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Caccia e difesa dell'ambiente: "Aumentare le zone nell'agro di Andria per il ripopolamento della lepre"

Lo chiede Riccardo Sgaramella, presidente della sezione "Riccardo Marchio" della Federazione Italiana della Caccia

Chiedono una revisione del Piano di Ripopolamento della Lepre nell'Ambito territoriale di Caccia di Bari e Piano Pluriennale de gestione della lepre in riferimento alle aree vocate.

L'istanza a firma di Riccardo Sgaramella, presidente della sezione "Riccardo Marchio" di Andria, della Federazione Italiana della Caccia è stata inviata al Presidente dell'Ambito territoriale di Caccia di Bari. In pratica l'A.T.C. è una struttura tecnico-amministrative autonoma, creata dalla Regione Puglia, preposta alla gestione della caccia programmata della fauna stanziale negli ambiti di rispettiva competenza. Per Andria il territorio è ricompreso in quello di Bari Bat.

Ebbene, da una attenta lettura del "Piano di ripopolamento della lepre europea" nell'ATC di Bari, i cacciatori di Andria hanno "rilevato delle inesattezze sulle indicazioni tecniche fornite dall'aggiornamento della "Carta delle vocazioni dell'ATC BARI/BAT e del Piano Pluriennale di gestione della lepre europea e italica" in riferimento alle aeree vocate".

Entrando nello specifico, ritengono "privo di ogni logica tecnica e di conoscenza del territorio, l'aver individuato in Andria una sola zona di circa ha. 498 situate nelle contrade di "Barracchio", "Masseria Accetta", "Le Fornaci" e "Lamapaola" come solo sito avente le caratteristiche di aeree vocate per la lepre su un territorio di ha. 28.800 (al netto di ha. 12.000 ricadenti del parco e nelle aeree protette). Riteniamo che la concentrazione dell'intervento di ripopolamento in solo quella zona è del tutto inappropriata e rischiosa per effetto della concentrazione della pressione venatoria che si verrebbe a verificare.
Dallo studio da noi eseguito, a cui hanno partecipato cacciatori, agricoltori, agronomi, periti agrari e altre categorie, è emerso che la lepre europea quanto anche quella italica è un selvatico che si adatta facilmente agli ecosistemi agricoli, soprattutto agli ambienti agricoli tradizionali, caratterizzati da colture miste a partire da vaste distese di oliveti, vigneti sotto le sue diverse caratteristiche (a spalliere, tendone a cespugli) frutteti, seminativi, orti, pascolo e incolti.
Queste caratteristiche consentono alla lepre non solo il rifugio dai predatori ,quanto anche di trovare erbe spontanee , quale il papavero, la borsa del pastore, la piantaggine, il convolvolo, il trifoglio, portulaca, bacche, erbe amare, frutti (pere, mele) verdure (carote, finocchi, sedano, insalate ecc.) nonché le graminacee per la sua alimentazione".

Le zone che i cacciatori di Andria indicano all'ATC "sono caratterizzate da grandi appezzamenti alternate da piccole e medie fondi che consentano una coltivazione temporale differenziata, garantendo così la presenza costante delle erbe spontanee, favorita inoltre da adeguata rete di irrigazione. Inoltre nella identificazione delle zone abbiamo tenuto presente la scarsa rete carrozzabile, come pure la zona di rispetto di oltre Km. 2 dalle aeree protette come disposto da "Rete Natura 2000" presenti del territorio dell'ATC di Bari in agro di Andria".

Pertanto, i cacciatori di Andria, alla luce di tali indicazioni (le zone indicate sono in allegato) chiedono che venga rivista ed aggiornata "la carta delle vocazioni dell'ATC di Bari in riferimento al comune di Andria, rispettando così la realtà dei siti al fine di un buon esito degli interventi di ripopolamento", conclude la missiva inviata dal Presidente Riccardo Sgaramella.
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