddivise: a Foggia 27, a Lecce 16, 4 nella BAT, a Taranto 13, a Bari 18 e 5 a Brindisi. Ma dove sono queste fantomatiche strutture? L'assessore Pentassuglia ci vuole fare un elenco preciso?
Il nostro report è ben diverso: una sola casa di comunità a Matino (non ancora collaudata) nell'Asl Lecce, e un'altra farsa, una stanzetta nel Distretto sociosanitario di Casarano; 2 nell'Asl Brindisi, a Torre Santa Susanna e Fasano; 2 a Bari città (nei quartieri Japigia e San Paolo); 4 con lavori ancora in corso nella BAT; zero nell'Asl Taranto; 18 nell'Asl Foggia (ma solo in strutture già esistenti, a malapena rinfrescate, mentre quella di nuova costruzione, ad esempio a Volturino, è in cantiere solo da marzo scorso).
Questi sono fatti, riscontrati sul campo. Anche perché dalle Asl, evidentemente consegnate al silenzio, abbiamo trovato bocche cucite quando abbiamo chiesto informazioni sullo stato di avanzamento dei cantieri.
Al presidente Antonio Decaro, e all'assessore Pentassuglia, chiediamo di venire con noi ad ispezionare le case e gli ospedali di comunità, e di chiedere conto ai responsabili dei lavori di ritardi e inadempienze, e di scelte sbagliate. Questa è trasparenza, questa è vera discontinuità"
"Altro che missione compiuta! Tra il racconto della Regione e la realtà dei nostri sopralluoghi c'è di mezzo il mare: su case e ospedali di comunità abbiamo voluto fare un'operazione verità con una conferenza stampa. Il PNRR ha offerto una opportunità imperdibile per potenziare i servizi sanitari di prossimità, e la Puglia ha rischiato di perderla. Se ce l'ha fatta, è perché Regioni virtuose (Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Lazio in testa) sono riuscite a compensare i ritardi delle ultime della classe, come appunto la Puglia, centrando l'obiettivo nazionale. E questo grazie alla rimodulazione del target – tagliato del 30% e allargato all'intera Italia – della struttura tecnica PNRR del Governo Meloni, negoziata con Bruxelles. E vorremmo ricordare che la responsabilità dei PNRR in Europa è del vice presidente esecutivo Raffaele Fitto, che ancora una volta ha dimostrato un approccio istituzionale nell'interesse dei territori e dei cittadini.
Perciò, i toni trionfalistici dell'assessore Donato Pentassuglia sono davvero fuori luogo, perché delle 83 case di comunità che sbandiera come pronte, quelle davvero ultimate sono pochissime, e comunque scatole vuote. Oppure strutture preesistenti, rinfrescate e riadattate. In alcuni casi semplici stanze con una targhetta all'esterno. E, per quanto riguarda le strutture di nuova costruzione, per la maggior parte sono ancora scheletri o comunque ben lontane dall'essere completate. Ma quando partiranno i servizi? Dove sono gli arredi (alcuni già acquistati senza bando) e i macchinari? Non si tratta di numeri da vantare ma di presìdi che dovrebbero già essere pronti ad erogare servizi ai pazienti.
Nella nota ufficiale dell'assessore, poi, manca il report sugli Ospedali di Comunità. Come mai questo silenzio? I conti, lo ripetiamo, non tornano.
C'è un altro punto da evidenziare: in campagna elettorale il centrosinistra sfoggiava che i lavori per Case e Ospedali di Comunità procedevano a gonfie vele, e che sarebbero state pronte nei tempi previsti. Tutte balle. E non le hanno raccontate solo ai cittadini pugliesi ma anche a Roma, ai Ministeri degli Affari europei e della Salute, perché fino all'ultimo incontro di ottobre 2025 hanno continuato a dire che sarebbero riusciti a completare le 121 Case di Comunità previste. Quando invece, a gennaio scorso, c'è stato il primo incontro a Roma con il nuovo governo Decaro, i nodi sono venuti al pettine. E poi, quando hanno visto che – con le nostre ispezioni – documentavamo cantieri fermi e solo scheletri realizzati – si sono dovuti arrendere all'evidenza e hanno dovuto ammettere che erano molto in affanno, e che sarebbe stato impossibile finire in tempo le 121 strutture previste. I direttori generali delle ASL erano gli stessi. Perché hanno rappresentato una situazione non veritiera?
Noi, già da febbraio, siamo andati a fare sopralluoghi nei cantieri delle Case e degli Ospedali di Comunità, e fin da subito abbiamo constatato enormi ritardi: in ogni provincia, in ogni Asl, il rapporto fra strutture realizzate e progettate è, in media, di 1 a 5. Quindi, vorremmo capire, dove sono le 78 Case di Comunità di cui parla l'assessore Pentassuglia? Ci faccia l'elenco, ci mostri le strutture completate, arredate e attrezzate, i macchinari installati, la pianta organica pronta a partire."
Vorremmo chiarimenti anche sulle case e gli ospedali di comunità che non verranno più realizzati. I Comuni e i cittadini che si aspettavano finalmente questi servizi, con medici di famiglia, pediatri e infermieri h24 e ambulatori specialistici, hanno il diritto di sapere che non li avranno più. Secondo quanto dichiara la Regione, le case di comunità realizzate sarebbero addirittura 83, così suddivise: a Foggia 27, a Lecce 16, 4 nella BAT, a Taranto 13, a Bari 18 e 5 a Brindisi. Ma dove sono queste fantomatiche strutture? L'assessore Pentassuglia ci vuole fare un elenco preciso?
Il nostro report è ben diverso: una sola casa di comunità a Matino (non ancora collaudata) nell'Asl Lecce, e un'altra farsa, una stanzetta nel Distretto sociosanitario di Casarano; 2 nell'Asl Brindisi, a Torre Santa Susanna e Fasano; 2 a Bari città (nei quartieri Japigia e San Paolo); 4 con lavori ancora in corso nella BAT; zero nell'Asl Taranto; 18 nell'Asl Foggia (ma solo in strutture già esistenti, a malapena rinfrescate, mentre quella di nuova costruzione, ad esempio a Volturino, è in cantiere solo da marzo scorso).
Questi sono fatti, riscontrati sul campo. Anche perché dalle Asl, evidentemente consegnate al silenzio, abbiamo trovato bocche cucite quando abbiamo chiesto informazioni sullo stato di avanzamento dei cantieri.
Al presidente Antonio Decaro, e all'assessore Pentassuglia, chiediamo di venire con noi ad ispezionare le case e gli ospedali di comunità, e di chiedere conto ai responsabili dei lavori di ritardi e inadempienze, e di scelte sbagliate. Questa è trasparenza, questa è vera discontinuità"


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